No B Day!!!!

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Cchiù PIL pe tutti!

Cosa ci si poteva aspettare da un uomo che ha fatto dell'apparire e della capacità di vendere e sapersi vendere la fonte di tutti i suoi successi? Nient'altro che annunci, parole, fumo, e poco importa che poi nulla si concretizzi. L'obiettivo finale non è quello di mostrare ciò che si è fatto, ma quello di far credere che si stia mostrando ciò che si è fatto!

E un così abile venditore poteva mai perdere l'occasione di sfruttare una dichiarazione positiva di un organismo internazionale per far credere ai suoi tele-elettori che tutto sia quasi risolto grazie a chissà quale suo provvidenziale intervento? Certo che no, ed è comprensibile. 

Meno comprensibile, però, è il fatto che, come sempre, nessun giornalista né alcun esponente dell'opposizione abbiano completato la notizia celebrata dal presidente del consiglio con altre informazioni che possono aiutare a capire che da festeggiare, tutto sommato, c'è ben poco.

È notizia di ieri il trionfale annuncio del presidente del consiglio Silvio Berlusconi: «Noi il sesto Paese più ricco»

Ocse: c'è ripresa, Italia al top
«Noi il sesto Paese più ricco»

Berlusconi: «Superata la Gran Bretagna, siamo i sesti più ricchi al mondo». Tremonti: «Tempo galantuomo»


ROMA - L'Italia ha ormai sorpassato la Gran Bretagna per prodotto interno lordo (Pil) e quindi è ormai la sesta nazione più ricca tra i Paesi industrializzati dal mondo.
(da Corriere.it)

Notizia da incorniciare, no? Un risultato eccellente!

Così sembrerebbe, ma questo è solo ciò che si vuole far credere, eliminando dalla notizia integrale ogni altro elemento che la completi. Non siamo poi così tanto più ricchi rispetto a prima, in quanto ci sono diversi aspetti da considerare.

Il primo, il più evidente per tutti, è che basta mettere le mani in tasca per accorgersi di quanta ricchezza in più abbiamo. E questo è tanto più evidente per le migliaia di precari a 800-1000 Euro al mese, per le altre migliaia di persone che il lavoro, precario o meno, lo stanno perdendo o l'hanno perso già, per i 400 mila lavoratori che stanno per perdere la cassa integrazione ordinaria, eccetera eccetera. 

Ma bisogna andare più nello specifico per capire perché la notizia tanto esaltata da tutti i tg sia, in realtà, carente.

In primo luogo, occorre osservare come il sorpasso effettuato dall'Italia sull'Inghilterra non sia frutto di un risultato particolarmente eccellente conseguito dalla nostra economia, quanto di un peggioramento delle condizioni di quella britannica. In particolare, infatti, la crescita nelle stime del PIL è dovuta agli effetti del cambio euro-sterlina.

"Le ultime rilevazioni effettuate dalla BCE, infatti, martedì ponevano l’euro al valore di 0,89360 sterline, mentre mercoledì il valore è aumentato a 0,91855. Facendo i dovuti calcoli, risulta così che il PIL italiano del 2007 è più alto di quello inglese dello 0,7%". (Fonte: Businessonline

Un po' come esultare per un sorpasso della nostra auto preferita al rivale uscito fuori strada.

Qui, tra l'altro, andrebbe aperto un enorme dibattito con tutti quei detrattori dell'ingresso dell'Italia nell'Euro, opera diabolica attribuita all'odiato Prodi che, in realtà, sta consentendo al nostro Paese di resistere alla crisi forse molto più di quanto non avrebbe potuto fare con una moneta debole come la Lira.

A ciò, comunque, vanno aggiunti anche altri elementi.

Bisogna, infatti, considerare il potere d'acquisto, che è poi ciò con cui maggiormente ci si scontra nella vita di tutti i giorni. Se si considera il livello dei prezzi, l'Italia pur superando ancora l'Inghilterra, si assesta in decima posizione rispetto alle altre potenze mondiali.

È poi un ulteriore dato di fatto il crescente divario tra ricchi e poveri: se qualcuno si sta arricchendo, forse è proprio chi ha già un lauto conto in banca. Così come è un dato di fatto la mancanza di mobilità sociale: "la probabilità di un povero di arricchirsi nel giro di una generazione o di un ricco di perdere il proprio benessere economico è più ridotta rispetto a quella di altre nazioni".

