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Occhio non vede, italiano non si informa

October 14, 2009 12:35 by iTch

E meno male che Internet (non Silvio!) c'è!

Nelle ultime ore, grazie alla circolazione di vere notizie in rete, sono potuto venire a conoscenza di diverse cose che nei tg, figuriamoci, non si diranno mai!

1) Le tanto discusse ronde, presentate come la grande soluzione alla criminalità nelle nostre città si sono rivelate un mega-flop in tutta Italia! 

Nessun iscritto all'albo. Le ronde sono un flop (da AffariItaliani)

2) L'onorevole (?) Gabriella Carlucci condannata per aver pagato in nero una portaborse. Si dimetterà?! Manco morta! Tanto gli italiani non lo sanno e, anche se lo sapessero, non si indignerebbero! (ne approfitto per rilanciare un mio vecchio post su alcuni casi di dimissioni nel resto del mondo, cliccate QUI). Il caso, si legge nell'articolo del Corriere, è stato scoperto dalle Iene, che nel marzo 2007 mostrarono che soltanto 54 (su 683) collaboratori dei 630 deputati erano in regola! Tradotto, quasi tutti coloro che si riempiono la bocca di "lotta all'evasione fiscale" e "legalità" non pagano le tasse... alla faccia di noi poveri comuni, disinformati, boccaloni e stupidissimi mortali.

La rivincita dei portaborse. Condannata la Carlucci (da Corriere.it)

3) Raffaele Lombardo, governatore della Regione Sicilia, è sotto inchiesta per mafia, dal giugno 2007, a Catania. La notizia è stata pubblicata su Il Fatto. Anche in questo caso, nessuna dimissione, nessuno scandalo, nessuna parola in tv, niente di niente!!! Tutti zitti!!! No comment...

Il Presidente della Regione siciliana Raffaele Lombardo è sotto inchiesta per mafia a Catania (dal blog Sal&Otto di Aloi Calabrese)

4) A L'Aquila è arrivato il freddo (ma và?! incredibile!), eppure c'è ancora gente che, a discapito delle promesse (Berlusconi: "Entro settembre niente più tendopoli a L'Aquila") vive in condizioni inumane, in tenda! A più di 6 mesi dal terremoto i tempi di assegnazione delle c.a.s.e. non sono in linea con quelli previsti e migliaia di aquilani si trovano in una situazione precaria, invitati a lasciare le tende per ovvie ragioni ma senza una casa in cui andare! Il miracolo NON c'è, ma si vede... solo nei telegiornali!

Per l'ennesima volta consiglio di leggere il blog di Miss Kappa

Maltempo e temperature a picco. Emergenza freddo nelle tendopoli (da Repubblica)

L'informazione latita, la gente ignora, l'Italia affonda!


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Ed è così che si fa informazione...

October 6, 2009 17:55 by iTch

Un tipico esempio di servile e strisciante giornalismo italiano... nessun tg ha ovviamente mostrato le proteste di questi cittadini messinesi, esasperati dall'utilizzo che la politica fa delle tragedie italiane! Addirittura, il viscido inviato di Rai 2 impedisce alla folla di parlare, interrompe la diretta e continua il suo servizio dall'interno della Prefettura.

Il tutto per non intaccare l'aureola di sua santità Silvio martire del comunismo!

 


 


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Attenzione: pericolo caduta notizie

June 6, 2008 19:33 by iTch

Più di una volta ho detto e ripetuto che il sistema dell'informazione è marcio e che solo ciò che qualcuno vuole far conoscere passa attraverso i principali media. Le notizie più scomode spariscono o, nella migliore delle ipotesi, vengono relegate in un angolino, adattate alla bell'e meglio o, spesso, completamente travisate.
Capita praticamente ogni giorno in televisione, mentre radio e giornali si concedono qualche piccola libertà in più (ma non va granché meglio), probabilmente perché restano, in confronto alla tv, di gran lunga meno utilizzati dagli italiani per informarsi.
Solo il web sembra resistere a questa tendenza, grazie alla sua incontrollabilità, ma gli effetti della diffusione di notizie "senza filtro" su siti e blog non sono da considerarsi entusiasmanti.
Qualcuno dice, a ragione, che internet è il futuro dell'informazione. Ma per il presente?!

