Berlusconi fu ferito

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A due giorni dall'aggressione subita dal presidente del consiglio Berlusconi, tutto sembra procedere secondo un copione non scritto ma prevedibile.

La solidarietà di circostanza di personaggi politici e non, lo straparlare di pseudo-giornalisti e pseudo-parlamentari, le scuse dell'aggressore, il bombardamento mediatico, il probabile perdono del Berlusconi versione Santo Padre... tutto già immaginabile, dal preciso istante in cui le guglie del duomo di Milano danneggiavano il liftato volto di Berlusconi in poi.

Fortunato anche quando sanguina, geniale e protetto da qualche potente divinità, ogni qualvolta stia attraversando un momento di difficoltà personale o politica, ogni qualvolta ci sia qualche scomoda notizia da nascondere, Berlusconi ha sempre pronto il suo coup de theatre, volontario o involontario che sia, che ne salva l'immagine e offre lo spunto ai giornalisti di comodo per riempire pagine di giornali e tg con semplice aria fritta.

L'occasione, poi, è ghiotta per approfittare del clamore suscitato dall'evento e piazzare i tre-quattro colpi di grazia a chi dà fastidio e a ciò che ostacola le ambizioni di re Silvio: e così, via con gli attacchi a Di Pietro, le cui parole non di circostanza ma mai inneggianti alla violenza, vengono trasformate in istigazione all'aggressione, via con gli attacchi alla stampa non asservita, con i vari Travaglio, Santoro, Il Fatto, Repubblica, L'espresso accusati di essere addirittura mandanti del folle Tartaglia, solo perché rei di aver fatto cronaca, e ancora, via con le azioni di censura al web, approfittando del proliferare degli evitabili attestati di stima all'aggressore e, perché no, via con qualche delegittimazione del popolo viola del No B-Day e con l'acceleratore al massimo sulle norme giudiziarie pro-berlusca, ché quelle non mancano mai.

Purtroppo, però, chi oggi scaglia le sue pietre contro questo e quell'altro, chi va accusando Tizio e Caio di aver creato un presunto clima d'odio del quale Massimo Tartaglia si sarebbe fatto mano armata, dimentica di non essere "senza peccato". Chi, nelle occasioni più propizie, si trasforma in un novello Gandhi, dimentica le proprie frasi (di cui qualche esempio è riportato anche in un mio precedente post http://www.itch.it/post/2009/10/Io-posso-dirlo2c-tu-no!.aspx) inneggianti alla violenza e all'odio contro questa o quella minoranza, dimentica i propri insulti gratuiti e volgari contro coloro che non condividono le sue posizioni o che scelgono di votare per qualcun altro.

La politica italiana ancora una volta si dimostra brava a farsi bella con le chiacchiere e abilissima a manipolare l'opinione comune sfruttando i mezzi di informazione in maniera distorta. Il bombardamento mediatico non cesserà a breve e, nel frattempo, chissà quante altre sorprese ci saranno tenute nascoste sotto l'immagine del labbro gocciolante e dell'occhio perso nel vuoto di Berlusconi, il quale, a conti fatti, superato il danno fisico avrà ottenuto un beneficio politico-mediatico di gran lunga maggiore.

Staremo a vedere...

 

Brevi aggiornamenti:

- A proposito di coup de theatre, qualcuno, alla storia dell'aggressione, non ci crede e a sostegno della tesi porta argomentazioni tutt'altro che scarse.
D'altronde, un abile uomo di spettacolo sa come e quando piazzare il colpo di scena per ottenere il risultato sperato.

Lettura consigliata!

http://aceontheriver.splinder.com/post/21879844/L%27aggressione+a+Berlusconi+%C3%A8+

- Qui un po' di dichiarazioni "pacifiste" degli scandalizzati odierni, dal blog Italia senza Valori:

http://italiasenzavalori.blogspot.com/2009/12/vietato-parlare.html

http://italiasenzavalori.blogspot.com/2009/12/fomentatori-aizzatori.html

 

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No B Day!!!!

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Cchiù PIL pe tutti!

Cosa ci si poteva aspettare da un uomo che ha fatto dell'apparire e della capacità di vendere e sapersi vendere la fonte di tutti i suoi successi? Nient'altro che annunci, parole, fumo, e poco importa che poi nulla si concretizzi. L'obiettivo finale non è quello di mostrare ciò che si è fatto, ma quello di far credere che si stia mostrando ciò che si è fatto!

E un così abile venditore poteva mai perdere l'occasione di sfruttare una dichiarazione positiva di un organismo internazionale per far credere ai suoi tele-elettori che tutto sia quasi risolto grazie a chissà quale suo provvidenziale intervento? Certo che no, ed è comprensibile. 

Meno comprensibile, però, è il fatto che, come sempre, nessun giornalista né alcun esponente dell'opposizione abbiano completato la notizia celebrata dal presidente del consiglio con altre informazioni che possono aiutare a capire che da festeggiare, tutto sommato, c'è ben poco.

È notizia di ieri il trionfale annuncio del presidente del consiglio Silvio Berlusconi: «Noi il sesto Paese più ricco»

Ocse: c'è ripresa, Italia al top
«Noi il sesto Paese più ricco»

Berlusconi: «Superata la Gran Bretagna, siamo i sesti più ricchi al mondo». Tremonti: «Tempo galantuomo»


ROMA - L'Italia ha ormai sorpassato la Gran Bretagna per prodotto interno lordo (Pil) e quindi è ormai la sesta nazione più ricca tra i Paesi industrializzati dal mondo.
(da Corriere.it)

Notizia da incorniciare, no? Un risultato eccellente!

Così sembrerebbe, ma questo è solo ciò che si vuole far credere, eliminando dalla notizia integrale ogni altro elemento che la completi. Non siamo poi così tanto più ricchi rispetto a prima, in quanto ci sono diversi aspetti da considerare.