E i salari? Una tragedia! 

È dello scorso maggio la notizia che i salari italiani sono in media inferiori del 17% rispetto alla media OCSE, dato che ci classifica al 23° posto su 30. (Fonte: Corriere.it)

C'è poi un debito pubblico sempre più ampio ("l’ultimo Bollettino Statistico di Bankitalia, invece, rileva che il debito pubblico, nel periodo da gennaio a maggio del 2009, è cresciuto del 5,4%, ovverosia di quasi 90 miliardi di euro. In particolare, alla fine dello scorso mese di maggio il deficit dello Stato ha raggiunto la nuova quota record di 1.752,188 miliardi di euro" Fonte: FinanzaLive.com) e c'è anche una pressione fiscale che, nonostante le promesse di portarla al di sotto del 40 %, oggi ha raggiunto nuovi livelli record ("Il 2009 registrerà un calo del gettito fiscale del 2,2% ma, per effetto della riduzione della crescita, ci sarà un aumento della pressione fiscale che tornerà dal 43% del 2008 al 43,3%, cioè al picco registrato nel 2007 con il precedente Governo, raggiungendo così il livello più alto se si esclude il 1997, cioè l'anno dell'eurotassa nel quale toccò il 43,7%. La pressione fiscale, cioè il rapporto tra le tasse incassate e la ricchezza prodotta dal paese, tornerà a scendere sotto la soglia del 43% solo nel 2013 (42,9%)" Fonte: Il Sole 24 Ore).

Ovviamente, nessuno si è azzardato a contraddire il presidente del consiglio, né tantomeno a completare l'informazione che si stava dando al proprio pubblico. E pensare che il mestiere del giornalista dovrebbe essere quello di "informare"!

Intanto i milioni di persone incollate alla tv sono stati raggiunti da un messaggio incompleto e fuorviante, lo hanno incamerato e stamattina, nel fare la spesa, si sono sentiti un po' più felici! Forse...

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La mia banda (larga) non suona il rock

Quante possibilità ci sono, in Italia, che qualcosa di buono vada in porto?! Zero, o quasi!

Et voilà, l'ultima perla del nostro governo:

 

Banda larga, nuovo stop. "I soldi alla fine della crisi"

L'annuncio di Gianni Letta sugli 800 milioni promessi dal governo. Congelato il "piano Romani" per portare la banda larga 20 Megabit al 96% della popolazione entro il 2012

L'annuncio è arrivato ieri da Gianni Letta, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio: "I soldi per la banda larga li daremo quando usciremo dalla crisi". Si riferisce agli 800 milioni che il governo aveva promesso di dare da mesi nell'ambito di un progetto da 1,47 miliardi di euro: il cosiddetto "piano Romani" - da Paolo Romani, viceministro per lo Sviluppo con delega alle Comunicazioni.

Era un piano per portare la banda larga 20 Megabit al 96% della popolazione entro il 2012, e almeno i 2 Megabit alla parte restante. Un piano di livello base, per risolvere i nodi più stringenti della nostra rete, afflitta da problemi di copertura (il 12% degli italiani non può avere nemmeno i 2 Megabit) e da una crescente saturazione che rallenta le connessioni degli utenti.

(da Repubblica, http://www.repubblica.it/2009/05/sezioni/tecnologia/banda-larga/banda-larga-rimandata/banda-larga-rimandata.html)

 

Come al solito, tra tante spese folli ed evitabili, alla fine nel nostro Paese a pagare più di tutti sono sempre la ricerca e l'innovazione, oltre ovviamente a istruzione e sanità.

Mentre in altri Paesi europei "ci sono da anni piani nazionali per portare banda larghissima a 50-100 Megabit" (ad esempio al 75% delle case entro il 2014 in Germania e a 4 milioni di case nel 2012 in Francia, che investirà 10 miliardi di euro), mentre il governo Usa stanzia 4 miliardi di dollari "in prestiti e finanziamenti per ampliare l’accesso alla banda larga nel Paese, mentre la Finlandia annuncia che garantirà per legge la connessione a banda larga a tutti i cittadini e la Svizzera ha già raggiunto quest'obiettivo nel 2008, noi decidiamo di mantenerci costantemente arretrati

Se non altro siamo coerenti! Lo dimostrano i dati che ci vedono, per diffusione della banda larga ogni 100 abitanti in Europa, nelle ultime posizioni (19,2 %) d'avanti solo a Grecia, Portogallo e Ungheria.

