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No B Day!!!!

December 5, 2009 12:41 by iTch

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La mia banda (larga) non suona il rock

November 5, 2009 16:10 by iTch

Quante possibilità ci sono, in Italia, che qualcosa di buono vada in porto?! Zero, o quasi!

Et voilà, l'ultima perla del nostro governo:

 

Banda larga, nuovo stop. "I soldi alla fine della crisi"

L'annuncio di Gianni Letta sugli 800 milioni promessi dal governo. Congelato il "piano Romani" per portare la banda larga 20 Megabit al 96% della popolazione entro il 2012

L'annuncio è arrivato ieri da Gianni Letta, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio: "I soldi per la banda larga li daremo quando usciremo dalla crisi". Si riferisce agli 800 milioni che il governo aveva promesso di dare da mesi nell'ambito di un progetto da 1,47 miliardi di euro: il cosiddetto "piano Romani" - da Paolo Romani, viceministro per lo Sviluppo con delega alle Comunicazioni.

Era un piano per portare la banda larga 20 Megabit al 96% della popolazione entro il 2012, e almeno i 2 Megabit alla parte restante. Un piano di livello base, per risolvere i nodi più stringenti della nostra rete, afflitta da problemi di copertura (il 12% degli italiani non può avere nemmeno i 2 Megabit) e da una crescente saturazione che rallenta le connessioni degli utenti.

(da Repubblica, http://www.repubblica.it/2009/05/sezioni/tecnologia/banda-larga/banda-larga-rimandata/banda-larga-rimandata.html)

 

Come al solito, tra tante spese folli ed evitabili, alla fine nel nostro Paese a pagare più di tutti sono sempre la ricerca e l'innovazione, oltre ovviamente a istruzione e sanità.

Mentre in altri Paesi europei "ci sono da anni piani nazionali per portare banda larghissima a 50-100 Megabit" (ad esempio al 75% delle case entro il 2014 in Germania e a 4 milioni di case nel 2012 in Francia, che investirà 10 miliardi di euro), mentre il governo Usa stanzia 4 miliardi di dollari "in prestiti e finanziamenti per ampliare l’accesso alla banda larga nel Paese, mentre la Finlandia annuncia che garantirà per legge la connessione a banda larga a tutti i cittadini e la Svizzera ha già raggiunto quest'obiettivo nel 2008, noi decidiamo di mantenerci costantemente arretrati

Se non altro siamo coerenti! Lo dimostrano i dati che ci vedono, per diffusione della banda larga ogni 100 abitanti in Europa, nelle ultime posizioni (19,2 %) d'avanti solo a Grecia, Portogallo e Ungheria.

Ancora una volta, la nostra classe dirigente dimostra tutta la sua "tecnofobia", ignorando che per competere con il resto del mondo occidentale e diffondere cultura e conoscenza oggi non si può prescindere dalla rete e dalle nuove tecnologie in genere. Forse, però, non si tratta di "ignoranza": la libera circolazione delle informazioni e la cultura ad alcuni fanno paura, meglio investire nel digitale terrestre... un Grande Fratello o una Sorella Porca non si negano a nessuno (a proposito, il fratellino Paolo Berlusconi avrà finito di contare i soldi incassati grazie agli incentivi statali varati dal fratellone Silvio?)!

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Che fine ha fatto la nave dei veleni?

October 31, 2009 12:00 by iTch

Un paio di mesi. Tanto è durato il clamore intorno al caso della "nave dei veleni" affondata al largo di Cetraro (CS), caso nato dopo le dichiarazioni del pentito di 'ndrangheta Francesco Fonti.
La conclusione, però, è arrivata quasi "inaspettata" e all'apparenza un po' frettolosa.

Il tutto inizia quando il pentito Fonti, indica l'area marina antistante Cetraro come il punto in cui lui e altri affiliati al clan Muto avrebbero fatto affondare con esplosivo la motonave Cunski, a bordo della quale si sarebbero trovate 120 fusti di scorie.
La magistratura di Paola, sulla scorta delle dichiarazioni di Fonti, apre subito un'inchiesta.
Da quel momento, le notizie si susseguono giorno per giorno destando non poche preoccupazioni per l'eventuale inquinamento di un'area più o meno vasta del Mediterraneo.

Cetraro, ma non solo.

Nella sua deposizione, infatti, Forti dice anche di avere fatto affondare altre due navi con carichi pericolosi, una più a nord, al largo di Maratea, e un'altra nello Jonio vicino a Metaponto.

Ancora, qualche giorno dopo si parla di navi cariche di inquinanti nelle acque del Tirreno al largo di Livorno e, più precisamente, tra Elba, Corsica e Capraia, un'area il cui fondale melmoso, secondo gli ambientalisti, "sarebbe ideale per inghiottire migliaia di fusti tossici".

Tra una segnalazione e l'altra, nel giro di pochi giorni si arriva a calcolare la possibile presenza di circa 30 relitti con rifiuti tossici a bordo nei nostri mari.
Un numero impressionante di navi e, soprattutto, di scorie che, se confermate, metterebbero in serio pericolo la salute delle acque e dei cittadini che vengono a contatto con esse e con i prodotti ittici del Mediterraneo.

L'allarme è giustificato e si teme una vera e propria bomba ecologica.

Viene anche organizzata, per il 24 ottobre ad Amantea, una manifestazione nazionale per "dire basta ad una Calabria sopraffatta dalle emergenze ambientali e considerata regione di serie B dalla 'ndrangheta". In strada saranno oltre ventimila persone, per chiedere una Calabria pulita e per avere chiarezza sui rifiuti tossici che si teme inquinino mare e terra.

L'emergere di questi casi porta alla luce le indagini di Cosmo De Matteis, un medico calabrese che, con i suoi colleghi, da anni sottolinea gli allarmanti dati sulla presenza di patologie tumorali tra la popolazione nella loro zona di competenza, ovvero proprio Paola.
Su 12590 pazienti, qui la percentuale di giovani ammalati di tumore è quattro volte superiore alla media nazionale.

