Il bavaglio si stringe sempre di più, anche se non tutti lo sentono.
Ieri pomeriggio si è tenuto il V-day2, il giorno in cui in migliaia hanno urlato "Vaffanculo" al sistema dell'informazione italiana, figlio neppure tanto segreto del potere e della politica. Ben 120mila persone erano in piazza a Torino e tantissime altre (450mila secondo i primi dati diffusi da Beppe Grillo) hanno firmato per i 3 referendum proposti dal comico-predicatore genovese.
Si tratta di numeri impressionanti, di una manifestazione civile di protesta che non ha nulla da invidiare ad altri eventi passati alla storia. Eppure, la notizia, come direbbe Travaglio, è apparsa e scomparsa dalle tv in brevissimo tempo. Fatti salvi i servizi di ieri sera (comunque obbligati vista la partecipazione popolare), infatti, oggi già sembrava che non fosse accaduto nulla. Non una parola sul contenuto dei referendum, non una su tutto ciò che subiamo quotidianamente e che Grillo ha tentato di portare alla luce.
La verità fa male, lo cantava anche la Caselli una quarantina di anni fa, e figuriamoci questa verità quanto possa bruciare ai tanti pseudo-giornalisti che ci bombardano ogni giorno di notizie insensate e che ricevono laute buste paga solo per i cognomi che portano e per i servigi che offrono ai propri incensati Signori!
Così, ancora in pochi sanno che l'Ordine dei Giornalisti è solo uno strumento creato dal Duce per tenere sotto controllo l'informazione nel ventennio fascista e che oggi se ne propone l'abolizione, per favorire una vera libertà di stampa e di opinione. Però tutti possono essere fieri di aver visto dove i simpatici italiani hanno trascorso il 25 aprile, in città o al mare o forse a fare il pic-nic!
Ancora in troppo pochi sanno che un miliardo di euro dalle casse dello Stato (quindi dalle nostre tasche, quelle che san Silvio proteggerà dall'Ici!) ogni anno fanno le valige e vanno a gonfiare i conti dei giornali, sottoforma di finanziamenti pubblici. Un miliardo di euro che vanno ai Ferrara, Feltri, Giordano e via dicendo per stampare i propri giornali. Che poi nessuno li voglia comprare è secondario... a loro intanto i conti tornano, e forse tornano anche al politico di turno che si serve di quella stampa per dire ciò che vuole e non dire ciò che non vuole. Però, anche in questo caso, siamo tutti più gai all'idea che centinaia di vespisti hanno festeggiato insieme in un simpatico raduno tenutosi a Palermo.
Infine, chissà quanti oggi sanno che la Corte di Giustizia Europea ha condannato il regime italiano di assegnazione delle frequenze televisive, quel regime oggetto della Legge che porta il nome dell'irresistibile Gasparri. Che quella legge è contraria alle norme europee e che Rete 4 dovrebbe salire su uno shuttle e andare a trasmettere dal satellite, per fare spazio ad una rete televisiva, Europa 7, che ha il diritto di occupare quelle frequenze, non perché c'è qualche pazzoide a cui non interessano Stranamore e le telenovelas argentine, ma perché così impone la giustizia e perchè così si salvaguardano la libertà di stampa, di informazione e di opinione. Però, un po' possiamo godere di fronte alla tv guardando la Seredova che promuove il prossimo film dei Vanzina. E che, finchè non ci si adeguerà alla sentenza della Corte di Giustizia Europea, pagheremo ben 300mila euro al giorno, a partire dal I gennaio 2006 (per un totale di 330 milioni di euro), più i milioni di euro per i giorni a venire, poco importa. Poco importa che i soldi che versiamo sottoforma di tasse per ricevere servizi come la sanità o l'istruzione pubblica, anzichè migliorare questi, serviranno a tenere al caldo le chiappette secche di Emilio Fede e dei suoi "bravissimi" colleghi.
Non vogliono farcelo sapere, è ovvio, meglio tenerli all'oscuro gli elettori-contribuenti, meglio raccontargli la favoletta dell'Ici, tenerli alla larga dal lupo cattivo che arriva dalla Romania e rallegrarli con le tette sode della Canalis e i culi traballanti delle veline!
Intanto, anche altre due notizie vengono nascoste nei cassetti delle redazioni, al riparo dagli occhi indiscreti di lettori e spettatori: la condanna a 3 anni per tangenti per l'ex-ministro della Salute Sirchia e il rinvio a giudizio del presidente di Mediaset Fedele Confalonieri per appropriazione indebita aggravata, falso in bilancio e frode fiscale.
Al di là del fatto processuale, però, quello che a me non va giù, e che non dovrebbe andare giù neppure a tutti gli altri italiani onesti, è che i due signori in questione non sconteranno mai alcuna pena per i reati commessi (nel primo caso) o, eventualmente commessi (nel secondo, si attenderà la sentenza), grazie al miracoloso indulto che, guarda caso, copre tra gli altri proprio quei reati per quei periodi e che è stato votato, mai con tanto accordo, sia dal centrosinistra che dal centrodestra (ad esclusione di 3 soli partiti: Italia dei Valori, AN e Lega Nord) per salvare se stessi e i loro amici a rischio carcere.
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