Ancora una volta, la nostra classe dirigente dimostra tutta la sua "tecnofobia", ignorando che per competere con il resto del mondo occidentale e diffondere cultura e conoscenza oggi non si può prescindere dalla rete e dalle nuove tecnologie in genere. Forse, però, non si tratta di "ignoranza": la libera circolazione delle informazioni e la cultura ad alcuni fanno paura, meglio investire nel digitale terrestre... un Grande Fratello o una Sorella Porca non si negano a nessuno (a proposito, il fratellino Paolo Berlusconi avrà finito di contare i soldi incassati grazie agli incentivi statali varati dal fratellone Silvio?)!

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Cosa cambia?

Aiutatemi a capire! Lo ammetto, sono di parte, ma anche volendo cercare di essere neutrale, non riesco a capire dove stia la differenza di fondo tra le due notizie che riporto:

1) IRAN: CONDANNATI A MORTE TRE MANIFESTANTI ARRESTATI DOPO ELEZIONI:  (ASCA-AFP) - Teheran, 10 ott - Il Tribunale della Repubblica islamica ha condannato a morte tre dei manifestanti arrestati durante le contestazioni di piazza dopo le elezioni presidenziali in Iran, che hanno visto la conferma di Ahmadinejad. Lo riferisce l'agenzia Isna.
Il ministero della Giustizia ha fornito solo le iniziali dei nomi dei tre condannati a morte, precisando che M.Z., A.P. e N.A. sono stati accusati di legami con le organizzazioni di opposizione di mujahedeen e sostenitori del ritorno alla monarchia. Le sentenze ''non sono finali e possono essere appellate alla Corte Suprema'', ha detto il portavoce del Ministero.
Dopo le massicce proteste che hanno accompagnato la rielezione di Ahmadinejad, sono state circa 4.000 le persone arrestate dalla polizia del regime e 140 di loro, inclusi esponenti dei riformisti e giornalisti, sono stati sottoposti a processo.
(http://www.asca.it/news-IRAN__CONDANNATI_A_MORTE_TRE_MANIFESTANTI_ARRESTATI_DOPO_ELEZIONI-865871-ora-.html)

2) CONTESTAZIONI AL PREMIER, SEI DENUNCIATI: MILANO - Tre persone che avevano urlato frasi offensive all'indirizzo di Silvio Berlusconi, poco prima che il premier entrasse alla mostra in corso a Palazzo Venezia a Roma, sono state denunciate. Secondo quanto si è appreso le tre persone mentre il premier si accingeva ad entrare a Palazzo Venezia, hanno urlato: «In galera, in galera, la legge è uguale per tutti». Le forze dell'ordine hanno in un primo momento bloccato una delle tre persone e successivamente le altre due. I tre sono stati poi accompagnati nel vicino commissariato di polizia dove sono stati denunciati. All'uscita della mostra, stessa scena: altri tre contestatori e altre denunce. I tre hanno urlato al premier: «In galera, in galera». Anche in questo caso i tre sono stati quindi accompagnati negli uffici del commissariato e denunciati.
CHI SONO
- I sei, due donne e quattro uomini, sono di età compresa tra i 25 e i 35 anni. Alcuni di essi sono ex studenti universitari e spesso partecipanti a manifestazioni pubbliche. Sono stati identificati dagli agenti della Polizia di Stato del commissariato Trevi e saranno denunciati per «vilipendio e oltraggio a carica istituzionale». A quanto si apprende, oltre alle frasi come «In galera, in galera, la legge è uguale per tutti», avrebbero pronunciato insulti personali nei confronti di Berlusconi. (http://www.corriere.it/cronache/09_ottobre_07/contestazione_premier_denunciati_7d1393fa-b37a-11de-b362-00144f02aabc.shtml)

Nel primo caso, sdegno (giusto e condivisibile!) della comunità internazionale. Nel secondo caso, notizia praticamente ignorata e passata come semplice normalità.

