Cosa cambia?

Aiutatemi a capire! Lo ammetto, sono di parte, ma anche volendo cercare di essere neutrale, non riesco a capire dove stia la differenza di fondo tra le due notizie che riporto:

1) IRAN: CONDANNATI A MORTE TRE MANIFESTANTI ARRESTATI DOPO ELEZIONI:  (ASCA-AFP) - Teheran, 10 ott - Il Tribunale della Repubblica islamica ha condannato a morte tre dei manifestanti arrestati durante le contestazioni di piazza dopo le elezioni presidenziali in Iran, che hanno visto la conferma di Ahmadinejad. Lo riferisce l'agenzia Isna.
Il ministero della Giustizia ha fornito solo le iniziali dei nomi dei tre condannati a morte, precisando che M.Z., A.P. e N.A. sono stati accusati di legami con le organizzazioni di opposizione di mujahedeen e sostenitori del ritorno alla monarchia. Le sentenze ''non sono finali e possono essere appellate alla Corte Suprema'', ha detto il portavoce del Ministero.
Dopo le massicce proteste che hanno accompagnato la rielezione di Ahmadinejad, sono state circa 4.000 le persone arrestate dalla polizia del regime e 140 di loro, inclusi esponenti dei riformisti e giornalisti, sono stati sottoposti a processo.
(http://www.asca.it/news-IRAN__CONDANNATI_A_MORTE_TRE_MANIFESTANTI_ARRESTATI_DOPO_ELEZIONI-865871-ora-.html)

2) CONTESTAZIONI AL PREMIER, SEI DENUNCIATI: MILANO - Tre persone che avevano urlato frasi offensive all'indirizzo di Silvio Berlusconi, poco prima che il premier entrasse alla mostra in corso a Palazzo Venezia a Roma, sono state denunciate. Secondo quanto si è appreso le tre persone mentre il premier si accingeva ad entrare a Palazzo Venezia, hanno urlato: «In galera, in galera, la legge è uguale per tutti». Le forze dell'ordine hanno in un primo momento bloccato una delle tre persone e successivamente le altre due. I tre sono stati poi accompagnati nel vicino commissariato di polizia dove sono stati denunciati. All'uscita della mostra, stessa scena: altri tre contestatori e altre denunce. I tre hanno urlato al premier: «In galera, in galera». Anche in questo caso i tre sono stati quindi accompagnati negli uffici del commissariato e denunciati.
CHI SONO
- I sei, due donne e quattro uomini, sono di età compresa tra i 25 e i 35 anni. Alcuni di essi sono ex studenti universitari e spesso partecipanti a manifestazioni pubbliche. Sono stati identificati dagli agenti della Polizia di Stato del commissariato Trevi e saranno denunciati per «vilipendio e oltraggio a carica istituzionale». A quanto si apprende, oltre alle frasi come «In galera, in galera, la legge è uguale per tutti», avrebbero pronunciato insulti personali nei confronti di Berlusconi. (http://www.corriere.it/cronache/09_ottobre_07/contestazione_premier_denunciati_7d1393fa-b37a-11de-b362-00144f02aabc.shtml)

Nel primo caso, sdegno (giusto e condivisibile!) della comunità internazionale. Nel secondo caso, notizia praticamente ignorata e passata come semplice normalità.

Ok, ora molti potrebbero dire "Che c'entra? Nel primo caso parliamo di pena di morte, il che è molto più grave" e sono d'accordo! Ringraziando il cielo, nel nostro Paese la pena di morte attualmente non esiste e, salvo qualche sporadica sparata, sembra che (almeno questa) nessuno abbia intenzione di riproporla! E sono d'accordo anche nel dire che, indubbiamente, il caso 1 si colloca in una situazione particolarmente delicata e grave, alla quale per ora non voglio neppure lontanamente assimilare i fatti di politica italiana.

Eppure, ad eccezione di questi "piccoli grandi particolari", il concetto di fondo che sta alla base dei due fatti mi sembra lo stesso: in Italia, come in Iran, non è possibile contestare il Presidente del Consiglio, della Repubblica o, comunque, il politico di turno, pena l'essere denunciati.

E se non è possibile neppure contestare un rappresentante del popolo, che valore ha allora la tanto decantata "libertà d'opinione e di espressione" tutelata dall'art. 19 della Dichiarazione dei diritti dell'uomo e del cittadino? Se non è possibile manifestare il proprio dissenso, in maniera anche forte ma non offensiva, nei confronti di una persona che ricopre una carica in virtù della quale dovrebbe servire i cittadini, dove va a finire la democrazia? Se ci si indigna così tanto quando in un qualsiasi Stato straniero, o almeno in uno di quelli che devono passare come esempi negativi, avvengono tali episodi di intolleranza, perché in altri casi si finge la massima indifferenza?

Se mi aiutate a capire, ve ne sarò infinitamente grato!

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Italia: il primo Paese occidentale a basso contenuto di libertà

Uno dei vantaggi del non avere quasi più tempo libero è quello di avere a che fare meno possibile con la Berlusco-visione e con la sua strisciante lecchineria!

Così, pur non avendo prestato particolare attenzione ai "telegiornali" degli ultimi due giorni, scommetto la testa di Sandro Bondi che nessuno abbia osato neppure per sbaglio accennare questa simpatica notiziola:

Freedom House: Italia ultima in Europa sul piano della libertà di stampa (estratto da Il Mattino http://www.ilmattino.it/articolo.php?id=56653&sez=ITALIA)

L'organizzazione americana Freedom House ha diffuso il suo rapporto annuale sull'informazione nel mondo (Freedom of the Press 2009), nel quale si afferma che l'Italia è il fanalino di coda dell'Europa in termini di libertà di stampa, in buona parte per la «situazione anomala a livello mondiale» sul piano della proprietà dei media.