La statistica realizzata da De Matteis, pubblicata da Repubblica, dimostra che nella fascia tra i 30 ed i 34 anni, i giovani si ammalano di tumore con una media del 2.90% contro la media nazionale dello 0.74% per gli uomini e dello 0.86% per le donne. Dai 35 ai 39 anni la media è del 2.07 contro quella nazionale dell'1.24 per gli uomini e dell'1.78 per le donne. Nella fascia dai 40 ai 44 anni la media a Paola è del 4.15% contro il 2.11 per i maschi e il 3.33 per le donne. Ma anche se guardiamo la fascia dei 60 - 64 anni il tasso del 15,77% è superiore all'11.43 dei maschi e all'11.69 delle donne. Dopo i 65 anni la media scende.


Ci sono collegamenti tra questi dati e gli scempi ambientali avvenuti in Calabria? È possibile, e lo stesso De Matteis chiede a gran voce l'intervento del governo in una terra "avvelenata da sostanze radioattive".

I timori sono tanti e sembra che tutti gli elementi raccolti in queste ultime settimane combacino pericolosamente in un puzzle le cui tessere sono rappresentate da mafia, inquinamento, tumori e morte.

La conferenza stampa indetta dal Ministro per l'ambiente Stefania Prestigiacomo, però, fuga tutti i dubbi: la nave sul fondale di Cetraro, in provincia di Cosenza, non è la "nave dei veleni".

Questo è quanto sarebbe emerso dalle analisi compiute dalla nave Mare Oceano inviata dal ministero. Il relitto che si temeva fosse quello del Cunsky non è altro che la nave passeggeri "Catania", silurata nel corso della Prima guerra mondiale.
Il Ministro Prestigiacomo chiude, così, il "caso che ha destato profondo allarme e polemiche roventi sull'utilizzo che si è fatto delle notizie sull'inchiesta in corso in Calabria sulla base delle affermazioni di un pentito di mafia".

Eppure, sembra che, a fronte di troppi elementi preoccupanti e sui quali la Calabria e l'Italia intera chiedevano rassicurazioni, tutto il caso si stia chiudendo in maniera fin troppo dubbia.

Come è possibile che la segnalazione del pentito Fonti, ora ritenuto inattendibile, sia falsa ma abbia portato proprio in un'area in cui, guardacaso, è presente un altro relitto?

E, se fino a poche settimane fa si contavano decine di "navi pericolose" in tutto il Mediterraneo, com'è possibile chiudere l'intero caso solo perché al posto del Cunsky ci sarebbe la nave Catania?

L'anno scorso, poi, si legge su Blogeko, analisi effettuate dall'Arpacal, agenzia regionale per la protezione dell'ambiente, "rivelarono tracce di radioattività nei pesci", mentre "le ispezioni sonar e le riprese video del relitto effettuate dal ministero per l’Ambiente hanno dato risultati molto diversi rispetto a quelle effettuate dal robot sottomarino mandato dalla Regione Calabria".

Le analisi effettuate dal ministero quindi escluderebbero ogni traccia di inquinamento radioattivo nel mare calabrese, ma un dirigente Arpacal, Emilio Cellini, dichiarava a Repubblica che le analisi delle specie ittiche per i radionuclidi appartenenti alle famiglie dell'uranio, del torio e del cesio "evidenziavano la presenza di tracce di Cesio 137", sostanza che può essere prodotta solo da reazioni nucleari.

Sempre Repubblica, poi, a proposito delle analisi di cui parla Cellini, nei giorni scorsi rivelava il testo di un verbale firmato da tutti i partecipanti ad una riunione ufficiale tenutasi in capitaneria di Porto a Cetraro il 7 agosto 2008 per decidere di abolire il divieto di pesca che da un anno e quattro mesi era in vigore in due aree del mare cetrarese.

Dov'è finita questa radioattività? O si sono inventati dati, analisi e relitti fino a 2 giorni fa o qualcosa continua a non quadrare.

Una possibile chiave di lettura potrebbe essere suggerita dalle parole del procuratore nazionale antimafia Piero Grasso, che nella conferenza tenuta con il ministro Prestigiacomo afferma: "finora si è certamente causata una vittima: l'area di Cetraro e la Calabria. Perché gli operatori turistici guardano con timore alla prossima stagione, perché la popolazione si sente in pericolo per la salute, perché i pescatori hanno smesso di pescare".

Ognuno avrà modo di fare le proprie riflessioni...

 

Link di riferimento:

http://archiviostorico.corriere.it/2009/settembre/12/ombra_fondo_mare_cerca_nave_co_8_090912008.shtml

http://www.university.it/reuters/top-news/nave-veleni-pentito-di-ndrangheta-torna-sotto-protezione

http://iltirreno.gelocal.it/dettaglio/il-pentito-fonti-verra-a-livorno-per-il-mistero-delle-navi-dei-veleni/1727946

http://blogeko.libero.it/2009/misteri-della-nave-di-cetraro-non-ce-radioattivita-ma-lanno-scorso-se-ne-trovarono-tracce-nei-pesci/#more-44401

http://www.repubblica.it/2009/09/sezioni/cronaca/nave-veleni/risultato-indagini/risultato-indagini.html

http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/cronaca/2009/10/29/visualizza_new.html_992241361.html

http://www.agi.it/cronaca/notizie/200910241759-cro-rt11095-nave_veleni_calabria_in_migliaia_in_corteo

http://www.sapriblog.com/2009/09/la-nave-dei-veleni-di-cetraro/

http://www.terranauta.it/a1052/rifiuti_e_riciclo/navi_dei_veleni_in_calabria_rifiuti_radioattivi_provocano_decine_di_morti.html

http://www.adnkronos.com/IGN/News/Cronaca/?id=3.0.3773661717

http://www.repubblica.it/2009/09/sezioni/cronaca/nave-veleni/statistiche-tumori/statistiche-tumori.html

http://www.facebook.com/group.php?gid=148532143838&v=info


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Quello che le Bindi non dicono

October 28, 2009 11:06 by iTch

Ieri sera, in chiusura di Ballarò, è andato in scena l'ennesimo spettacolo telefonico del presidente del Consiglio, ma questo ormai non fa più notizia.