Così, pochissimi sono a conoscenza di ciò che di seguito segnalo:

Taglio dell'ICI, ecco come viene finanziato: forse tanti faranno meglio a ritappare le bottiglie di spumante estratte dal frigo per festeggiare il "grande" risparmio, ottenuto dall'estensione totale dell'eliminazione dell'imposta sulla prima casa, per osservare come "Tvemonti" abbia ottenuto le risorse. A pagare, saranno, in particolare Sicilia e Calabria, i cui amministratori locali stanno già scendendo sul campo di battaglia.
Via 84 milioni di Euro per il sistema degli attracchi al porto di Villa San Giovanni, 265 per il megalotto 3 della statale 106 Jonica-Sibari-Roseto, i 25 previsti per il megalotto 9-Crotone-Cariati e i 15 ciascuno per il megalotto 12 e la tangenziale di ReggioCalabria.
Cancellati i 43 milioni destinati a interventi per la valorizzazione e la tutela del territorio e del mare, i 165 dei fondi per trasporto locale, occupazione, rete idrica nazionale e recupero dei centri storici.
Adieu ai fondi contro la violenza contro le donne (20 milioni), a 350 milioni per il completamento della Strada Ionica, 240 per la metro leggera di Palermo, 250 per la ferrovia circum-etnea, 247 per la piattaforma logistica in Sicilia e 180 per la superstrada di Agrigento e Caltanissetta.
Ancora, via 721 milioni destinati a rafforzare il trasporto locale, pubblico e su ferrovia, nonchè i 12 per finanziare il trasporto verde nei centri storici.
L'ambiente perde 399 milioni, il Fondo Ordinario delle Università 48, la promozione dello sport di cittadinanza 95, lo sviluppo della banda larga 50 e il passaggio al digitale terrestre 20.
Tagliati, infine, i 31 milioni per il potenziamento dell'informatizzazione pubblica e i 50 del Fondo per l'inclusione sociale degli immigrati (dati pubblicati da Repubblica).
Tutto questo per un risparmio medio annuo di circa 150 euro a famiglia... forse non tutti i fondi e finanziamenti citati sono da considerarsi prioritari, ma rinunciare ad alcuni servizi e ad importanti infrastrutture, soprattutto in zone già altamente penalizzate come quelle meridionali, probabilmente non gioverà molto.
Ma di tutto questo, io nei tg non ne ho visto neppure l'ombra!

"Pianisti" sotto accusa: su questo sarò breve. Negli ultimi giorni, dai deputati dell'Italia dei Valori è partito un attacco ai colleghi "pianisti", ossia coloro che votano contemporaneamente per sé e per gli assenti. Di Pietro e  soci hanno documentato con foto e video la pessima abitudine dei nostri amministratori (peraltro abitudine già nota), ricevendo in cambio l'accusa di aver violato il regolamento parlamentare.
Così, mentre il ministro tascabile Renato Brunetta si scaglia giustamente contro i dipendenti pubblici fannulloni ed assenteisti, i primi che dovrebbero rispettare il patto con i propri elettori e svolgere il proprio dovere (peraltro ben retribuito) fanno l'esatto contrario: tanti assenti e tanti "voti truffaldini".
Io vorrei anche per questi individui il licenziamento per giusta causa!


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Libera informazione in "non" libero Stato

May 15, 2008 11:33 by iTch

La situazione sta degenerando, c'è poco altro da aggiungere! Gli avvenimenti degli ultimi giorni stanno, infatti, mettendo in luce un preoccupante modo di agire da parte delle istituzioni e occorre che quanti più cittadini liberi, insieme, facciano sentire la propria voce.

In un post precedente già avevo detto la mia sul caso Travaglio-Schifani, ma oggi ho deciso di ritornarci proprio perché inizio a rabbrividire di fronte alla piega che sta prendendo questa vicenda, che sempre più diventa simbolo di una libertà d'informazione a dir poco "in difficoltà".