Il primo, il più evidente per tutti, è che basta mettere le mani in tasca per accorgersi di quanta ricchezza in più abbiamo. E questo è tanto più evidente per le migliaia di precari a 800-1000 Euro al mese, per le altre migliaia di persone che il lavoro, precario o meno, lo stanno perdendo o l'hanno perso già, per i 400 mila lavoratori che stanno per perdere la cassa integrazione ordinaria, eccetera eccetera. 

Ma bisogna andare più nello specifico per capire perché la notizia tanto esaltata da tutti i tg sia, in realtà, carente.

In primo luogo, occorre osservare come il sorpasso effettuato dall'Italia sull'Inghilterra non sia frutto di un risultato particolarmente eccellente conseguito dalla nostra economia, quanto di un peggioramento delle condizioni di quella britannica. In particolare, infatti, la crescita nelle stime del PIL è dovuta agli effetti del cambio euro-sterlina.

"Le ultime rilevazioni effettuate dalla BCE, infatti, martedì ponevano l’euro al valore di 0,89360 sterline, mentre mercoledì il valore è aumentato a 0,91855. Facendo i dovuti calcoli, risulta così che il PIL italiano del 2007 è più alto di quello inglese dello 0,7%". (Fonte: Businessonline

Un po' come esultare per un sorpasso della nostra auto preferita al rivale uscito fuori strada.

Qui, tra l'altro, andrebbe aperto un enorme dibattito con tutti quei detrattori dell'ingresso dell'Italia nell'Euro, opera diabolica attribuita all'odiato Prodi che, in realtà, sta consentendo al nostro Paese di resistere alla crisi forse molto più di quanto non avrebbe potuto fare con una moneta debole come la Lira.

A ciò, comunque, vanno aggiunti anche altri elementi.

Bisogna, infatti, considerare il potere d'acquisto, che è poi ciò con cui maggiormente ci si scontra nella vita di tutti i giorni. Se si considera il livello dei prezzi, l'Italia pur superando ancora l'Inghilterra, si assesta in decima posizione rispetto alle altre potenze mondiali.

È poi un ulteriore dato di fatto il crescente divario tra ricchi e poveri: se qualcuno si sta arricchendo, forse è proprio chi ha già un lauto conto in banca. Così come è un dato di fatto la mancanza di mobilità sociale: "la probabilità di un povero di arricchirsi nel giro di una generazione o di un ricco di perdere il proprio benessere economico è più ridotta rispetto a quella di altre nazioni".

E i salari? Una tragedia! 

È dello scorso maggio la notizia che i salari italiani sono in media inferiori del 17% rispetto alla media OCSE, dato che ci classifica al 23° posto su 30. (Fonte: Corriere.it)

C'è poi un debito pubblico sempre più ampio ("l’ultimo Bollettino Statistico di Bankitalia, invece, rileva che il debito pubblico, nel periodo da gennaio a maggio del 2009, è cresciuto del 5,4%, ovverosia di quasi 90 miliardi di euro. In particolare, alla fine dello scorso mese di maggio il deficit dello Stato ha raggiunto la nuova quota record di 1.752,188 miliardi di euro" Fonte: FinanzaLive.com) e c'è anche una pressione fiscale che, nonostante le promesse di portarla al di sotto del 40 %, oggi ha raggiunto nuovi livelli record ("Il 2009 registrerà un calo del gettito fiscale del 2,2% ma, per effetto della riduzione della crescita, ci sarà un aumento della pressione fiscale che tornerà dal 43% del 2008 al 43,3%, cioè al picco registrato nel 2007 con il precedente Governo, raggiungendo così il livello più alto se si esclude il 1997, cioè l'anno dell'eurotassa nel quale toccò il 43,7%. La pressione fiscale, cioè il rapporto tra le tasse incassate e la ricchezza prodotta dal paese, tornerà a scendere sotto la soglia del 43% solo nel 2013 (42,9%)" Fonte: Il Sole 24 Ore).

Ovviamente, nessuno si è azzardato a contraddire il presidente del consiglio, né tantomeno a completare l'informazione che si stava dando al proprio pubblico. E pensare che il mestiere del giornalista dovrebbe essere quello di "informare"!

Intanto i milioni di persone incollate alla tv sono stati raggiunti da un messaggio incompleto e fuorviante, lo hanno incamerato e stamattina, nel fare la spesa, si sono sentiti un po' più felici! Forse...

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Quello che le Bindi non dicono

Ieri sera, in chiusura di Ballarò, è andato in scena l'ennesimo spettacolo telefonico del presidente del Consiglio, ma questo ormai non fa più notizia.

Tra scatti d'ira, solite fregnacce sui pm comunisti e sulla televisione pubblica che non deve contestare il governo, Berlusconi ha voluto proporre agli spettatori l'"elenco delle falsità" dette durante la trasmissione dagli esponenti dell'opposizione, per la cronaca rappresentata in studio da Rosy Bindi, Pierferdinando Casini e Concita De Gregorio, direttrice de L'Unità .

Un'"oppiosizione" più che un'opposizione, assonnata e tristemente in silenzio di fronte alla lista di "inesattezze" del presidente Berlusconi, che non ha saputo controbattere, come ormai avviene troppo spesso, in maniera concreta con dati e fatti tranquillamente reperibili ovunque.

Un'"oppiosizione" che perde costantemente l'occasione di smentire pubblicamente Berlusconi, distruggendolo con le sue stesse armi!

Ma osserviamo nel dettaglio quale sia il vero "elenco delle falsità" andato in onda ieri sera...