Tra scatti d'ira, solite fregnacce sui pm comunisti e sulla televisione pubblica che non deve contestare il governo, Berlusconi ha voluto proporre agli spettatori l'"elenco delle falsità" dette durante la trasmissione dagli esponenti dell'opposizione, per la cronaca rappresentata in studio da Rosy Bindi, Pierferdinando Casini e Concita De Gregorio, direttrice de L'Unità .

Un'"oppiosizione" più che un'opposizione, assonnata e tristemente in silenzio di fronte alla lista di "inesattezze" del presidente Berlusconi, che non ha saputo controbattere, come ormai avviene troppo spesso, in maniera concreta con dati e fatti tranquillamente reperibili ovunque.

Un'"oppiosizione" che perde costantemente l'occasione di smentire pubblicamente Berlusconi, distruggendolo con le sue stesse armi!

Ma osserviamo nel dettaglio quale sia il vero "elenco delle falsità" andato in onda ieri sera...

1)  "In Russia sono stato un giorno (...) sono partito in ritardo non per la neve ma per la nebbia". In primo luogo, che il presidente fosse rimasto bloccato in Russia causa neve, è quanto si è appreso dalle stesse fonti governative, quindi in tal caso, l'errore sarebbe dovuto ai suoi stessi collaboratori. In ogni caso, in rete, sono già state date ampie dimostrazioni del fatto che le condizioni meteo a San Pietroburgo e dintorni non erano particolarmente avverse e che tutti i voli previsti per quel giorno sono partiti regolarmente.

2) "L'anomalia italiana sono i pm comunisti e i giudici comunisti di Milano che, da quando Silvio Berlusconi è sceso in politica e ha soffiato il potere ai comunisti, lo hanno aggredito (...)". L'attacco alla magistratura non poteva mancare, un covo di comunisti il cui unico scopo è quello di rovinare Silvio Berlusconi! Berlusconi, però, dimentica che molti dei processi che lo vedono o lo hanno visto protagonista, iniziano anni prima rispetto alla sua discesa in campo. Nel 1983 è sotto processo per traffico di droga (indagine archiviata nel 1991); nel 1990 viene condannato per falsa testimonianza riguardo alla sua iscrizione alla P2 (Berlusconi viene dichiarato colpevole, ma il reato è estinto per l'intervenuta aministia del 1989); anche i fatti relativi al cosiddetto Lodo Mondadori risalgono al periodo 1988-91, così come quelli per presunte tangenti alla Guardia di Finanza (1989-1991-1992-1994), dai quali sarà assolto, e quelli relativi ai processi All Iberian 1 (Tangenti a Craxi), estinto solo per prescrizione, e All Iberian 2 (Falso in bilancio), stralciato in base alla nuova legge, varata dal governo dello stesso Berlusconi, che depenalizza il reato. Senza volersi dilungare troppo, si può entrare nello specifico di questi e di tutti gli altri processi a Berlusconi visitando Wikipedia e Società Civile.

Ultima osservazione riguardo al fatto che Berlusconi, candidandosi, abbia soffiato il potere ai comunisti: tutti i governi precedenti al 1994 sono stati democristiani o socialisti, questi ultimi con a capo l'"amico" Bettino Craxi.

3) "La televisione pagata coi soldi di tutti fa dei processi pubblici, non consentendo a chi mette sotto processo di avere il contraddittorio". A Ballarò, così come accade sempre anche ad AnnoZero, erano presenti esponenti del governo, che hanno avuto ampia possibilità di rispondere alle eventuali accuse sul proprio capo. Diversamente, in tutte le più recenti apparizioni televisive di Berlusconi, non era presente nessun esponente dell'opposizione. Particolarmente significativo il caso "Porta a Porta", in occasione della consegna delle casette di Onna, in cui il presidente del consiglio ha tenuto un vero e proprio comizio su tutti i punti caldi del momento, senza alcuna possibilità di contraddittorio da parte dei suoi oppositori politici.

4) "Il debito pubblico non l'abbiamo fatto noi, l'abbiamo ereditato da chi ci ha preceduto". Premesso che negli ultimi 15 anni, Berlusconi è stato al governo già 4 volte e che quindi dei governi precedenti fa parte anche lui stesso, il debito pubblico italiano, a fine 2007 (Governo Prodi), è risultato pari a 1.596.762 milioni (104,0% del Pil); alla stessa data del 2006 esso era pari a 1.575.636 milioni (106,5% del Pil). "L’ultimo Bollettino Statistico di Bankitalia, invece, rileva che il debito pubblico, nel periodo da gennaio a maggio del 2009, è cresciuto del 5,4%, ovverosia di quasi 90 miliardi di euro. In particolare, alla fine dello scorso mese di maggio il deficit dello Stato ha raggiunto la nuova quota record di 1.752,188 miliardi di euro". Non l'avrà creato lui, ma allargato sì!

5) "Non abbiamo mai sottovalutato la crisi, abbiamo sempre cercato di infondere fiducia e ottimismo perché il fattore psicologico è determinante quanto la gravità e la durata della stessa crisi". Poi, sempre a proposito di crisi, afferma "Questo dipende da come si evolverà la crisi in cui ancora siamo". Nel maggio del 2009, lo stesso Berlusconi affermava che la crisi era solo "psicologica", rimproverando ai media di avere un atteggiamento colpevole, perché rei di dipingere la crisi "come irreversibile e catastrofica".