Ok, ora molti potrebbero dire "Che c'entra? Nel primo caso parliamo di pena di morte, il che è molto più grave" e sono d'accordo! Ringraziando il cielo, nel nostro Paese la pena di morte attualmente non esiste e, salvo qualche sporadica sparata, sembra che (almeno questa) nessuno abbia intenzione di riproporla! E sono d'accordo anche nel dire che, indubbiamente, il caso 1 si colloca in una situazione particolarmente delicata e grave, alla quale per ora non voglio neppure lontanamente assimilare i fatti di politica italiana.

Eppure, ad eccezione di questi "piccoli grandi particolari", il concetto di fondo che sta alla base dei due fatti mi sembra lo stesso: in Italia, come in Iran, non è possibile contestare il Presidente del Consiglio, della Repubblica o, comunque, il politico di turno, pena l'essere denunciati.

E se non è possibile neppure contestare un rappresentante del popolo, che valore ha allora la tanto decantata "libertà d'opinione e di espressione" tutelata dall'art. 19 della Dichiarazione dei diritti dell'uomo e del cittadino? Se non è possibile manifestare il proprio dissenso, in maniera anche forte ma non offensiva, nei confronti di una persona che ricopre una carica in virtù della quale dovrebbe servire i cittadini, dove va a finire la democrazia? Se ci si indigna così tanto quando in un qualsiasi Stato straniero, o almeno in uno di quelli che devono passare come esempi negativi, avvengono tali episodi di intolleranza, perché in altri casi si finge la massima indifferenza?

Se mi aiutate a capire, ve ne sarò infinitamente grato!

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Mi costi, ma quanto mi costi...

400 milioni di Euro per chiacchiere che, se non sono da bar, poco ci manca!

Tanto costerà alle tasche degli italiani il G8+G5+Egitto+altri 3+ecc. ecc.+magari qualcun altro a casaccio, il vertice che riunirà, tutti insieme appassionatamente, un numero di Paesi partecipanti mai visto prima, rappresentanti il 90% dell'economia mondiale. Si discuterà di crisi internazionale, crisi regionali, sicurezza alimentare, lotta ai cambiamenti climatici e chi più ne ha più ne metta!

Si discuterà, appunto. Poi, come in ogni occasione del genere, al termine tante pacche sulle spalle, arrivederci e grazie!

Spenderemo 400 milioni di Euro per le solite frasi fatte, per gli impegni fittizi che non verranno mai rispettati e soprattutto per riempire lo stomaco di svariati Capi di Stato e centinaia e centinaia di persone al seguito.

800 miliardi di vecchie lirette, una sull'altra, contro i 321,8 milioni di Euro stanziati dal governo per "lottare contro la morte per fame e la miseria nel mondo", come afferma Flavio Lotti, coordinatore nazionale della Tavola della pace. 400 milioni per parlare di come combattere, tra l'altro, fame e miseria vs. 321 per combatterle realmente. Un po' come spendere dieci euro per parlare di come va impastata la pizza e metterne sul tavolo cinque per pagare il conto!

"Nonostante il fumo mediatico che e' stato innalzato attorno a questo evento - dice Lotti - lo scandalo non puo' essere cancellato. Quest'anno ci sono cento milioni di persone in piu' che muoiono di fame e il nostro governo butta 400 milioni di euro o forse piu' per organizzare un vertice".

Nel conteggio rientrerebbero 209 milioni di euro per le opere di bonifica e adeguamento dell'Arsenale, la struttura della Marina militare che avrebbe dovuto ospitare il vertice a La Maddalena, 50 milioni di euro spesi finora in Abruzzo, 35 milioni stanziati dal ministero degli esteri per le attività preparatorie del vertice e circa 85-90 milioni di euro spesi per la sicurezza dell'evento. Non vengono prese, invece, in considerazione, anche perché sconosciute, le spese per l'organizzazione dei vertici tematici che si sono svolti in varie città italiane: dal G8 sull'ambiente di Siracusa all'incontro dei ministri degli esteri a Trieste (vedi blog Papaveri e Papere http://papaveriepaperetante.blogspot.com/2009/07/ma-quanto-ci-costa-il-g8-azzurro.html).