1)  "In Russia sono stato un giorno (...) sono partito in ritardo non per la neve ma per la nebbia". In primo luogo, che il presidente fosse rimasto bloccato in Russia causa neve, è quanto si è appreso dalle stesse fonti governative, quindi in tal caso, l'errore sarebbe dovuto ai suoi stessi collaboratori. In ogni caso, in rete, sono già state date ampie dimostrazioni del fatto che le condizioni meteo a San Pietroburgo e dintorni non erano particolarmente avverse e che tutti i voli previsti per quel giorno sono partiti regolarmente.

2) "L'anomalia italiana sono i pm comunisti e i giudici comunisti di Milano che, da quando Silvio Berlusconi è sceso in politica e ha soffiato il potere ai comunisti, lo hanno aggredito (...)". L'attacco alla magistratura non poteva mancare, un covo di comunisti il cui unico scopo è quello di rovinare Silvio Berlusconi! Berlusconi, però, dimentica che molti dei processi che lo vedono o lo hanno visto protagonista, iniziano anni prima rispetto alla sua discesa in campo. Nel 1983 è sotto processo per traffico di droga (indagine archiviata nel 1991); nel 1990 viene condannato per falsa testimonianza riguardo alla sua iscrizione alla P2 (Berlusconi viene dichiarato colpevole, ma il reato è estinto per l'intervenuta aministia del 1989); anche i fatti relativi al cosiddetto Lodo Mondadori risalgono al periodo 1988-91, così come quelli per presunte tangenti alla Guardia di Finanza (1989-1991-1992-1994), dai quali sarà assolto, e quelli relativi ai processi All Iberian 1 (Tangenti a Craxi), estinto solo per prescrizione, e All Iberian 2 (Falso in bilancio), stralciato in base alla nuova legge, varata dal governo dello stesso Berlusconi, che depenalizza il reato. Senza volersi dilungare troppo, si può entrare nello specifico di questi e di tutti gli altri processi a Berlusconi visitando Wikipedia e Società Civile.

Ultima osservazione riguardo al fatto che Berlusconi, candidandosi, abbia soffiato il potere ai comunisti: tutti i governi precedenti al 1994 sono stati democristiani o socialisti, questi ultimi con a capo l'"amico" Bettino Craxi.

3) "La televisione pagata coi soldi di tutti fa dei processi pubblici, non consentendo a chi mette sotto processo di avere il contraddittorio". A Ballarò, così come accade sempre anche ad AnnoZero, erano presenti esponenti del governo, che hanno avuto ampia possibilità di rispondere alle eventuali accuse sul proprio capo. Diversamente, in tutte le più recenti apparizioni televisive di Berlusconi, non era presente nessun esponente dell'opposizione. Particolarmente significativo il caso "Porta a Porta", in occasione della consegna delle casette di Onna, in cui il presidente del consiglio ha tenuto un vero e proprio comizio su tutti i punti caldi del momento, senza alcuna possibilità di contraddittorio da parte dei suoi oppositori politici.

4) "Il debito pubblico non l'abbiamo fatto noi, l'abbiamo ereditato da chi ci ha preceduto". Premesso che negli ultimi 15 anni, Berlusconi è stato al governo già 4 volte e che quindi dei governi precedenti fa parte anche lui stesso, il debito pubblico italiano, a fine 2007 (Governo Prodi), è risultato pari a 1.596.762 milioni (104,0% del Pil); alla stessa data del 2006 esso era pari a 1.575.636 milioni (106,5% del Pil). "L’ultimo Bollettino Statistico di Bankitalia, invece, rileva che il debito pubblico, nel periodo da gennaio a maggio del 2009, è cresciuto del 5,4%, ovverosia di quasi 90 miliardi di euro. In particolare, alla fine dello scorso mese di maggio il deficit dello Stato ha raggiunto la nuova quota record di 1.752,188 miliardi di euro". Non l'avrà creato lui, ma allargato sì!

5) "Non abbiamo mai sottovalutato la crisi, abbiamo sempre cercato di infondere fiducia e ottimismo perché il fattore psicologico è determinante quanto la gravità e la durata della stessa crisi". Poi, sempre a proposito di crisi, afferma "Questo dipende da come si evolverà la crisi in cui ancora siamo". Nel maggio del 2009, lo stesso Berlusconi affermava che la crisi era solo "psicologica", rimproverando ai media di avere un atteggiamento colpevole, perché rei di dipingere la crisi "come irreversibile e catastrofica".

6) "Questi spettacoli sulla televisione pubblica pagata con i soldi di tutti sono disdicevoli". I suoi monologhi senza possibilità di contraddittorio (vedi sopra), invece no!

7) "La televisione pubblica italiana è una televisione con una prevalenza assoluta di giornalisti di sinistra, con una prevalenza assoluta di programmi di sinistra". Basta aprire una qualsiasi guida tv per osservare come, escludendo per ovvie ragioni le reti Mediaset, ciò sia falso. Utilizzando il metro di giudizio di Berlusconi e dei suoi seguaci, infatti, possiamo classificare come "programmi di sinistra" i soli "Ballarò" (il che è tutto dire!), "AnnoZero", "Blob", "Parla con me" (programma di satira e non di informazione) e il tg3. Per il resto, i telegiornali e le altre trasmissioni lavorano nel modo che abbiamo imparato a conoscere. Non va dimenticato, poi, che ai vertici Rai sono posizionati uomini "non di sinistra".

8) "Abbiamo superato anche l'inghilterra come prodotto interno lordo". Il dato è vero, ma l'informazione è data solo in parte. "Il PIL italiano del 2007 è oggi più alto di quello inglese dello 0,7%" e ciò pone l'Italia al sesto posto nella classifica dei Paesi più ricchi. Non viene ricordato, però, che, considerando il potere d'acquisto, l'Italia resta fortemente indietro rispetto agli altri Paesi e che nel nostro Paese risulta sempre più ampio il divario tra ricchi e poveri. In questo senso, quando la Bindi dice "lo vada a dire ai precari e ai disoccupati fissi", non sbaglia, ma citare dei dati più concreti potrebbe aiutare l'opposizione ad avere una maggiore credibilità di fronte agli elettori.