6) "Questi spettacoli sulla televisione pubblica pagata con i soldi di tutti sono disdicevoli". I suoi monologhi senza possibilità di contraddittorio (vedi sopra), invece no!

7) "La televisione pubblica italiana è una televisione con una prevalenza assoluta di giornalisti di sinistra, con una prevalenza assoluta di programmi di sinistra". Basta aprire una qualsiasi guida tv per osservare come, escludendo per ovvie ragioni le reti Mediaset, ciò sia falso. Utilizzando il metro di giudizio di Berlusconi e dei suoi seguaci, infatti, possiamo classificare come "programmi di sinistra" i soli "Ballarò" (il che è tutto dire!), "AnnoZero", "Blob", "Parla con me" (programma di satira e non di informazione) e il tg3. Per il resto, i telegiornali e le altre trasmissioni lavorano nel modo che abbiamo imparato a conoscere. Non va dimenticato, poi, che ai vertici Rai sono posizionati uomini "non di sinistra".

8) "Abbiamo superato anche l'inghilterra come prodotto interno lordo". Il dato è vero, ma l'informazione è data solo in parte. "Il PIL italiano del 2007 è oggi più alto di quello inglese dello 0,7%" e ciò pone l'Italia al sesto posto nella classifica dei Paesi più ricchi. Non viene ricordato, però, che, considerando il potere d'acquisto, l'Italia resta fortemente indietro rispetto agli altri Paesi e che nel nostro Paese risulta sempre più ampio il divario tra ricchi e poveri. In questo senso, quando la Bindi dice "lo vada a dire ai precari e ai disoccupati fissi", non sbaglia, ma citare dei dati più concreti potrebbe aiutare l'opposizione ad avere una maggiore credibilità di fronte agli elettori.

Indro Montanelli di Berlusconi diceva: "È il bugiardo più sincero che ci sia, è il primo a credere alle proprie menzogne. È questo che lo rende così pericoloso. Non ha nessun pudore. Berlusconi non delude mai: quando ti aspetti che dica una scempiaggine, la dice. Ha l'allergia alla verità, una voluttuaria e voluttuosa propensione alle menzogne".

...e se chi dovrebbe opporsi a lui quelle menzogne non le smaschera, beh, forse non può lamentarsi tanto di come vadano le cose!


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L'Aquila: "miracoli", ombre e misteri

October 24, 2009 13:50 by iTch

Se c'è qualcosa che fa più rabbia dell'inerzia dei nostri amministratori di fronte alle emergenze e, purtroppo, anche alle catastrofi che colpiscono il nostro Paese, è il modo in cui, sempre più di frequente, i media utilizzano tali eventi solo ed esclusivamente per compiacere il politico di turno e per suscitare la commozione popolare, oscurando ciò che potrebbe mettere in cattiva luce "qualcuno". Il giornalismo d'inchiesta (quasi) non esiste più e la conseguenza più grave di ciò è la più completa disinformazione dei cittadini comuni che, sempre più influenzati da telegiornali di qualità pari a zero, si costruiscono un'immagine di ciò che li circonda falsa ed edulcorata.

È ciò che è avvenuto con la tragedia che la citta de L'Aquila e i suoi dintorni stanno vivendo dallo scorso 6 aprile, a causa del terremoto che ha causato 308 vittime ed oltre 1500 feriti, con un numero di sfollati enorme: 65000 persone.

Gli eventi immediatamente successivi al sisma sono sicuramente ancora sotto gli occhi di tutti gli italiani: per almeno un mese non si è parlato d'altro, servizi strappalacrime dei telegiornali, speciali su tutte le emittenti televisive, interviste a chiunque, cittadini, sindaci, amministratori vari, geologi, esperti e chi più ne ha più ne metta, senza contare le numerose dichiarazioni e, soprattutto, promesse dei vari politici nazionali in visita nei luoghi del disastro.

Come era immaginabile, però, l'attenzione mediatica su L'Aquila e sugli aquilani è andata scemando giorno per giorno, se non in occasione delle autocelebrative visite del presidente del Consiglio, lasciando ormai, a oltre 6 mesi di dstanza da quel tragico evento, la città e i suoi cittadini a combattere da soli contro le difficoltà quotidiane. Qualcosa, però, si muove in rete e, grazie all'attività di diversi blogger e di qualche giornale, notizie disarmanti nascoste da tutti i telegiornali, riescono a raggiungere le persone che si informano via internet, creando tuttavia ancora più sconforto per qualcosa che dovrebbe essere portato a conoscenza di tutti ma che invece resta a disposizione di una piccola parte di italiani.

Gli show creati sulle consegne delle case hanno avuto enorme risalto, meno, molto meno, anzi zero, ne hanno avuto altre notizie, creando così un'illusione comune che i problemi dei cittadini aquilani siano quasi completamente risolti grazie al "governo del fare".

Siamo ormai a fine ottobre, a L'Aquila fa freddo e di notte le temperature scendono anche sotto zero. "Le soluzioni abitative promesse per l'inizio dell'autunno" - si legge in una lettera del comitato 3e32, diffusa on line per evidenziare i problemi attuali e il bisogno di roulotte, camper, container abitabili e stufe - "non ci sono. Circa 6000 persone sono ancora nelle tende. Meno di 2000 persone sono finora entrate negli alloggi del piano C.A.S.E. o nei M.A.P.".

Con le temperature che si registrano, vivere in tenda è praticamente impossibile e, per questo motivo, si sta provvedendo allo smantellamento delle tendopoli, lasciando come unica soluzione ai cittadini il trasferimento in albergo, a distanze anche di 80-100 km dalla propria città. "Vi stupiremo", prometteva Berlusconi, il 17 aprile. "Prima che ritorni il freddo dell'autunno, chiuderemo le tendopoli e troveremo un alloggio a tutti gli abruzzesi, le nuove case saranno supersicure".

