"La sinistra aveva aperto le porte, la sinistra era ed è quella di un'Italia multietnica: la nostra idea non è così": sono parole non di un Borghezio qualsiasi, che per farsi riconoscere avrebbe colorito la frase con almeno un "negro di merda" e uno "sporco negro" a casaccio, ma del nostro (ehm, vostro a dire il vero... di certo non il mio) Presidente del Consiglio, colui che dovrebbe guidare il nostro Paese verso la modernità e verso il futuro!
Beh, caro signor B., anche stavolta io dissento! Non posso accettare che ancora oggi, nel 2009, si possano temere l'idea di multirazzialità, l'idea della convivenza tra i popoli, l'idea della crescita di un popolo legata allo scambio con culture diverse! Non posso accettare che l'Italia si vanti di essere civile e, mentre nel resto del mondo "sviluppato" la multiculturalità diventa la base per una continua crescita, qui si continuino a fare discorsi biechi e razzisti e si continui a puntare il dito contro il "pericoloso straniero"! Non posso accettare che se un extracomunitario sa tirare quattro calci a un pallone diventi un idolo (e faccia guadagnare quattrini anche alla stessa persona che gli extracomunitari continua a denigrarli), ma se si rompe il culo in un cantiere, lavorando in nero al servizio di qualche imprenditore italiano senza scrupoli solo per mandare quattro soldi alla sua famiglia in patria, venga discriminato e trattato come l'ultimo dei criminali!
Non posso digerire l'ipoccrisia di chi "sparerebbe cannonate verso i gommoni" perché tanto sono tutte persone che nel nostro Paese verranno a delinquere, e poi si commuove se qualcuno di loro arriva in televisione, al Grande Fratello o dall'onnipresente Maria, e racconta la propria drammatica storia! Cazzo vi piangete?! Avreste rispedito volentieri a calci nel sedere anche loro, prima di televotarli!
Io, caro (per modo di dire, ovviamente) signor B., l'Italia la voglio multietnica!
Io voglio un'Italia civile e solidale sempre e con tutti, senza discriminazioni!
Io voglio un'Italia ancorata alle sue radici ma aperta nei confronti di ciò che è diverso da noi, perché la diversità è ricchezza, è crescita!
Io voglio un'Italia in cui tutti abbiano un'opportunità, reale, per emergere e mettere in mostra le proprie capacità!
Voglio un'Italia severa con chi delinque ma sempre al fianco di chi in questa terra cerca una via d'uscita dalla miseria e dalla sofferenza, perché se tanti italiani e discendenti di italiani all'estero oggi godono di stima è perché quei Paesi un'opportunità gliel'hanno data realmente!
Voglio che gli italiani, a cominciare da chi l'Italia la governa, si ricordino che anche la nostra è sempre stata una storia di emigrazione! E che si ricordino che quegli Stati Uniti che tanto aduliamo e a cui tanto guardiamo con ammirazione, se oggi sono ciò che sono è anche grazie all'incredibile integrazione di razze e culture diverse!
Io voglio essere italiano ma sentirmi cittadino del mondo, senza confini, perché le differenze tra popoli esistono ma le "classificazioni", in fondo, sono solo un parto dell'essere umano! Come se oggi gli stupidi, anziché guardare alle persone di colore come diverse, considerassero inferiori tutti quelli con i capelli biondi, gli occhi azzurri o le orecchie a sventola!
Io voglio un'Italia multietnica, multiculturale e multirazziale e, soprattutto, voglio che l'ottusità sparisca da questo mondo!
Ma, purtroppo, temo che quest'ultimo desiderio sia difficile da realizzare...