Indro Montanelli di Berlusconi diceva: "È il bugiardo più sincero che ci sia, è il primo a credere alle proprie menzogne. È questo che lo rende così pericoloso. Non ha nessun pudore. Berlusconi non delude mai: quando ti aspetti che dica una scempiaggine, la dice. Ha l'allergia alla verità, una voluttuaria e voluttuosa propensione alle menzogne".

...e se chi dovrebbe opporsi a lui quelle menzogne non le smaschera, beh, forse non può lamentarsi tanto di come vadano le cose!

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L'Aquila: "miracoli", ombre e misteri

Se c'è qualcosa che fa più rabbia dell'inerzia dei nostri amministratori di fronte alle emergenze e, purtroppo, anche alle catastrofi che colpiscono il nostro Paese, è il modo in cui, sempre più di frequente, i media utilizzano tali eventi solo ed esclusivamente per compiacere il politico di turno e per suscitare la commozione popolare, oscurando ciò che potrebbe mettere in cattiva luce "qualcuno". Il giornalismo d'inchiesta (quasi) non esiste più e la conseguenza più grave di ciò è la più completa disinformazione dei cittadini comuni che, sempre più influenzati da telegiornali di qualità pari a zero, si costruiscono un'immagine di ciò che li circonda falsa ed edulcorata.

È ciò che è avvenuto con la tragedia che la citta de L'Aquila e i suoi dintorni stanno vivendo dallo scorso 6 aprile, a causa del terremoto che ha causato 308 vittime ed oltre 1500 feriti, con un numero di sfollati enorme: 65000 persone.

Gli eventi immediatamente successivi al sisma sono sicuramente ancora sotto gli occhi di tutti gli italiani: per almeno un mese non si è parlato d'altro, servizi strappalacrime dei telegiornali, speciali su tutte le emittenti televisive, interviste a chiunque, cittadini, sindaci, amministratori vari, geologi, esperti e chi più ne ha più ne metta, senza contare le numerose dichiarazioni e, soprattutto, promesse dei vari politici nazionali in visita nei luoghi del disastro.

Come era immaginabile, però, l'attenzione mediatica su L'Aquila e sugli aquilani è andata scemando giorno per giorno, se non in occasione delle autocelebrative visite del presidente del Consiglio, lasciando ormai, a oltre 6 mesi di dstanza da quel tragico evento, la città e i suoi cittadini a combattere da soli contro le difficoltà quotidiane. Qualcosa, però, si muove in rete e, grazie all'attività di diversi blogger e di qualche giornale, notizie disarmanti nascoste da tutti i telegiornali, riescono a raggiungere le persone che si informano via internet, creando tuttavia ancora più sconforto per qualcosa che dovrebbe essere portato a conoscenza di tutti ma che invece resta a disposizione di una piccola parte di italiani.

Gli show creati sulle consegne delle case hanno avuto enorme risalto, meno, molto meno, anzi zero, ne hanno avuto altre notizie, creando così un'illusione comune che i problemi dei cittadini aquilani siano quasi completamente risolti grazie al "governo del fare".

Siamo ormai a fine ottobre, a L'Aquila fa freddo e di notte le temperature scendono anche sotto zero. "Le soluzioni abitative promesse per l'inizio dell'autunno" - si legge in una lettera del comitato 3e32, diffusa on line per evidenziare i problemi attuali e il bisogno di roulotte, camper, container abitabili e stufe - "non ci sono. Circa 6000 persone sono ancora nelle tende. Meno di 2000 persone sono finora entrate negli alloggi del piano C.A.S.E. o nei M.A.P.".

Con le temperature che si registrano, vivere in tenda è praticamente impossibile e, per questo motivo, si sta provvedendo allo smantellamento delle tendopoli, lasciando come unica soluzione ai cittadini il trasferimento in albergo, a distanze anche di 80-100 km dalla propria città. "Vi stupiremo", prometteva Berlusconi, il 17 aprile. "Prima che ritorni il freddo dell'autunno, chiuderemo le tendopoli e troveremo un alloggio a tutti gli abruzzesi, le nuove case saranno supersicure".

Migliaia di persone, fiduciose di vedere per una volta mantenute le promesse, rimanevano così in città a sfidare le immaginabili avversità di una vita in tenda, tentando di riportare nelle proprie vite per quanto possibile una apparente normalità. Quelle case, si diceva, non sono arrivate, non per tutti almeno (900 su 4300). La scelta di puntare sul piano C.A.S.E. (che tra l'altro lascerebbe comunque fuori almeno 15 mila persone) piuttosto che sui moduli in legno ha portato alla situazione attuale e quelli che oggi vengono definiti "gli irriducibili", coloro che non intendono lasciare le tendopoli, vengono a poco a poco costretti a trasferirsi nei già citati alberghi e a spostarsi anche di 100 km dai luoghi in cui hanno ripreso a lavorare e in cui i propri figli hanno ricominciato ad andare a scuola. 

"Irriducibili", come se la loro ostinazione fosse frutto di un insano desiderio di vivere in tenda o di chissà quale oscuro piano!