Migliaia di persone, fiduciose di vedere per una volta mantenute le promesse, rimanevano così in città a sfidare le immaginabili avversità di una vita in tenda, tentando di riportare nelle proprie vite per quanto possibile una apparente normalità. Quelle case, si diceva, non sono arrivate, non per tutti almeno (900 su 4300). La scelta di puntare sul piano C.A.S.E. (che tra l'altro lascerebbe comunque fuori almeno 15 mila persone) piuttosto che sui moduli in legno ha portato alla situazione attuale e quelli che oggi vengono definiti "gli irriducibili", coloro che non intendono lasciare le tendopoli, vengono a poco a poco costretti a trasferirsi nei già citati alberghi e a spostarsi anche di 100 km dai luoghi in cui hanno ripreso a lavorare e in cui i propri figli hanno ricominciato ad andare a scuola. 

"Irriducibili", come se la loro ostinazione fosse frutto di un insano desiderio di vivere in tenda o di chissà quale oscuro piano!

E quelli che la casa l'hanno avuta? Qualche lato positivo deve pur esserci in tutta questa storia! Beh, la beffa è pronta anche per coloro che, dopo mesi di sofferenza, sono riusciti ad avere una casa degna di questo nome e un articolo di Repubblica ne racconta le disavventure. "Per alcuni il sogno si è realizzato, con la consegna della chiave degli appartamenti nelle Case antisismiche. Pochi giorni di tepore e anche di felicità ("Finalmente una casa vera, c'è pure la lavastoviglie") poi la doccia fredda" - scrive Repubblica - "La vostra casa è tornata A. Dovete andarvene da qui. Avete trenta giorni di tempo".

Cosa vuol dire "La vostra casa è tornata A"? Presto spiegato: case classificate come D ed E, ossia gravemente danneggiate e bisognose di importanti lavori e nelle quali si rileva la presenza di calcestruzzo scadente, all'improvviso e senza alcun intervento, vengono classificate A, cioè agibili! "Se il palazzo era sicuro" - si chiedono gli interessati - perché ci hanno fatto vivere come disgraziati nelle tende per sei mesi? Se non era messo bene, come ha fatto a tornare agibile, senza che nessuno abbia visto un gru o un'impalcatura?".

Domande più che lecite, che restano in attesa di risposte.

Altra questione quella del pagamento dei tributi, sospesi per i cittadini terremotati per venire incontro alle loro esigenze, ma soltanto per 8 mesi con recupero del 100 % degli arretrati da subito. In occasione del terremoto che colpì Umbria e Marche, spesso utilizzato come termine di raffronto, il pagamento delle tasse fu sospeso per due anni con recupero del 40 % degli arretrati dopo 12 anni.

Capitolo ricostruzione: come già accennato, la scelta del governo è stata, in linea di massima, quella di preferire l'immediata costruzione di nuovi quartieri all'adozione di soluzioni abitative differenti (ad esempio come le casette in legno, donate dalla Croce Rossa tedesca e dalla Provincia di Trento ad Onna, assolutamente vivibili e confortevoli) che, grazie ai tempi molto più ristretti di costruzione e installazione e ai costi almeno 3 volte inferiori, avrebbero permesso ad oggi una dignitosa sistemazione per tutti gli sfollati.
Superata la fase più critica, quella di dare realmente un tetto a tutti, si sarebbe potuta successivamente concentrare l'attenzione sulla ricostruzione delle aree distrutte dal sisma.

La soluzione adottata si presta a diverse critiche da parte di molti cittadini.
La prima è quella, già più volte citata, di avere ancora oggi migliaia di persone in tenda o costrette a spostarsi in albergo, con il conseguente spopolamento della città.
Altra osservazione riguarda il fatto che, ancora oggi, il centro de L'Aquila resta chiuso, spettrale: solo alcuni puntellamenti ma niente di più, come mostrano le foto che Cinzia Antignani Altatiali ha pubblicato su Facebook.
Ciò non fa che bloccare le attività produttive, contribuire alla disgregazione di un tessuto sociale già duramente provato dalla tragedia.
Costruire intere new town lasciando la "vecchia città" ferma a quel 6 aprile non ha alcun senso. Bloccarne l'economia, il commercio, il turismo, non favorirà mai la ripresa di questa città, neppure se tutti avessero davvero una delle c.a.s.e.!
Infine, un'ultima osservazione va fatta in merito agli stessi cantieri in cui si sta procedendo alla costruzione dei nuovi quartieri.
Riprendendo dal blog terremoto09, "l’intero progetto si basa su un sistema progettato dall’Eucentre di Pavia, un pull d’eccellenza costituito dall’Università di Pavia e della Protezione Civile. È un sistema che, però, non è mai stato impiegato a questi livelli in precedenza, e già questo dovrebbe stimolarci a pensare. Si tratta di un sistema di isolatori sismici a pendolo, che necessita di collaudi e test estremamente approfonditi, e vi sono dei dubbi che tali test siano stati eseguiti in modo accurato. (...) Certo, è scontato, noi ci auguriamo che questo sia un progetto solido e che funzioni alla grande, ma appunto ce lo auguriamo, non lo sappiamo con certezza. Di certo fa venire qualche sospetto che il direttore dei lavori nel cantiere C.A.S.E. di Cese di Preturo sia anche il direttore dell’EUCENTRE, in pratica chi dovrebbe controllare i lavori e chi dovrebbe essere controllato è la stessa persona, l’ing. Gian Michele Calvi".