Freedom House retrocede così il nostro paese e punta l'indice sul ruolo del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. «Il suo ritorno nel 2008 al posto di premier ha risvegliato i timori sulla concentrazione di mezzi di comunicazione pubblici e privati sotto una sola guida», spiega Karin Karlekar, la ricercatrice che ha guidato lo studio, presentato ieri al Newseum, il museo dell'informazione e del giornalismo a Washington. (...)

L'Italia è scesa dalla fascia alta, quella dei paesi liberi, alla fascia intermedia dei paesi "parzialmente liberi", con un rating di 32 che ne fa l'unico paese dell'Europa occidentale ad essere stato declassato. Solo la Turchia, se viene considerata come parte dell'Europa occidentale, risulta messa peggio.

eccetera eccetera eccetera...

Chi l'avrebbe mai detto?! Siamo un paese "parzialmente libero"! Ma va'... noi che abbiamo al Governo la persona, nonché editore, più liberale del mondo? Una notizia incredibile, no?

Sarà che forse non può considerarsi libero un Paese in cui se un giornalista rende noti i trascorsi mafio-amichevoli di un politico qualsiasi viene messo alla gogna per giorni interi? Sarà che non si può parlare di libertà quando un giornalista, nella sua trasmissione, parla di fatti più o meno scomodi al potere e viene processato dai più alti vertici della tv di Stato manco avesse ruttato l'inno nazionale in diretta? O sarà pure che ci sia qualcosa di strano quando un giornalista in prima linea nella lotta alla mafia viene processato per "esercizio abusivo della professione"?

E di esempi, in questo strano Paese, ce ne sono a decine!

Ma fa niente... l'importante è far felice il Padrone Onnipotente e il suo parrucchino, dire le notizie a metà (solo la metà che vuole lui però, mi raccomando!), nascondere i fatti che possano metterlo in cattiva luce ed esaltare le sue comparsate messianiche tra spazzatura, macerie e ragazzine che per lui spalancherebbero le porte delle proprie tube di Falloppio!

Ma che simpatica Nazione che siamo...

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Bye bye democracy

L'hanno fatto... sì, l'hanno fatto! La più spudorata violazione del principio di uguaglianza, che la nostra Costituzione fino a ieri sanciva, è stata commessa!

"Libertè, egalitè, fraternitè"?! Roba vecchia!

"La legge è uguale per tutti"? Solo un detto antico!

"Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge" (art. 3 Cost.)? Prrrrrrrr! Ahahahaha!

Il manipolo di furfanti che ci governa ha detto stop a questi residui del passato e, approvando il lodo del "coniglietto" Alfano ha stabilito che 4 delle 56 milioni di persone che vivono nel Paese a forma di stivale che ti dà un calcio in culo, dal momento in cui si siedono sulle poltrone più importanti di questo Stato, sono immuni da qualsiasi legge. È quanto di più antidemocratico si potesse concepire in un Paese occidentale, qualcosa di fuori dalla ragione! Eppure ci sono riusciti, grazie ad un Presidente della Repubblica "narcotizzato", a un popolo tele-dipendente e a un'opposizione, non ombra, ma all'ombra, su qualche spiaggia del litorale ostiense!

Chissà che un giorno le agenzie non battano una notizia del genere:

Pomeriggio di follia nel centro di Roma. Quattro distinti signori, G. N. (83 anni), S. B. (72), R. S. (58) e G. F. (56) hanno seminato il panico nelle vie più note della capitale, scippando borse e portafogli, picchiando immigrati e violentando donne. Fermati dopo un lungo inseguimento dai carabinieri, i quattro protagonisti dell'Arancia Meccanica all'amatriciana sono stati rilasciati poche ore dopo perché non perseguibili dalla legge.

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Il popolo cornuto

"Il popolo" sogghignò il vecchio "il popolo... Il popolo cornuto era e cornuto resta: la differenza è che il fascismo appendeva una bandiera sola alle corna del popolo e la democrazia lascia che ognuno se l'appenda da sé, del colore che gli piace, alle proprie corna... Siamo al discorso di prima: non ci sono soltanto certi uomini a nascere cornuti, ci sono anche popoli interi; cornuti dall'antichità, una generazione appresso all'altra...".

(...)

"Il popolo, la democrazia" disse il vecchio rassettandosi a sedere (...) "sono belle invenzioni: cose inventate a tavolino, da gente che sa mettere una parola in culo all'altra e tutte le parole nel culo dell'umanità, con rispetto parlando... Dico con rispetto parlando per l'umanità... Un bosco di corna, l'umanità, più fitto del bosco della Ficuzza quand'era bosco davvero. E sai chi se la spassa a passeggiare sulle corna? Primo, tienilo bene a mente: i preti, secondo; i politici, e tanto più dicono di essere col popolo, di volere il bene del popolo, tanto più gli calcano i piedi sulle corna; terzo: quelli come me e te... È vero che c'è il rischio di mettere il piede in fallo e di restare infilzati, tanto per me quanto per i preti e per i politici: ma anche se mi squarcia dentro, un corno è sempre un corno; e chi lo porta in testa è un cornuto..."


(da Il giorno della civetta - Leonardo Sciascia, 1961)

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