E quelli che la casa l'hanno avuta? Qualche lato positivo deve pur esserci in tutta questa storia! Beh, la beffa è pronta anche per coloro che, dopo mesi di sofferenza, sono riusciti ad avere una casa degna di questo nome e un articolo di Repubblica ne racconta le disavventure. "Per alcuni il sogno si è realizzato, con la consegna della chiave degli appartamenti nelle Case antisismiche. Pochi giorni di tepore e anche di felicità ("Finalmente una casa vera, c'è pure la lavastoviglie") poi la doccia fredda" - scrive Repubblica - "La vostra casa è tornata A. Dovete andarvene da qui. Avete trenta giorni di tempo".

Cosa vuol dire "La vostra casa è tornata A"? Presto spiegato: case classificate come D ed E, ossia gravemente danneggiate e bisognose di importanti lavori e nelle quali si rileva la presenza di calcestruzzo scadente, all'improvviso e senza alcun intervento, vengono classificate A, cioè agibili! "Se il palazzo era sicuro" - si chiedono gli interessati - perché ci hanno fatto vivere come disgraziati nelle tende per sei mesi? Se non era messo bene, come ha fatto a tornare agibile, senza che nessuno abbia visto un gru o un'impalcatura?".

Domande più che lecite, che restano in attesa di risposte.

Altra questione quella del pagamento dei tributi, sospesi per i cittadini terremotati per venire incontro alle loro esigenze, ma soltanto per 8 mesi con recupero del 100 % degli arretrati da subito. In occasione del terremoto che colpì Umbria e Marche, spesso utilizzato come termine di raffronto, il pagamento delle tasse fu sospeso per due anni con recupero del 40 % degli arretrati dopo 12 anni.

Capitolo ricostruzione: come già accennato, la scelta del governo è stata, in linea di massima, quella di preferire l'immediata costruzione di nuovi quartieri all'adozione di soluzioni abitative differenti (ad esempio come le casette in legno, donate dalla Croce Rossa tedesca e dalla Provincia di Trento ad Onna, assolutamente vivibili e confortevoli) che, grazie ai tempi molto più ristretti di costruzione e installazione e ai costi almeno 3 volte inferiori, avrebbero permesso ad oggi una dignitosa sistemazione per tutti gli sfollati.
Superata la fase più critica, quella di dare realmente un tetto a tutti, si sarebbe potuta successivamente concentrare l'attenzione sulla ricostruzione delle aree distrutte dal sisma.

La soluzione adottata si presta a diverse critiche da parte di molti cittadini.
La prima è quella, già più volte citata, di avere ancora oggi migliaia di persone in tenda o costrette a spostarsi in albergo, con il conseguente spopolamento della città.
Altra osservazione riguarda il fatto che, ancora oggi, il centro de L'Aquila resta chiuso, spettrale: solo alcuni puntellamenti ma niente di più, come mostrano le foto che Cinzia Antignani Altatiali ha pubblicato su Facebook.
Ciò non fa che bloccare le attività produttive, contribuire alla disgregazione di un tessuto sociale già duramente provato dalla tragedia.
Costruire intere new town lasciando la "vecchia città" ferma a quel 6 aprile non ha alcun senso. Bloccarne l'economia, il commercio, il turismo, non favorirà mai la ripresa di questa città, neppure se tutti avessero davvero una delle c.a.s.e.!
Infine, un'ultima osservazione va fatta in merito agli stessi cantieri in cui si sta procedendo alla costruzione dei nuovi quartieri.
Riprendendo dal blog terremoto09, "l’intero progetto si basa su un sistema progettato dall’Eucentre di Pavia, un pull d’eccellenza costituito dall’Università di Pavia e della Protezione Civile. È un sistema che, però, non è mai stato impiegato a questi livelli in precedenza, e già questo dovrebbe stimolarci a pensare. Si tratta di un sistema di isolatori sismici a pendolo, che necessita di collaudi e test estremamente approfonditi, e vi sono dei dubbi che tali test siano stati eseguiti in modo accurato. (...) Certo, è scontato, noi ci auguriamo che questo sia un progetto solido e che funzioni alla grande, ma appunto ce lo auguriamo, non lo sappiamo con certezza. Di certo fa venire qualche sospetto che il direttore dei lavori nel cantiere C.A.S.E. di Cese di Preturo sia anche il direttore dell’EUCENTRE, in pratica chi dovrebbe controllare i lavori e chi dovrebbe essere controllato è la stessa persona, l’ing. Gian Michele Calvi".

Inquietante, poi, la notizia pubblicata da L'Unità pochi giorni fa, riguardante il sequestro di un cantiere del progetto C.A.S.E. a causa del cedimento del terreno, che ha provocato il crollo di una gru. "Se quel terreno non ha retto una gru" - si domanda il giornalista - "come può reggere case che poggiano su pesanti anche se elastiche piattaforme di cemento?". Saranno stati effettuati tutti i dovuti controlli e rilievi prima di procedere alla realizzazione dei palazzi?

Troppe ombre o semplice spirito di contraddizione? I dubbi, intanto, restano e i silenzi dei mezzi di informazione su questi ed altri fatti, non fanno che alimentare il sospetto che certe notizie si vogliano tenere nascoste per evitare "cattive figure"...


Tutte le informazioni contenute all'interno del presente articolo, sono estrapolate dai seguenti blog:

http://miskappa.blogspot.com/
http://terremoto09.wordpress.com/
http://alessandrotauro.blogspot.com/

dei quali se ne consiglia la lettura per approfondire l'argomento, nonché dai seguenti articoli pubblicati on line:

http://www.repubblica.it/2009/07/sezioni/cronaca/sisma-aquila-13/primi-sfratti/primi-sfratti.html
http://archivio2.unita.it/v2/carta/showoldpdf.asp?anno=2009&mese=10&file=20CRI23a
http://archiviostorico.corriere.it/2009/aprile/17/premier_case_entro_autunno_Dallo_co_8_090417017.shtml


Le foto del centro storico de L'Aquila pubblicate sono di Cinzia Antignani Altatiali. L'intero reportage è disponibile all'indirizzo: http://www.facebook.com/inbox/?ref=mb#/album.php?aid=2026572&id=1101905511&ref=share

Chiunque volesse dire la propria, e soprattutto coloro che hanno la possibilità di raccontare proprie esperienze dirette anche in contraddizione con quanto qui riportato, può liberamente utilizzare l'area commenti.