Inquietante, poi, la notizia pubblicata da L'Unità pochi giorni fa, riguardante il sequestro di un cantiere del progetto C.A.S.E. a causa del cedimento del terreno, che ha provocato il crollo di una gru. "Se quel terreno non ha retto una gru" - si domanda il giornalista - "come può reggere case che poggiano su pesanti anche se elastiche piattaforme di cemento?". Saranno stati effettuati tutti i dovuti controlli e rilievi prima di procedere alla realizzazione dei palazzi?

Troppe ombre o semplice spirito di contraddizione? I dubbi, intanto, restano e i silenzi dei mezzi di informazione su questi ed altri fatti, non fanno che alimentare il sospetto che certe notizie si vogliano tenere nascoste per evitare "cattive figure"...


Tutte le informazioni contenute all'interno del presente articolo, sono estrapolate dai seguenti blog:

http://miskappa.blogspot.com/
http://terremoto09.wordpress.com/
http://alessandrotauro.blogspot.com/

dei quali se ne consiglia la lettura per approfondire l'argomento, nonché dai seguenti articoli pubblicati on line:

http://www.repubblica.it/2009/07/sezioni/cronaca/sisma-aquila-13/primi-sfratti/primi-sfratti.html
http://archivio2.unita.it/v2/carta/showoldpdf.asp?anno=2009&mese=10&file=20CRI23a
http://archiviostorico.corriere.it/2009/aprile/17/premier_case_entro_autunno_Dallo_co_8_090417017.shtml


Le foto del centro storico de L'Aquila pubblicate sono di Cinzia Antignani Altatiali. L'intero reportage è disponibile all'indirizzo: http://www.facebook.com/inbox/?ref=mb#/album.php?aid=2026572&id=1101905511&ref=share

Chiunque volesse dire la propria, e soprattutto coloro che hanno la possibilità di raccontare proprie esperienze dirette anche in contraddizione con quanto qui riportato, può liberamente utilizzare l'area commenti.


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Mi costi, ma quanto mi costi...

July 7, 2009 22:02 by iTch

400 milioni di Euro per chiacchiere che, se non sono da bar, poco ci manca!

Tanto costerà alle tasche degli italiani il G8+G5+Egitto+altri 3+ecc. ecc.+magari qualcun altro a casaccio, il vertice che riunirà, tutti insieme appassionatamente, un numero di Paesi partecipanti mai visto prima, rappresentanti il 90% dell'economia mondiale. Si discuterà di crisi internazionale, crisi regionali, sicurezza alimentare, lotta ai cambiamenti climatici e chi più ne ha più ne metta!

Si discuterà, appunto. Poi, come in ogni occasione del genere, al termine tante pacche sulle spalle, arrivederci e grazie!

Spenderemo 400 milioni di Euro per le solite frasi fatte, per gli impegni fittizi che non verranno mai rispettati e soprattutto per riempire lo stomaco di svariati Capi di Stato e centinaia e centinaia di persone al seguito.

800 miliardi di vecchie lirette, una sull'altra, contro i 321,8 milioni di Euro stanziati dal governo per "lottare contro la morte per fame e la miseria nel mondo", come afferma Flavio Lotti, coordinatore nazionale della Tavola della pace. 400 milioni per parlare di come combattere, tra l'altro, fame e miseria vs. 321 per combatterle realmente. Un po' come spendere dieci euro per parlare di come va impastata la pizza e metterne sul tavolo cinque per pagare il conto!

"Nonostante il fumo mediatico che e' stato innalzato attorno a questo evento - dice Lotti - lo scandalo non puo' essere cancellato. Quest'anno ci sono cento milioni di persone in piu' che muoiono di fame e il nostro governo butta 400 milioni di euro o forse piu' per organizzare un vertice".

Nel conteggio rientrerebbero 209 milioni di euro per le opere di bonifica e adeguamento dell'Arsenale, la struttura della Marina militare che avrebbe dovuto ospitare il vertice a La Maddalena, 50 milioni di euro spesi finora in Abruzzo, 35 milioni stanziati dal ministero degli esteri per le attività preparatorie del vertice e circa 85-90 milioni di euro spesi per la sicurezza dell'evento. Non vengono prese, invece, in considerazione, anche perché sconosciute, le spese per l'organizzazione dei vertici tematici che si sono svolti in varie città italiane: dal G8 sull'ambiente di Siracusa all'incontro dei ministri degli esteri a Trieste (vedi blog Papaveri e Papere http://papaveriepaperetante.blogspot.com/2009/07/ma-quanto-ci-costa-il-g8-azzurro.html).

Sarà pure che il G8 in Italia, come vogliono farci credere, porti benefici in termini di immagine al nostro Paese, ma nel frattempo gran parte della stampa estera ci deride e ci considera gli zimbelli d'Europa: i britannicomunisti Guardian e Financial Times, tanto per dirne due, ci vanno giù duro. Il primo ipotizza sonori calcinculo all'Italia, che così uscirebbe dal G8 per fare spazio alla Spagna, e critica l'organizzazione dell'evento; il FT si scaglia contro Berlusconi, figura "controversa e imprevedibile" che "irrita gli alleati dell'Italia". E non meno gradevole è lo sputtanamento punk-rock di Berlusconi messo in atto da Bob Geldof, in un'indimenticabile chiacchierata di pochi giorni fa (http://nonleggerlo.blogspot.com/2009/07/un-punk-palazzo-chigi.html)

Se non altro, possiamo stare tranquilli di una cosa: abbiamo speso 400 milioni, ma almeno sappiamo che, mentre la crisi economica imperversa, mentre 26mila bambini al giorno muoiono di fame, mentre gli Aquilani aspettano di uscire dalle tende (e tutti i terremotati pre-Abruzzo aspettano una casa da decenni...), mentre la giustizia italiana viene fatta a pezzi, eccetera eccetera eccetera, dovesse fare una scossa, i "Grandi" sono al sicuro! Almeno loro...


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Non toccatemi la poltrona!

