La situazione sta degenerando, c'è poco altro da aggiungere! Gli avvenimenti degli ultimi giorni stanno, infatti, mettendo in luce un preoccupante modo di agire da parte delle istituzioni e occorre che quanti più cittadini liberi, insieme, facciano sentire la propria voce.
In un post precedente già avevo detto la mia sul caso Travaglio-Schifani, ma oggi ho deciso di ritornarci proprio perché inizio a rabbrividire di fronte alla piega che sta prendendo questa vicenda, che sempre più diventa simbolo di una libertà d'informazione a dir poco "in difficoltà".
La notizia è facilmente rintracciabile: l'Agcom, Autorità garante per le comunicazioni, ha aperto un'istruttoria contro il giornalista piemontese, oltre che contro la trasmissione di Santoro, Anno Zero, "rei" di avere, il primo, "diffamato" (con fatti mai smentiti da alcuno in questi giorni!) il presidente del Senato Schifani, e, il secondo, di aver mandato in onda spezzoni del discorso di Beppe Grillo al V-Day2 dello scorso 25 aprile.
La decisione ha dell'incredibile: come può un'Autorità, che dovrebbe garantire la libertà di stampa, ostacolare il tentativo di due giornalisti di diffondere semplicemente delle notizie?! L'Agcom contesta, in entrambi i casi, alla tv pubblica "la presunta violazione dell'articolo 4 (diritti fondamentali della persona) e dell'articolo 48 (compiti del servizio pubblico) del Testo unico della radiotelevisione, ma dimentica che "Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione" e che "La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure" (art. 21 Cost.). Fermo restando il sacrosanto diritto di chiunque di controbattere anche in un secondo momento, portando però prove e non sterili grida da censore!
Allora perché Grillo può esprimere le proprie opinioni in piazza, ma nessuno deve poterle ascoltare in tv?! Perché i fatti riguardanti il passato dell'attuale presidente del Senato possono essere raccontati in un libro ma non possono essere citati in una trasmissione RAI?!
E se la RAI offre, come dicono, un "servizio pubblico", non dovrebbe assicurare ai cittadini la possibilità di informarsi?! Forse vuole offrire un servizio "politico" più che "pubblico"?!
Semplice, perché, al contrario di quanto afferma Cicchitto, la televisione è in assoluto il mezzo più utilizzato dagli italiani per informarsi (Rapporto Eurispes 2008 da leggere QUI o QUI) e, finché notizie scomode restano nascoste fra le pagine di un libro o circolano soltanto in rete, la loro "pericolosità" è minima.
E chi è al potere (politico, ma non solo) questo lo sa benissimo! Sa perfettamente che attraverso lo "schermo magico" è possibile veicolare al meglio ciò che si vuole far sapere, che è possibile "convincere" una vastissima parte della popolazione che "solo quello è vero" e "solo quello esiste".
Oggi tutto questo si sta accentuando sempre di più e, come dicevo, l'unico modo per far sì che non vengano definitivamente "drogate" le menti della maggior parte degli italiani, occorre alzare la voce, occorre far sapere ciò che accade nel nostro Paese, protestare con forza contro le autorità italiane e chiedere la vigilianza da parte di quelle europee.
È l'unico modo e bisogna farlo al più presto!
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