Sarà pure che il G8 in Italia, come vogliono farci credere, porti benefici in termini di immagine al nostro Paese, ma nel frattempo gran parte della stampa estera ci deride e ci considera gli zimbelli d'Europa: i britannicomunisti Guardian e Financial Times, tanto per dirne due, ci vanno giù duro. Il primo ipotizza sonori calcinculo all'Italia, che così uscirebbe dal G8 per fare spazio alla Spagna, e critica l'organizzazione dell'evento; il FT si scaglia contro Berlusconi, figura "controversa e imprevedibile" che "irrita gli alleati dell'Italia". E non meno gradevole è lo sputtanamento punk-rock di Berlusconi messo in atto da Bob Geldof, in un'indimenticabile chiacchierata di pochi giorni fa (http://nonleggerlo.blogspot.com/2009/07/un-punk-palazzo-chigi.html)

Se non altro, possiamo stare tranquilli di una cosa: abbiamo speso 400 milioni, ma almeno sappiamo che, mentre la crisi economica imperversa, mentre 26mila bambini al giorno muoiono di fame, mentre gli Aquilani aspettano di uscire dalle tende (e tutti i terremotati pre-Abruzzo aspettano una casa da decenni...), mentre la giustizia italiana viene fatta a pezzi, eccetera eccetera eccetera, dovesse fare una scossa, i "Grandi" sono al sicuro! Almeno loro...

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Io voglio un'Italia multietnica

"La sinistra aveva aperto le porte, la sinistra era ed è quella di un'Italia multietnica: la nostra idea non è così": sono parole non di un Borghezio qualsiasi, che per farsi riconoscere avrebbe colorito la frase con almeno un "negro di merda" e uno "sporco negro" a casaccio, ma del nostro (ehm, vostro a dire il vero... di certo non il mio) Presidente del Consiglio, colui che dovrebbe guidare il nostro Paese verso la modernità e verso il futuro!

Beh, caro signor B., anche stavolta io dissento! Non posso accettare che ancora oggi, nel 2009, si possano temere l'idea di multirazzialità, l'idea della convivenza tra i popoli, l'idea della crescita di un popolo legata allo scambio con culture diverse! Non posso accettare che l'Italia si vanti di essere civile e, mentre nel resto del mondo "sviluppato" la multiculturalità diventa la base per una continua crescita, qui si continuino a fare discorsi biechi e razzisti e si continui a puntare il dito contro il "pericoloso straniero"! Non posso accettare che se un extracomunitario sa tirare quattro calci a un pallone diventi un idolo (e faccia guadagnare quattrini anche alla stessa persona che gli extracomunitari continua a denigrarli), ma se si rompe il culo in un cantiere, lavorando in nero al servizio di qualche imprenditore italiano senza scrupoli solo per mandare quattro soldi alla sua famiglia in patria, venga discriminato e trattato come l'ultimo dei criminali!

Non posso digerire l'ipoccrisia di chi "sparerebbe cannonate verso i gommoni" perché tanto sono tutte persone che nel nostro Paese verranno a delinquere, e poi si commuove se qualcuno di loro arriva in televisione, al Grande Fratello o dall'onnipresente Maria, e racconta la propria drammatica storia! Cazzo vi piangete?! Avreste rispedito volentieri a calci nel sedere anche loro, prima di televotarli!

Io, caro (per modo di dire, ovviamente) signor B., l'Italia la voglio multietnica!

Io voglio un'Italia civile e solidale sempre e con tutti, senza discriminazioni!

Io voglio un'Italia ancorata alle sue radici ma aperta nei confronti di ciò che è diverso da noi, perché la diversità è ricchezza, è crescita!

Io voglio un'Italia in cui tutti abbiano un'opportunità, reale, per emergere e mettere in mostra le proprie capacità!

Voglio un'Italia severa con chi delinque ma sempre al fianco di chi in questa terra cerca una via d'uscita dalla miseria e dalla sofferenza, perché se tanti italiani e discendenti di italiani all'estero oggi godono di stima è perché quei Paesi un'opportunità gliel'hanno data realmente!

Voglio che gli italiani, a cominciare da chi l'Italia la governa, si ricordino che anche la nostra è sempre stata una storia di emigrazione! E che si ricordino che quegli Stati Uniti che tanto aduliamo e a cui tanto guardiamo con ammirazione, se oggi sono ciò che sono è anche grazie all'incredibile integrazione di razze e culture diverse!