June 21, 2009 13:24 by iTch

Che l'Italia fosse un Paese piuttosto strano, lo si era capito già da molto. L'avro scritto chissà quante volte, eppure non passa il tempo di smaltire l'ultima sbornia post-cazzata politico-economico-scandalistico-legale che subito tocca beccarsi qualche novità.

Così, almeno per chi, spinto dallo spirito di quel vecchio comunista di Karl Marx, cerca l'informazione al di fuori della regime-visione, il leitmotiv degli ultimi giorni è il presunto scandalo di sesso, denaro, favori e candidature che coinvolge il mondo politico-imprenditoriale.

In tanti vorrebbero che fosse fatta luce sui fatti, molti chiedono che "cadano teste", che ci fossero dimissioni a volontà o, addirittura, la caduta del Governo! E figuriamoci...

Eppure nel resto del mondo, non mi stancherò mai di ripeterlo, pare che le cose vadano diversamente! Qualche notizia presa a caso:

Ottobre 2006: il Ministro della Cultura svedese, Cecilia Stego Chilo, si dimette confessando di non pagare il canone tv da 16 anni e di non aver pagato i contributi alle collaboratrici domestiche. Qualche giorno prima anche il Ministro del Commercio, Maria Borelius, aveva lasciato il proprio incarico ammettendo le stesse colpe.

Giugno 2008: il Ministro gallese Alun Cairns, si dimette per aver definito gli italiani "greasy wops" (qualcosa del tipo "immigrati untuosi").

Novembre 2000: il Ministro tedesco Reinhard Klimmt si dimette dopo esser stato condannato per aver finanziato illegalmente la squadra calcistica del cuore.

Giugno 2009: il Ministro degli Interni inglese, Jacqui Smith, travolta dallo scandalo dei rimborsi gonfiati, rassegna le dimissioni. Il marito aveva chiesto il rimborso, a spese dei contribuenti, per l'affitto di due film porno.

Febbraio 2009: il Ministro della Giustizia, Mariano Fernandez Bermejo, lascia il proprio incarico dopo essere finito nella bufera per aver trascorso un fine settimana nella stessa battuta di caccia del giudice che guida un'indagine per corruzione a carico dell'opposizione conservatrice. Bermejo, inoltre, non aveva licenza di caccia valida per quella regione.

Gennaio 2001: il Ministro del Lavoro dell'Amministrazione Bush, Linda Chavez, rinuncia alla sua nomina. La donna era finita nei guai dopo la scoperta che, per due anni, aveva tenuto in casa una domestica del Guatemala in condizioni di illegalità.

Luglio 2007: il Ministro della Difesa giapponese, Fumio Kyuma, si dimette per aver "giustificato" le bombe su Hiroshima e Nagasaki.

Dicembre 2008: il Ministro belga della Giustizia, Jo Vandeurzen, rassegna le dimissioni perché la Corte di Cassazione accusa il governo di aver fatto pressione sui giudici per impedire la cessione di Fortis a Bnp Paribas. Dopo le dimissioni del Ministro, il premier presenta quelle dell'intero governo al re Alberto II.

Febbraio 2009: il Ministro giapponese Nakagawa, accusato di essersi presentato ad una conferenza stampa del G7 ubriaco, si dimette, giustificando comunque il suo stato di confusione ai farmaci contro il raffreddore, che lo avrebbero stordito.

Maggio 2008: il Ministro degli Esteri canadese Bernier, si dimette per aver lasciato documenti confidenziali in un luogo incustodito.

Aprile 2009: il Ministro per la Sicurezza Stradale del South Australia, Tom Koutsantonis, rassegna le dimissioni a causa dello scandalo delle multe per violazione del codice stradale a suo carico (più di 30 contravvenzioni tra il 1994 e il 2008 per eccesso di velocità, mancato rispetto del rosso agli incroci, uso del cellulare alla guida).

Gennaio 2008: il Ministro della Salute malaysiano, Chua Soi Lek, si dimette dopo aver ammesso pubblicamente di essere il protagonista di un video in cui compare mentre fa sesso in una camera d'hotel con una donna non identificata.

Gennaio 1994: il Ministro dell'Ambiente britannico, Tim Yeo, si dimette dopo aver confessato di aver avuto una bambina da una relazione extraconiugale.

Sarà che le poltrone italiane sono molto più comode...


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Alitalia è nostra (ma la pagate voi!)

September 2, 2008 19:52 by iTch

Trovo che il sito La Voce (www.lavoce.info), che cito spesso, sia non solo interessante, ma anche professionale e imparziale: non sono mai mancate critiche ai governi, sia di centrodestra che di centrosinistra, né analisi impietose su ciò che accade nel nostro paesello.

Così, mentre la solita regime-visione parla di Berlusconi che parla con Bush e Putin, di Berlusconi che scongiura la terza guerra mondiale, di Berlusconi che, ramazza in mano, pulisce Napoli, di Berlusconi che non può lavorare perché i giudici lo vogliono per forza perseguitare, di Berlusconi che scrive, con Mariano Apicella, le canzoni dell'album di prossima uscita e di Berlusconi che suda sette camicie per salvare Alitalia, lasciarla in mano agli italiani e preservare migliaia di posti di lavoro (come no!), proprio in merito a quest'ultimo punto, La Voce ci propone tre interessanti articoli, così introdotti:

A confronto il progetto Air France - Klm approvato dal Consiglio di amministrazione di Alitalia nel marzo scorso e il piano Fenice, di questi giorni, per il "salvataggio" di Alitalia.  Il paragone è impietoso nei confronti del secondo. Gli imprenditori della cordata hanno imposto condizioni che scaricano sui contribuenti tutti i costi (e i rischi) dell'operazione. E il Governo ha cambiato leggi dello Stato (legge Marzano e ammortizzatori sociali) sospendendo la normativa antitrust per venire loro incontro. E' un precedente gravissimo. Il fondo dei depositi dormienti - istituito per le vittime dei grandi crash finanziari e già destinato a finanziare la social card - verrà utilizzato per indennizzare i possessori di obbligazioni e azioni della compagnia aerea.