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Chi vuol essere assassino?

Eccola, è la trovata pubblicitaria del secolo, il colpo di genio della politica italiana, l'invenzione giornalistica più brillante degli ultimi tempi assieme al calzino turchese del giudice Mesiano!

Qual è il miglior modo per nascondere le magagne che avvengono nel nostro Paese quotidianamente? Come fare per oscurare la presunta trattativa mafia-Stato, la drammatica situazione dei cittadini aquilani alle prese con una ricostruzione molto più lenta di quanto si vuol far credere o l'inutilità del ponte sullo Stretto e del nucleare?

E come fare per impedire agli italiani internet-dipendenti di accedere a informazioni scomode al potere e a notizie mai viste in tv?  

Semplice! Basta aprire Facebook e trovare il "caso" del giorno e si prenderanno i classici "due piccioni con una fava"!

Così, mentre pagine come, "Informazione libera", "Informare per resistere", "Condividi la conoscenza", "Italiani imbecilli" o "Il tg5 sono loro" contano migliaia e migliaia di iscritti e portano alla luce scomode notizie, mentre 65mila persone si uniscono per una manifestazione pubblica contro il Presidente del Consiglio nel No Berlusconi Day e lo fanno senza appoggi politici, senza sindacati e senza associazioni, ma contando solo su se stessi, ecco magicamente comparire in tv e sui giornali la notizia della presenza del gruppo "Uccidiamo Berlusconi"!

L'occasione giusta per:

1) oscurare possibili altre notizie scomode per la nostra classe politica;

2) demonizzare Facebook, social network fondamentale nella diffusione delle informazioni dal basso;

3) martirizzare la figura di Berlusconi, sempre in pericolo di fronte alla minaccia comunista.

Prime avvisaglie si erano avute con il caso dell'esponente PD emiliano che auspicava l'assassinio del Berlusca in un commento lasciato su Facebook, con la presunta lettera di presunte minacce da parte di presunti neobrigatisti rivolte all'onnipresente Berlusconi, a Bossi e a Fini e con i casi, sempre più presenti nei tg, di violenze e stupri che, guardacaso, partono con frequenza sempre maggiore dal più diffuso social network!

La gente è sempre più unita in rete? Allora bisogna insistere su questi argomenti, tutto deve ruotare attorno ai possibili pericoli per il presidente del Consiglio, alla violenza in genere e a Facebook: tutto molto chiaro!

Il potere ha paura di un popolo che sa e di uno strumento come internet, quasi incontrollabile e a diffusione planetaria, e ciò avviene soprattutto quando quel potere si fonda sulla menzogna e sulla manipolazione delle menti mediante i mezzi di comunicazione di massa.

L' "Uccidiamo Berlusconi" di oggi non è che un'affermazione sicuramente stupida ma di livello pari a tante altre simili, che potrebbero venir fuori in una chiacchierata da bar (e sfido chiunque a dire di non aver mai pronunciato una frase del genere rivolta a qualsivoglia personaggio più o meno noto non di proprio gradimento), frutto di un malcontento generale verso questo governo e più in generale verso questa classe politica. Nessun famigerato killer potrebbe pianificare l'omicidio di un'alta carica politica e sbandierarlo in rete al mondo intero! Questo è evidente ma oggi fa comodo creare un caso, fare scalpore e riempire le pagine dei giornali!

L' "Uccidiamo Berlusconi" di oggi, anche se numericamente differente quanto a persone iscritte al gruppo, non è né più né meno degli altri 2400 risultati che vengono fuori cercando su Facebook la parola "uccidiamo", né più né meno di "Uccidiamo Costantino", "Uccidiamo Mughini", "Uccidiamo Bassolino", "Uccidiamo Vasco", "Uccidiamo Hamilton", "Uccidiamo Nedved", "Uccidiamo Quaresma", "Uccidiamo Mourinho", "Uccidiamo Burdisso", "Uccidiamo Arisa" (due gruppi per lei tra i primi risultati della ricerca), "Uccidiamo Moccia" (due anche per lui), "Uccidiamo Patty" (quella del Mondo di Patty, cinque nomination), "Uccidiamo Virgola" (sei gruppi di killer per il gattino canterino), ecc. ecc. ecc.

Per oggi l'obiettivo sembra raggiunto: tanti teledipendenti gridano "Vergogna" contro questo clima di odio, contro internet che rovina i giovani e contro i comunisti cattivoni!

...un'altra dura giornata è passata per Berlusconi e i suoi fidati adepti che, anche stanotte, potranno dormire sonni tranquilli mentre il cittadino medio si gode il meritato riposo della prima e seconda serata televisiva, tra Champions League, telefilm e simpatiche gag, non curante di altri tre gruppi realmente pericolosi, creati forse non su Facebook, al grido di "Uccidiamo internet", "Uccidiamo Facebook", "Uccidiamo l'Italia"!

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Occhio non vede, italiano non si informa

E meno male che Internet (non Silvio!) c'è!

Nelle ultime ore, grazie alla circolazione di vere notizie in rete, sono potuto venire a conoscenza di diverse cose che nei tg, figuriamoci, non si diranno mai!

1) Le tanto discusse ronde, presentate come la grande soluzione alla criminalità nelle nostre città si sono rivelate un mega-flop in tutta Italia! 