La notizia è facilmente rintracciabile: l'Agcom, Autorità garante per le comunicazioni, ha aperto un'istruttoria contro il giornalista piemontese, oltre che contro la trasmissione di Santoro, Anno Zero, "rei" di avere, il primo, "diffamato" (con fatti mai smentiti da alcuno in questi giorni!) il presidente del Senato Schifani, e, il secondo, di aver mandato in onda spezzoni del discorso di Beppe Grillo al V-Day2 dello scorso 25 aprile.

La decisione ha dell'incredibile: come può un'Autorità, che dovrebbe garantire la libertà di stampa, ostacolare il tentativo di due giornalisti di diffondere semplicemente delle notizie?! L'Agcom contesta, in entrambi i casi, alla tv pubblica "la presunta violazione dell'articolo 4 (diritti fondamentali della persona) e dell'articolo 48 (compiti del servizio pubblico) del Testo unico della radiotelevisione, ma dimentica che "Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione" e che "La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure" (art. 21 Cost.). Fermo restando il sacrosanto diritto di chiunque di controbattere anche in un secondo momento, portando però prove e non sterili grida da censore!

Allora perché Grillo può esprimere le proprie opinioni in piazza, ma nessuno deve poterle ascoltare in tv?! Perché i fatti riguardanti il passato dell'attuale presidente del Senato possono essere raccontati in un libro ma non possono essere citati in una trasmissione RAI?!

E se la RAI offre, come dicono, un "servizio pubblico", non dovrebbe assicurare ai cittadini la possibilità di informarsi?! Forse vuole offrire un servizio "politico" più che "pubblico"?!

Semplice, perché, al contrario di quanto afferma Cicchitto, la televisione è in assoluto il mezzo più utilizzato dagli italiani per informarsi (Rapporto Eurispes 2008 da leggere  QUI o  QUI) e, finché notizie scomode restano nascoste fra le pagine di un libro o circolano soltanto in rete, la loro "pericolosità" è minima.

E chi è al potere (politico, ma non solo) questo lo sa benissimo! Sa perfettamente che attraverso lo "schermo magico" è possibile veicolare al meglio ciò che si vuole far sapere, che è possibile "convincere" una vastissima parte della popolazione che "solo quello è vero" e "solo quello esiste".

Oggi tutto questo si sta accentuando sempre di più e, come dicevo, l'unico modo per far sì che non vengano definitivamente "drogate" le menti della maggior parte degli italiani, occorre alzare la voce, occorre far sapere ciò che accade nel nostro Paese, protestare con forza contro le autorità italiane e chiedere la vigilianza da parte di quelle europee.

È l'unico modo e bisogna farlo al più presto!


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V-day2 e indultati: a caccia delle notizie nascoste

April 26, 2008 13:49 by iTch

Il bavaglio si stringe sempre di più, anche se non tutti lo sentono.

Ieri pomeriggio si è tenuto il V-day2, il giorno in cui in migliaia hanno urlato "Vaffanculo" al sistema dell'informazione italiana, figlio neppure tanto segreto del potere e della politica. Ben 120mila persone erano in piazza a Torino e tantissime altre (450mila secondo i primi dati diffusi da Beppe Grillo) hanno firmato per i 3 referendum proposti dal comico-predicatore genovese.

Si tratta di numeri impressionanti, di una manifestazione civile di protesta che non ha nulla da invidiare ad altri eventi passati alla storia. Eppure, la notizia, come direbbe Travaglio, è apparsa e scomparsa dalle tv in brevissimo tempo. Fatti salvi i servizi di ieri sera (comunque obbligati vista la partecipazione popolare), infatti, oggi già sembrava che non fosse accaduto nulla. Non una parola sul contenuto dei referendum, non una su tutto ciò che subiamo quotidianamente e che Grillo ha tentato di portare alla luce.