Io voglio essere italiano ma sentirmi cittadino del mondo, senza confini, perché le differenze tra popoli esistono ma le "classificazioni", in fondo, sono solo un parto dell'essere umano! Come se oggi gli stupidi, anziché guardare alle persone di colore come diverse, considerassero inferiori tutti quelli con i capelli biondi, gli occhi azzurri o le orecchie a sventola!

Io voglio un'Italia multietnica, multiculturale e multirazziale e, soprattutto, voglio che l'ottusità sparisca da questo mondo!

Ma, purtroppo, temo che quest'ultimo desiderio sia difficile da realizzare...

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Italia: il primo Paese occidentale a basso contenuto di libertà

Uno dei vantaggi del non avere quasi più tempo libero è quello di avere a che fare meno possibile con la Berlusco-visione e con la sua strisciante lecchineria!

Così, pur non avendo prestato particolare attenzione ai "telegiornali" degli ultimi due giorni, scommetto la testa di Sandro Bondi che nessuno abbia osato neppure per sbaglio accennare questa simpatica notiziola:

Freedom House: Italia ultima in Europa sul piano della libertà di stampa (estratto da Il Mattino http://www.ilmattino.it/articolo.php?id=56653&sez=ITALIA)

L'organizzazione americana Freedom House ha diffuso il suo rapporto annuale sull'informazione nel mondo (Freedom of the Press 2009), nel quale si afferma che l'Italia è il fanalino di coda dell'Europa in termini di libertà di stampa, in buona parte per la «situazione anomala a livello mondiale» sul piano della proprietà dei media.

Freedom House retrocede così il nostro paese e punta l'indice sul ruolo del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. «Il suo ritorno nel 2008 al posto di premier ha risvegliato i timori sulla concentrazione di mezzi di comunicazione pubblici e privati sotto una sola guida», spiega Karin Karlekar, la ricercatrice che ha guidato lo studio, presentato ieri al Newseum, il museo dell'informazione e del giornalismo a Washington. (...)

L'Italia è scesa dalla fascia alta, quella dei paesi liberi, alla fascia intermedia dei paesi "parzialmente liberi", con un rating di 32 che ne fa l'unico paese dell'Europa occidentale ad essere stato declassato. Solo la Turchia, se viene considerata come parte dell'Europa occidentale, risulta messa peggio.

eccetera eccetera eccetera...

Chi l'avrebbe mai detto?! Siamo un paese "parzialmente libero"! Ma va'... noi che abbiamo al Governo la persona, nonché editore, più liberale del mondo? Una notizia incredibile, no?

Sarà che forse non può considerarsi libero un Paese in cui se un giornalista rende noti i trascorsi mafio-amichevoli di un politico qualsiasi viene messo alla gogna per giorni interi? Sarà che non si può parlare di libertà quando un giornalista, nella sua trasmissione, parla di fatti più o meno scomodi al potere e viene processato dai più alti vertici della tv di Stato manco avesse ruttato l'inno nazionale in diretta? O sarà pure che ci sia qualcosa di strano quando un giornalista in prima linea nella lotta alla mafia viene processato per "esercizio abusivo della professione"?

E di esempi, in questo strano Paese, ce ne sono a decine!

Ma fa niente... l'importante è far felice il Padrone Onnipotente e il suo parrucchino, dire le notizie a metà (solo la metà che vuole lui però, mi raccomando!), nascondere i fatti che possano metterlo in cattiva luce ed esaltare le sue comparsate messianiche tra spazzatura, macerie e ragazzine che per lui spalancherebbero le porte delle proprie tube di Falloppio!

Ma che simpatica Nazione che siamo...

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Una settimana in Italia

1) Il quotidiano spagnolo El Pais racconta l'Italia e Berlusconi:

"(...) Quando Silvio Berlusconi promette di raddrizzare l'Europa, ciò significa, nel suo vocabolario, che in Italia si sono già raggiunti gli obiettivi proposti. Aveva una ricetta per il Paese e l'ha applicata. Desiderava un Paese senza norme, senza spirito critico, con individui addormentati in una passività carente di significato. E lo ha raggiunto in due decenni. Un progetto nato con la creazione del suo impero mediatico. Con il controllo dei mezzi di comunicazione, gli è stato facile ottenere il consenso che numerosi politici sognano. Quando Berlusconi parla di Europa, le sue parole si prendono alla leggera. Di fatti, con il suo colorito linguaggio, fa sembrare tutto meno serio di quello che è. Razzismo, xenobofia e maschilismo si trasformano in opinioni, in scherzi. E' la stessa tecnica che si utilizza da sempre nei suoi media: abituare la gente a quel tipo di discorsi fino a farli diventare normali (...)".