Nessun iscritto all'albo. Le ronde sono un flop (da AffariItaliani)

2) L'onorevole (?) Gabriella Carlucci condannata per aver pagato in nero una portaborse. Si dimetterà?! Manco morta! Tanto gli italiani non lo sanno e, anche se lo sapessero, non si indignerebbero! (ne approfitto per rilanciare un mio vecchio post su alcuni casi di dimissioni nel resto del mondo, cliccate QUI). Il caso, si legge nell'articolo del Corriere, è stato scoperto dalle Iene, che nel marzo 2007 mostrarono che soltanto 54 (su 683) collaboratori dei 630 deputati erano in regola! Tradotto, quasi tutti coloro che si riempiono la bocca di "lotta all'evasione fiscale" e "legalità" non pagano le tasse... alla faccia di noi poveri comuni, disinformati, boccaloni e stupidissimi mortali.

La rivincita dei portaborse. Condannata la Carlucci (da Corriere.it)

3) Raffaele Lombardo, governatore della Regione Sicilia, è sotto inchiesta per mafia, dal giugno 2007, a Catania. La notizia è stata pubblicata su Il Fatto. Anche in questo caso, nessuna dimissione, nessuno scandalo, nessuna parola in tv, niente di niente!!! Tutti zitti!!! No comment...

Il Presidente della Regione siciliana Raffaele Lombardo è sotto inchiesta per mafia a Catania (dal blog Sal&Otto di Aloi Calabrese)

4) A L'Aquila è arrivato il freddo (ma và?! incredibile!), eppure c'è ancora gente che, a discapito delle promesse (Berlusconi: "Entro settembre niente più tendopoli a L'Aquila") vive in condizioni inumane, in tenda! A più di 6 mesi dal terremoto i tempi di assegnazione delle c.a.s.e. non sono in linea con quelli previsti e migliaia di aquilani si trovano in una situazione precaria, invitati a lasciare le tende per ovvie ragioni ma senza una casa in cui andare! Il miracolo NON c'è, ma si vede... solo nei telegiornali!

Per l'ennesima volta consiglio di leggere il blog di Miss Kappa

Maltempo e temperature a picco. Emergenza freddo nelle tendopoli (da Repubblica)

L'informazione latita, la gente ignora, l'Italia affonda!

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Cosa cambia?

Aiutatemi a capire! Lo ammetto, sono di parte, ma anche volendo cercare di essere neutrale, non riesco a capire dove stia la differenza di fondo tra le due notizie che riporto:

1) IRAN: CONDANNATI A MORTE TRE MANIFESTANTI ARRESTATI DOPO ELEZIONI:  (ASCA-AFP) - Teheran, 10 ott - Il Tribunale della Repubblica islamica ha condannato a morte tre dei manifestanti arrestati durante le contestazioni di piazza dopo le elezioni presidenziali in Iran, che hanno visto la conferma di Ahmadinejad. Lo riferisce l'agenzia Isna.
Il ministero della Giustizia ha fornito solo le iniziali dei nomi dei tre condannati a morte, precisando che M.Z., A.P. e N.A. sono stati accusati di legami con le organizzazioni di opposizione di mujahedeen e sostenitori del ritorno alla monarchia. Le sentenze ''non sono finali e possono essere appellate alla Corte Suprema'', ha detto il portavoce del Ministero.
Dopo le massicce proteste che hanno accompagnato la rielezione di Ahmadinejad, sono state circa 4.000 le persone arrestate dalla polizia del regime e 140 di loro, inclusi esponenti dei riformisti e giornalisti, sono stati sottoposti a processo.
(http://www.asca.it/news-IRAN__CONDANNATI_A_MORTE_TRE_MANIFESTANTI_ARRESTATI_DOPO_ELEZIONI-865871-ora-.html)

2) CONTESTAZIONI AL PREMIER, SEI DENUNCIATI: MILANO - Tre persone che avevano urlato frasi offensive all'indirizzo di Silvio Berlusconi, poco prima che il premier entrasse alla mostra in corso a Palazzo Venezia a Roma, sono state denunciate. Secondo quanto si è appreso le tre persone mentre il premier si accingeva ad entrare a Palazzo Venezia, hanno urlato: «In galera, in galera, la legge è uguale per tutti». Le forze dell'ordine hanno in un primo momento bloccato una delle tre persone e successivamente le altre due. I tre sono stati poi accompagnati nel vicino commissariato di polizia dove sono stati denunciati. All'uscita della mostra, stessa scena: altri tre contestatori e altre denunce. I tre hanno urlato al premier: «In galera, in galera». Anche in questo caso i tre sono stati quindi accompagnati negli uffici del commissariato e denunciati.
CHI SONO
- I sei, due donne e quattro uomini, sono di età compresa tra i 25 e i 35 anni. Alcuni di essi sono ex studenti universitari e spesso partecipanti a manifestazioni pubbliche. Sono stati identificati dagli agenti della Polizia di Stato del commissariato Trevi e saranno denunciati per «vilipendio e oltraggio a carica istituzionale». A quanto si apprende, oltre alle frasi come «In galera, in galera, la legge è uguale per tutti», avrebbero pronunciato insulti personali nei confronti di Berlusconi. (http://www.corriere.it/cronache/09_ottobre_07/contestazione_premier_denunciati_7d1393fa-b37a-11de-b362-00144f02aabc.shtml)

Nel primo caso, sdegno (giusto e condivisibile!) della comunità internazionale. Nel secondo caso, notizia praticamente ignorata e passata come semplice normalità.

Ok, ora molti potrebbero dire "Che c'entra? Nel primo caso parliamo di pena di morte, il che è molto più grave" e sono d'accordo! Ringraziando il cielo, nel nostro Paese la pena di morte attualmente non esiste e, salvo qualche sporadica sparata, sembra che (almeno questa) nessuno abbia intenzione di riproporla! E sono d'accordo anche nel dire che, indubbiamente, il caso 1 si colloca in una situazione particolarmente delicata e grave, alla quale per ora non voglio neppure lontanamente assimilare i fatti di politica italiana.

