Una settimana in Italia

1) Il quotidiano spagnolo El Pais racconta l'Italia e Berlusconi:

"(...) Quando Silvio Berlusconi promette di raddrizzare l'Europa, ciò significa, nel suo vocabolario, che in Italia si sono già raggiunti gli obiettivi proposti. Aveva una ricetta per il Paese e l'ha applicata. Desiderava un Paese senza norme, senza spirito critico, con individui addormentati in una passività carente di significato. E lo ha raggiunto in due decenni. Un progetto nato con la creazione del suo impero mediatico. Con il controllo dei mezzi di comunicazione, gli è stato facile ottenere il consenso che numerosi politici sognano. Quando Berlusconi parla di Europa, le sue parole si prendono alla leggera. Di fatti, con il suo colorito linguaggio, fa sembrare tutto meno serio di quello che è. Razzismo, xenobofia e maschilismo si trasformano in opinioni, in scherzi. E' la stessa tecnica che si utilizza da sempre nei suoi media: abituare la gente a quel tipo di discorsi fino a farli diventare normali (...)".

L'articolo viene proposto per intero da Antonio Di Pietro sul suo blog (http://www.antoniodipietro.com/2008/08/la_filosofia_berlusconiana.html): leggerlo dovrebbe (ma non ci riuscirà, ovviamente) far aprire gli occhi a un bel po' di persone!

2) Libertà di critica? Non qui! Il giornale cattolico Famiglia Cristiana, nei giorni scorsi, si è "macchiato" del reato di criticare il governo Berlusconi. Come per magia, dal quotidiano di regime Il Giornale ecco subito una perla per attaccare i "blasfemi preti comunisti":

Famiglia Cristiana sfruttava i minori (http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=283651)

3) L'ICI è morta, viva l'ICI! La tanto odiata tassa sulla casa, che mandava sul lastrico milioni di italiani togliendo in media circa 10 euro al mese dalle loro tasche, potrebbe ritornare. Le dichiarazioni di Bossi le hanno sentite già tutti, quindi è inutile anche ripubblicarle, mentre Berlusconi, al suo solito, così commenta: "Solo uno scivolone", proprio come quelli del dito medio all'inno nazionale, degli insulti ai docenti meridionali, dei porci su suoli destinati alla costruzione di moschee, di offese di vario genere a chiunque capiti a tiro! È l'ennesimo siparietto che dimostra di che pasta è fatto questo governo, in cui, forse, oggi qualcuno si rende conto delle conseguenze di una misura adottata per farsi belli.  Si attendono sviluppi sulla questione: ci sarà sicuramente da ridere!

4) Propaganda senza fine. Qualcuno ha visto, qualche sera fa, il servizio del TG5 dedicato ai militari che presidiano le nostre strade? Toni entusiastici, giornalisti estasiati: con l'Esercito in strada, criminalità quasi scomparsa. Il sistema mediatico berlusconiano funziona sempre meglio! Italiani "drogati", italiani felici!

Questa è l'Italia degli ultimi giorni...

Be the first to rate this post

  • Currently 0/5 Stars.
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5

Attenzione: pericolo caduta notizie

Più di una volta ho detto e ripetuto che il sistema dell'informazione è marcio e che solo ciò che qualcuno vuole far conoscere passa attraverso i principali media. Le notizie più scomode spariscono o, nella migliore delle ipotesi, vengono relegate in un angolino, adattate alla bell'e meglio o, spesso, completamente travisate.
Capita praticamente ogni giorno in televisione, mentre radio e giornali si concedono qualche piccola libertà in più (ma non va granché meglio), probabilmente perché restano, in confronto alla tv, di gran lunga meno utilizzati dagli italiani per informarsi.
Solo il web sembra resistere a questa tendenza, grazie alla sua incontrollabilità, ma gli effetti della diffusione di notizie "senza filtro" su siti e blog non sono da considerarsi entusiasmanti.
Qualcuno dice, a ragione, che internet è il futuro dell'informazione. Ma per il presente?!

Così, pochissimi sono a conoscenza di ciò che di seguito segnalo:

Taglio dell'ICI, ecco come viene finanziato: forse tanti faranno meglio a ritappare le bottiglie di spumante estratte dal frigo per festeggiare il "grande" risparmio, ottenuto dall'estensione totale dell'eliminazione dell'imposta sulla prima casa, per osservare come "Tvemonti" abbia ottenuto le risorse. A pagare, saranno, in particolare Sicilia e Calabria, i cui amministratori locali stanno già scendendo sul campo di battaglia.
Via 84 milioni di Euro per il sistema degli attracchi al porto di Villa San Giovanni, 265 per il megalotto 3 della statale 106 Jonica-Sibari-Roseto, i 25 previsti per il megalotto 9-Crotone-Cariati e i 15 ciascuno per il megalotto 12 e la tangenziale di ReggioCalabria.
Cancellati i 43 milioni destinati a interventi per la valorizzazione e la tutela del territorio e del mare, i 165 dei fondi per trasporto locale, occupazione, rete idrica nazionale e recupero dei centri storici.
Adieu ai fondi contro la violenza contro le donne (20 milioni), a 350 milioni per il completamento della Strada Ionica, 240 per la metro leggera di Palermo, 250 per la ferrovia circum-etnea, 247 per la piattaforma logistica in Sicilia e 180 per la superstrada di Agrigento e Caltanissetta.
Ancora, via 721 milioni destinati a rafforzare il trasporto locale, pubblico e su ferrovia, nonchè i 12 per finanziare il trasporto verde nei centri storici.
L'ambiente perde 399 milioni, il Fondo Ordinario delle Università 48, la promozione dello sport di cittadinanza 95, lo sviluppo della banda larga 50 e il passaggio al digitale terrestre 20.
Tagliati, infine, i 31 milioni per il potenziamento dell'informatizzazione pubblica e i 50 del Fondo per l'inclusione sociale degli immigrati (dati pubblicati da Repubblica).
Tutto questo per un risparmio medio annuo di circa 150 euro a famiglia... forse non tutti i fondi e finanziamenti citati sono da considerarsi prioritari, ma rinunciare ad alcuni servizi e ad importanti infrastrutture, soprattutto in zone già altamente penalizzate come quelle meridionali, probabilmente non gioverà molto.
Ma di tutto questo, io nei tg non ne ho visto neppure l'ombra!

"Pianisti" sotto accusa: su questo sarò breve. Negli ultimi giorni, dai deputati dell'Italia dei Valori è partito un attacco ai colleghi "pianisti", ossia coloro che votano contemporaneamente per sé e per gli assenti. Di Pietro e  soci hanno documentato con foto e video la pessima abitudine dei nostri amministratori (peraltro abitudine già nota), ricevendo in cambio l'accusa di aver violato il regolamento parlamentare.
Così, mentre il ministro tascabile Renato Brunetta si scaglia giustamente contro i dipendenti pubblici fannulloni ed assenteisti, i primi che dovrebbero rispettare il patto con i propri elettori e svolgere il proprio dovere (peraltro ben retribuito) fanno l'esatto contrario: tanti assenti e tanti "voti truffaldini".
Io vorrei anche per questi individui il licenziamento per giusta causa!

Currently rated 5.0 by 1 people

  • Currently 5/5 Stars.
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5