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09/11/1989 - 09/11/2009

November 9, 2009 18:42 by iTch

Vent'anni fa cadeva il muro di Berlino, ma ancora troppe barriere mentali impediscono una reale e globale convivenza civile. Discriminazioni razziali, religiose, sessuali, visioni distorte di tutto ciò che consideriamo diverso, muri invisibili che costruiamo tutti i giorni intorno a noi stessi.
Solo quando saranno caduti anche questi blocchi di cemento di pregiudizi il mondo avrà la possibilità di dirsi libero e sarà in grado di vivere nel reale rispetto dell'altro, chiunque e comunque esso sia.


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Italia: il primo Paese occidentale a basso contenuto di libertà

May 3, 2009 12:48 by iTch

Uno dei vantaggi del non avere quasi più tempo libero è quello di avere a che fare meno possibile con la Berlusco-visione e con la sua strisciante lecchineria!

Così, pur non avendo prestato particolare attenzione ai "telegiornali" degli ultimi due giorni, scommetto la testa di Sandro Bondi che nessuno abbia osato neppure per sbaglio accennare questa simpatica notiziola:

Freedom House: Italia ultima in Europa sul piano della libertà di stampa (estratto da Il Mattino http://www.ilmattino.it/articolo.php?id=56653&sez=ITALIA)

L'organizzazione americana Freedom House ha diffuso il suo rapporto annuale sull'informazione nel mondo (Freedom of the Press 2009), nel quale si afferma che l'Italia è il fanalino di coda dell'Europa in termini di libertà di stampa, in buona parte per la «situazione anomala a livello mondiale» sul piano della proprietà dei media.

Freedom House retrocede così il nostro paese e punta l'indice sul ruolo del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. «Il suo ritorno nel 2008 al posto di premier ha risvegliato i timori sulla concentrazione di mezzi di comunicazione pubblici e privati sotto una sola guida», spiega Karin Karlekar, la ricercatrice che ha guidato lo studio, presentato ieri al Newseum, il museo dell'informazione e del giornalismo a Washington. (...)

L'Italia è scesa dalla fascia alta, quella dei paesi liberi, alla fascia intermedia dei paesi "parzialmente liberi", con un rating di 32 che ne fa l'unico paese dell'Europa occidentale ad essere stato declassato. Solo la Turchia, se viene considerata come parte dell'Europa occidentale, risulta messa peggio.

eccetera eccetera eccetera...

Chi l'avrebbe mai detto?! Siamo un paese "parzialmente libero"! Ma va'... noi che abbiamo al Governo la persona, nonché editore, più liberale del mondo? Una notizia incredibile, no?

Sarà che forse non può considerarsi libero un Paese in cui se un giornalista rende noti i trascorsi mafio-amichevoli di un politico qualsiasi viene messo alla gogna per giorni interi? Sarà che non si può parlare di libertà quando un giornalista, nella sua trasmissione, parla di fatti più o meno scomodi al potere e viene processato dai più alti vertici della tv di Stato manco avesse ruttato l'inno nazionale in diretta? O sarà pure che ci sia qualcosa di strano quando un giornalista in prima linea nella lotta alla mafia viene processato per "esercizio abusivo della professione"?

E di esempi, in questo strano Paese, ce ne sono a decine!

Ma fa niente... l'importante è far felice il Padrone Onnipotente e il suo parrucchino, dire le notizie a metà (solo la metà che vuole lui però, mi raccomando!), nascondere i fatti che possano metterlo in cattiva luce ed esaltare le sue comparsate messianiche tra spazzatura, macerie e ragazzine che per lui spalancherebbero le porte delle proprie tube di Falloppio!

Ma che simpatica Nazione che siamo...


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V-day2 e indultati: a caccia delle notizie nascoste

April 26, 2008 13:49 by iTch

Il bavaglio si stringe sempre di più, anche se non tutti lo sentono.

Ieri pomeriggio si è tenuto il V-day2, il giorno in cui in migliaia hanno urlato "Vaffanculo" al sistema dell'informazione italiana, figlio neppure tanto segreto del potere e della politica. Ben 120mila persone erano in piazza a Torino e tantissime altre (450mila secondo i primi dati diffusi da Beppe Grillo) hanno firmato per i 3 referendum proposti dal comico-predicatore genovese.