La verità fa male, lo cantava anche la Caselli una quarantina di anni fa, e figuriamoci questa verità quanto possa bruciare ai tanti pseudo-giornalisti che ci bombardano ogni giorno di notizie insensate e che ricevono laute buste paga solo per i cognomi che portano e per i servigi che offrono ai propri incensati Signori!

Così, ancora in pochi sanno che l'Ordine dei Giornalisti è solo uno strumento creato dal Duce per tenere sotto controllo l'informazione nel ventennio fascista e che oggi se ne propone l'abolizione, per favorire una vera libertà di stampa e di opinione. Però tutti possono essere fieri di aver visto dove i simpatici italiani hanno trascorso il 25 aprile, in città o al mare o forse a fare il pic-nic!

Ancora in troppo pochi sanno che un miliardo di euro dalle casse dello Stato (quindi dalle nostre tasche, quelle che san Silvio proteggerà dall'Ici!) ogni anno fanno le valige e vanno a gonfiare i conti dei giornali, sottoforma di finanziamenti pubblici. Un miliardo di euro che vanno ai Ferrara, Feltri, Giordano e via dicendo per stampare i propri giornali. Che poi nessuno li voglia comprare è secondario... a loro intanto i conti tornano, e forse tornano anche al politico di turno che si serve di quella stampa per dire ciò che vuole e non dire ciò che non vuole. Però, anche in questo caso, siamo tutti più gai all'idea che centinaia di vespisti hanno festeggiato insieme in un simpatico raduno tenutosi a Palermo.

Infine, chissà quanti oggi sanno che la Corte di Giustizia Europea ha condannato il regime italiano di assegnazione delle frequenze televisive, quel regime oggetto della Legge che porta il nome dell'irresistibile Gasparri. Che quella legge è contraria alle norme europee e che Rete 4 dovrebbe salire su uno shuttle e andare a trasmettere dal satellite, per fare spazio ad una rete televisiva, Europa 7, che ha il diritto di occupare quelle frequenze, non perché c'è qualche pazzoide a cui non interessano Stranamore e le telenovelas argentine, ma perché così impone la giustizia e perchè così si salvaguardano la libertà di stampa, di informazione e di opinione. Però, un po' possiamo godere di fronte alla tv guardando la Seredova che promuove il prossimo film dei Vanzina. E che, finchè non ci si adeguerà alla sentenza della Corte di Giustizia Europea, pagheremo ben 300mila euro al giorno, a partire dal I gennaio 2006 (per un totale di 330 milioni di euro), più i milioni di euro per i giorni a venire, poco importa. Poco importa che i soldi che versiamo sottoforma di tasse per ricevere servizi come la sanità o l'istruzione pubblica, anzichè migliorare questi, serviranno a tenere al caldo le chiappette secche di Emilio Fede e dei suoi "bravissimi" colleghi.

Non vogliono farcelo sapere, è ovvio, meglio tenerli all'oscuro gli elettori-contribuenti, meglio raccontargli la favoletta dell'Ici, tenerli alla larga dal lupo cattivo che arriva dalla Romania e rallegrarli con le tette sode della Canalis e i culi traballanti delle veline!

 

 

Intanto, anche altre due notizie vengono nascoste nei cassetti delle redazioni, al riparo dagli occhi indiscreti di lettori e spettatori: la condanna a 3 anni per tangenti per l'ex-ministro della Salute Sirchia e il rinvio a giudizio del presidente di Mediaset Fedele Confalonieri per appropriazione indebita aggravata, falso in bilancio e frode fiscale.

Al di là del fatto processuale, però, quello che a me non va giù, e che non dovrebbe andare giù neppure a tutti gli altri italiani onesti, è che i due signori in questione non sconteranno mai alcuna pena per i reati commessi (nel primo caso) o, eventualmente commessi (nel secondo, si attenderà la sentenza), grazie al miracoloso indulto che, guarda caso, copre tra gli altri proprio quei reati per quei periodi e che è stato votato, mai con tanto accordo, sia dal centrosinistra che dal centrodestra (ad esclusione di 3 soli partiti: Italia dei Valori, AN e Lega Nord) per salvare se stessi e i loro amici a rischio carcere.

 


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