Eppure, ad eccezione di questi "piccoli grandi particolari", il concetto di fondo che sta alla base dei due fatti mi sembra lo stesso: in Italia, come in Iran, non è possibile contestare il Presidente del Consiglio, della Repubblica o, comunque, il politico di turno, pena l'essere denunciati.

E se non è possibile neppure contestare un rappresentante del popolo, che valore ha allora la tanto decantata "libertà d'opinione e di espressione" tutelata dall'art. 19 della Dichiarazione dei diritti dell'uomo e del cittadino? Se non è possibile manifestare il proprio dissenso, in maniera anche forte ma non offensiva, nei confronti di una persona che ricopre una carica in virtù della quale dovrebbe servire i cittadini, dove va a finire la democrazia? Se ci si indigna così tanto quando in un qualsiasi Stato straniero, o almeno in uno di quelli che devono passare come esempi negativi, avvengono tali episodi di intolleranza, perché in altri casi si finge la massima indifferenza?

Se mi aiutate a capire, ve ne sarò infinitamente grato!

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Ed è così che si fa informazione...

Un tipico esempio di servile e strisciante giornalismo italiano... nessun tg ha ovviamente mostrato le proteste di questi cittadini messinesi, esasperati dall'utilizzo che la politica fa delle tragedie italiane! Addirittura, il viscido inviato di Rai 2 impedisce alla folla di parlare, interrompe la diretta e continua il suo servizio dall'interno della Prefettura.

Il tutto per non intaccare l'aureola di sua santità Silvio martire del comunismo!

 


 

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Mi costi, ma quanto mi costi...

400 milioni di Euro per chiacchiere che, se non sono da bar, poco ci manca!

Tanto costerà alle tasche degli italiani il G8+G5+Egitto+altri 3+ecc. ecc.+magari qualcun altro a casaccio, il vertice che riunirà, tutti insieme appassionatamente, un numero di Paesi partecipanti mai visto prima, rappresentanti il 90% dell'economia mondiale. Si discuterà di crisi internazionale, crisi regionali, sicurezza alimentare, lotta ai cambiamenti climatici e chi più ne ha più ne metta!

Si discuterà, appunto. Poi, come in ogni occasione del genere, al termine tante pacche sulle spalle, arrivederci e grazie!

Spenderemo 400 milioni di Euro per le solite frasi fatte, per gli impegni fittizi che non verranno mai rispettati e soprattutto per riempire lo stomaco di svariati Capi di Stato e centinaia e centinaia di persone al seguito.

800 miliardi di vecchie lirette, una sull'altra, contro i 321,8 milioni di Euro stanziati dal governo per "lottare contro la morte per fame e la miseria nel mondo", come afferma Flavio Lotti, coordinatore nazionale della Tavola della pace. 400 milioni per parlare di come combattere, tra l'altro, fame e miseria vs. 321 per combatterle realmente. Un po' come spendere dieci euro per parlare di come va impastata la pizza e metterne sul tavolo cinque per pagare il conto!

"Nonostante il fumo mediatico che e' stato innalzato attorno a questo evento - dice Lotti - lo scandalo non puo' essere cancellato. Quest'anno ci sono cento milioni di persone in piu' che muoiono di fame e il nostro governo butta 400 milioni di euro o forse piu' per organizzare un vertice".

Nel conteggio rientrerebbero 209 milioni di euro per le opere di bonifica e adeguamento dell'Arsenale, la struttura della Marina militare che avrebbe dovuto ospitare il vertice a La Maddalena, 50 milioni di euro spesi finora in Abruzzo, 35 milioni stanziati dal ministero degli esteri per le attività preparatorie del vertice e circa 85-90 milioni di euro spesi per la sicurezza dell'evento. Non vengono prese, invece, in considerazione, anche perché sconosciute, le spese per l'organizzazione dei vertici tematici che si sono svolti in varie città italiane: dal G8 sull'ambiente di Siracusa all'incontro dei ministri degli esteri a Trieste (vedi blog Papaveri e Papere http://papaveriepaperetante.blogspot.com/2009/07/ma-quanto-ci-costa-il-g8-azzurro.html).

Sarà pure che il G8 in Italia, come vogliono farci credere, porti benefici in termini di immagine al nostro Paese, ma nel frattempo gran parte della stampa estera ci deride e ci considera gli zimbelli d'Europa: i britannicomunisti Guardian e Financial Times, tanto per dirne due, ci vanno giù duro. Il primo ipotizza sonori calcinculo all'Italia, che così uscirebbe dal G8 per fare spazio alla Spagna, e critica l'organizzazione dell'evento; il FT si scaglia contro Berlusconi, figura "controversa e imprevedibile" che "irrita gli alleati dell'Italia". E non meno gradevole è lo sputtanamento punk-rock di Berlusconi messo in atto da Bob Geldof, in un'indimenticabile chiacchierata di pochi giorni fa (http://nonleggerlo.blogspot.com/2009/07/un-punk-palazzo-chigi.html)

Se non altro, possiamo stare tranquilli di una cosa: abbiamo speso 400 milioni, ma almeno sappiamo che, mentre la crisi economica imperversa, mentre 26mila bambini al giorno muoiono di fame, mentre gli Aquilani aspettano di uscire dalle tende (e tutti i terremotati pre-Abruzzo aspettano una casa da decenni...), mentre la giustizia italiana viene fatta a pezzi, eccetera eccetera eccetera, dovesse fare una scossa, i "Grandi" sono al sicuro! Almeno loro...

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