Si tratta di numeri impressionanti, di una manifestazione civile di protesta che non ha nulla da invidiare ad altri eventi passati alla storia. Eppure, la notizia, come direbbe Travaglio, è apparsa e scomparsa dalle tv in brevissimo tempo. Fatti salvi i servizi di ieri sera (comunque obbligati vista la partecipazione popolare), infatti, oggi già sembrava che non fosse accaduto nulla. Non una parola sul contenuto dei referendum, non una su tutto ciò che subiamo quotidianamente e che Grillo ha tentato di portare alla luce.

La verità fa male, lo cantava anche la Caselli una quarantina di anni fa, e figuriamoci questa verità quanto possa bruciare ai tanti pseudo-giornalisti che ci bombardano ogni giorno di notizie insensate e che ricevono laute buste paga solo per i cognomi che portano e per i servigi che offrono ai propri incensati Signori!

Così, ancora in pochi sanno che l'Ordine dei Giornalisti è solo uno strumento creato dal Duce per tenere sotto controllo l'informazione nel ventennio fascista e che oggi se ne propone l'abolizione, per favorire una vera libertà di stampa e di opinione. Però tutti possono essere fieri di aver visto dove i simpatici italiani hanno trascorso il 25 aprile, in città o al mare o forse a fare il pic-nic!

Ancora in troppo pochi sanno che un miliardo di euro dalle casse dello Stato (quindi dalle nostre tasche, quelle che san Silvio proteggerà dall'Ici!) ogni anno fanno le valige e vanno a gonfiare i conti dei giornali, sottoforma di finanziamenti pubblici. Un miliardo di euro che vanno ai Ferrara, Feltri, Giordano e via dicendo per stampare i propri giornali. Che poi nessuno li voglia comprare è secondario... a loro intanto i conti tornano, e forse tornano anche al politico di turno che si serve di quella stampa per dire ciò che vuole e non dire ciò che non vuole. Però, anche in questo caso, siamo tutti più gai all'idea che centinaia di vespisti hanno festeggiato insieme in un simpatico raduno tenutosi a Palermo.

Infine, chissà quanti oggi sanno che la Corte di Giustizia Europea ha condannato il regime italiano di assegnazione delle frequenze televisive, quel regime oggetto della Legge che porta il nome dell'irresistibile Gasparri. Che quella legge è contraria alle norme europee e che Rete 4 dovrebbe salire su uno shuttle e andare a trasmettere dal satellite, per fare spazio ad una rete televisiva, Europa 7, che ha il diritto di occupare quelle frequenze, non perché c'è qualche pazzoide a cui non interessano Stranamore e le telenovelas argentine, ma perché così impone la giustizia e perchè così si salvaguardano la libertà di stampa, di informazione e di opinione. Però, un po' possiamo godere di fronte alla tv guardando la Seredova che promuove il prossimo film dei Vanzina. E che, finchè non ci si adeguerà alla sentenza della Corte di Giustizia Europea, pagheremo ben 300mila euro al giorno, a partire dal I gennaio 2006 (per un totale di 330 milioni di euro), più i milioni di euro per i giorni a venire, poco importa. Poco importa che i soldi che versiamo sottoforma di tasse per ricevere servizi come la sanità o l'istruzione pubblica, anzichè migliorare questi, serviranno a tenere al caldo le chiappette secche di Emilio Fede e dei suoi "bravissimi" colleghi.

Non vogliono farcelo sapere, è ovvio, meglio tenerli all'oscuro gli elettori-contribuenti, meglio raccontargli la favoletta dell'Ici, tenerli alla larga dal lupo cattivo che arriva dalla Romania e rallegrarli con le tette sode della Canalis e i culi traballanti delle veline!

 

 

Intanto, anche altre due notizie vengono nascoste nei cassetti delle redazioni, al riparo dagli occhi indiscreti di lettori e spettatori: la condanna a 3 anni per tangenti per l'ex-ministro della Salute Sirchia e il rinvio a giudizio del presidente di Mediaset Fedele Confalonieri per appropriazione indebita aggravata, falso in bilancio e frode fiscale.

Al di là del fatto processuale, però, quello che a me non va giù, e che non dovrebbe andare giù neppure a tutti gli altri italiani onesti, è che i due signori in questione non sconteranno mai alcuna pena per i reati commessi (nel primo caso) o, eventualmente commessi (nel secondo, si attenderà la sentenza), grazie al miracoloso indulto che, guarda caso, copre tra gli altri proprio quei reati per quei periodi e che è stato votato, mai con tanto accordo, sia dal centrosinistra che dal centrodestra (ad esclusione di 3 soli partiti: Italia dei Valori, AN e Lega Nord) per salvare se stessi e i loro amici a rischio carcere.

 


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