Questi i link agli articoli:

- Alitalia: chi ha perso la scommessa (http://www.lavoce.info/articoli/pagina1000553.html)

- Un decollo che sfida le leggi (http://www.lavoce.info/articoli/pagina1000556.html)

- I depositi non volano (http://www.lavoce.info/articoli/pagina1000552.html)


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Attese, illusioni e fregature

July 27, 2008 12:17 by iTch

Se c'è una cosa che gli ultimi governi italiani sono riusciti a fare benissimo è perdere la fiducia dei propri elettori (oltre che di coloro che già non li avevano votati) tant'è che, negli ultimi 15 anni almeno, nessun governo, né di centrodestra, né di centrosinistra, è riuscito a farsi riconfermare alla guida di questo Paese sempre più allo sfascio.

Le promesse fatte in campagna elettorale vengono puntualmente disilluse, la situazione economica dell'Italia va a rotoli, la gente prova a cambiare (rieleggendo, però, sempre le stesse facce, prima da una parte e poi dall'altra) ma loro continuano a fare ciò che vogliono.

Lo scorso 22 aprile l'istituto Ipsos ha effettuato un sondaggio, chiedendo a 1000 intervistati: "A suo parere quale tra queste misure dovrebbe adottare per prima il nuovo governo Berlusconi?". Queste le risposte:

- per il 27 % degli elettori (il 38 % di chi ha votato PDL+Lega), le emergenze principali erano la sicurezza e la lotta alla criminalità: il governo ha emanato, in risposta a questa esigenza, il suo "Decreto Sicurezza", che contiene qualcosa di positivo ma anche tanto, forse troppo, allarmismo sociale e demonizzazione degli extracomunitari. Come se non bastasse, il tema della sicurezza è stato utilizzato da Berlusconi & co. per inserire le tanto attese norme salva-premier (chissà quanti elettori le stavano aspettando?!): prima il tentativo di bloccare i processi, poi l'immunità, quindi, ottenuto il rinvio dei "propri" processi, un leggero aggiustamento della pericolosa norma precedente. Risultato, per ora, negativo e demoralizzante, in attesa di qualche conseguenza positiva sulla lotta alla micro-criminalità (ma ci sarà?!);

- il 22 % (il 29 % degli elettori PD+IDV, ma anche il 17 % dei berluscones) degli intervistati chiedeva, invece, a gran voce di sostenere l'occupazione e la sicurezza del posto di lavoro: e su questo punto forse è meglio sorvolare! Le notizie di ieri sono terrificanti (http://www.repubblica.it/2008/07/sezioni/economia/conti-pubblici-77/norma-anti-precari/norma-anti-precari.html) e, se fossero confermate le norme preparate per i precari, diventerà praticamente impossibile ottenere contratti a tempo indeterminato, accendere un mutuo, acquistare casa, metter su famiglia e costruirsi un futuro quantomeno "umano"! Inutile dire che, su questa richiesta dei cittadini, il governo non solo non ha dato finora risposte, ma prepara una vera e propria mazzata!;

- al terzo posto, per il 20 % degli italiani, di cui molti di centrodestra, la priorità va data alla riduzione delle tasse per i lavoratori dipendenti (d'altronde, insieme alla sicurezza è stato questo il cavallo di battaglia del PDL in campagna elettorale): risposta della Banda Berlusca? Prima, il taglio dell'ICI, ma compensato con una valanga di tagli, anche su fondi e finanziamenti importanti, poi una bella finanziaria che, nel 2009, porterà il carico fiscale al 43 % (http://www.repubblica.it/2008/06/sezioni/economia/conti-pubblici-73/dpef-2008/dpef-2008.html). Sarà divertente vedere ora di chi sarà la colpa (Visco, Prodi, i loro poteri occulti?!);

- ancora, l'11 % del campione chiedeva misure per migliorare i servizi pubblici come la sanità, la scuola e i trasporti: nessun provvedimento di rilievo è stato adottato per tali problemi. La sanità resta in "coma" e scandali come il caso Del Turco in Abruzzo non fanno che peggiorarne la situazione; nella scuola si prevedono ridimensionamenti importanti nel corpo docente, buone cose come un tetto di spesa massima contro il caro-libri e la pubblicazione di testi (forse) sul web, e qualche ritocco, come il ritorno del 7 in condotta; nei trasporti, nulla o poco cambia: si parla ancora di Ponte sullo Stretto, si tagliano i fondi per numerose infrastrutture programmate per il Sud Italia, si cerca di resuscitare Alitalia, ma con le ovvie difficoltà di cui, in campagna elettorale, Berlusconi rideva dando la colpa, come sempre, a Prodi e ai suoi;

- a seguire, con percentuali più basse, gli italiani speravano in: riduzione della burocrazia (5 %); misure contro l'inquinamento (3 %); aumento dei diritti civili per coppie di fatto e immigrati (2 %): inutile dire che, anche queste "minoranze", finora rimangono a bocca asciutta!

Il sondaggio è disponibile all'indirizzo: http://www.ipsos.it/downloads/it_n458_Nuovo_Governo.pdf

P.S.: da domani inizia la mia nuova avventura: 3 mesi di formazione rimborsata presso un'azienda, poi, se al colloquio non hanno detto cazzate (vatti a fidare), il contratto. Staremo a vedere! Intanto, il mio blog potrebbe essere meno aggiornato ma cercherò di fare del mio meglio.


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Ryanair

July 25, 2008 13:10 by iTch
E voi che dicevate che il nuovo Governo non ci avrebbe dato più credibilità all'estero!!!

Uomini di malafede!
 
(dalla homepage del sito www.ryanair.com - Ryanair, compagnia aerea irlandese)


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