L'articolo viene proposto per intero da Antonio Di Pietro sul suo blog (http://www.antoniodipietro.com/2008/08/la_filosofia_berlusconiana.html): leggerlo dovrebbe (ma non ci riuscirà, ovviamente) far aprire gli occhi a un bel po' di persone!

2) Libertà di critica? Non qui! Il giornale cattolico Famiglia Cristiana, nei giorni scorsi, si è "macchiato" del reato di criticare il governo Berlusconi. Come per magia, dal quotidiano di regime Il Giornale ecco subito una perla per attaccare i "blasfemi preti comunisti":

Famiglia Cristiana sfruttava i minori (http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=283651)

3) L'ICI è morta, viva l'ICI! La tanto odiata tassa sulla casa, che mandava sul lastrico milioni di italiani togliendo in media circa 10 euro al mese dalle loro tasche, potrebbe ritornare. Le dichiarazioni di Bossi le hanno sentite già tutti, quindi è inutile anche ripubblicarle, mentre Berlusconi, al suo solito, così commenta: "Solo uno scivolone", proprio come quelli del dito medio all'inno nazionale, degli insulti ai docenti meridionali, dei porci su suoli destinati alla costruzione di moschee, di offese di vario genere a chiunque capiti a tiro! È l'ennesimo siparietto che dimostra di che pasta è fatto questo governo, in cui, forse, oggi qualcuno si rende conto delle conseguenze di una misura adottata per farsi belli.  Si attendono sviluppi sulla questione: ci sarà sicuramente da ridere!

4) Propaganda senza fine. Qualcuno ha visto, qualche sera fa, il servizio del TG5 dedicato ai militari che presidiano le nostre strade? Toni entusiastici, giornalisti estasiati: con l'Esercito in strada, criminalità quasi scomparsa. Il sistema mediatico berlusconiano funziona sempre meglio! Italiani "drogati", italiani felici!

Questa è l'Italia degli ultimi giorni...

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Ryanair

E voi che dicevate che il nuovo Governo non ci avrebbe dato più credibilità all'estero!!!

Uomini di malafede!
 
(dalla homepage del sito www.ryanair.com - Ryanair, compagnia aerea irlandese)

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Bye bye democracy

L'hanno fatto... sì, l'hanno fatto! La più spudorata violazione del principio di uguaglianza, che la nostra Costituzione fino a ieri sanciva, è stata commessa!

"Libertè, egalitè, fraternitè"?! Roba vecchia!

"La legge è uguale per tutti"? Solo un detto antico!

"Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge" (art. 3 Cost.)? Prrrrrrrr! Ahahahaha!

Il manipolo di furfanti che ci governa ha detto stop a questi residui del passato e, approvando il lodo del "coniglietto" Alfano ha stabilito che 4 delle 56 milioni di persone che vivono nel Paese a forma di stivale che ti dà un calcio in culo, dal momento in cui si siedono sulle poltrone più importanti di questo Stato, sono immuni da qualsiasi legge. È quanto di più antidemocratico si potesse concepire in un Paese occidentale, qualcosa di fuori dalla ragione! Eppure ci sono riusciti, grazie ad un Presidente della Repubblica "narcotizzato", a un popolo tele-dipendente e a un'opposizione, non ombra, ma all'ombra, su qualche spiaggia del litorale ostiense!

Chissà che un giorno le agenzie non battano una notizia del genere:

Pomeriggio di follia nel centro di Roma. Quattro distinti signori, G. N. (83 anni), S. B. (72), R. S. (58) e G. F. (56) hanno seminato il panico nelle vie più note della capitale, scippando borse e portafogli, picchiando immigrati e violentando donne. Fermati dopo un lungo inseguimento dai carabinieri, i quattro protagonisti dell'Arancia Meccanica all'amatriciana sono stati rilasciati poche ore dopo perché non perseguibili dalla legge.

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