In principio furono i Radiohead, con l'esperimento di distribuzione on-line ad offerta libera del loro ultimo album "In rainbows".
Ancora non sembrano esserci dati certi riguardo il successo/insuccesso dell'idea, sebbene in rete circolino statistiche secondo cui il 62% dei download sarebbe stato effettuato assolutamente gratis (dati smentiti dalla stessa band), ma quello che è sicuro è che l'iniziativa ha creato un piccolo terremoto all'interno del fragile mercato discografico.
Se pure, infatti, dei primi 1,2 milioni di download effettuati, soltanto quel 38% fosse stato pagato dagli utenti (e il 29% a meno di 12 dollari), non sarebbe assolutamente facile trarre ora da tali dati delle conclusioni plausibili.
Sono troppe, infatti, le variabili in gioco, per dire oggi a pochi mesi di distanza dall'avvio della vendita dell'album, quanto i Radiohead abbiano guadagnato rispetto ad una distribuzione tradizionale e sotto contratto con un'etichetta discografica, non solo in termini economici ma anche in quanto a immagine e promozione.
Andrebbe, innanzitutto, scomposta nel dettaglio quella quota di utenti "a prezzo zero", per verificare quanti di essi non avrebbero comunque acquistato l'album, quanti ne abbiano invece approfittato per conoscere (e magari apprezzare) la musica della band, o ancora, quanti abbiano scelto di non pagare per "taccagneria" o perché non ritengano opportuno spendere soldi per un bene "immateriale".
Andrebbe, poi, osservato quanti abbiano acquistato successivamente l'album nei negozi, dal momento che oggi è possibile anche tale strada, e quanti abbiano scelto di ricevere l'edizione limitata pagando cifre non indifferenti.
Insomma, tirando ora le somme, si potrebbe dire tutto e il contrario di tutto e, forse, soltanto i Radiohead in persona potrebbero dare una soluzione al problema guardando nel proprio portafogli.
Come dicevo, però, resta il fatto di aver dato una scossa al mercato, attraverso un'iniziativa completamente nuova di cui oggi, anche in Italia, si iniziano a vedere i primi effetti.
È il caso degli Yuppie Flu, la band marchigiana che ha deciso di ripercorrere le orme di Yorke & co. e di distribuire il suo ultimo album, Fragile Forest, con modalità sostanzialmente simili.
L'acquisto, in questo caso, è possibile in 3 forme:
- mp3, ad offerta libera
- mp3 e cd in edizione limitata con packaging speciale, a 15 euro
- mp3, cd edizione limitata e maglietta, a 25 euro.
C'è da dire che, se per i Radiohead, una scelta del genere poteva rivelarsi un'arma a doppio taglio, poiché, essendo una band già affermata a livello mondiale, un elevato numero di download gratuiti avrebbe potuto provocare un calo di introiti rispetto alla distribuzione tradizionale, per una band emergente del mercato indie italiano come gli Yuppie Flu, a mio avviso, difficilmente ci saranno conseguenze negative.
Anzi, un'adeguata "promozione" dell'iniziativa e, magari, un bel passaparola in rete, potrebbero favorire un numero di download dell'album (anche se gratuiti o a prezzo molto basso) anche ben superiore a quelle che in media sono le vendite di tale mercato, con la possibilità, non trascurabile, di permettere al gruppo di farsi conoscere in Italia, ma anche all'estero.
Peraltro, anche per Fragile Forest, dovrebbe essere prevista una successiva distribuzione dell'album attraverso i canali tradizionali e, magari, tanti download gratuiti potrebbero convertirsi in acquisti in un secondo momento.
Dal punto di vista prettamente musicale, va detto che Fragile Forest è un ottimo lavoro, gradevole e interessante.
Gli Yuppies, nei 10 nuovi brani, sembrano aver abbandonato lo stile-Strokes, che aveva contraddistinto il precedente lavoro, Toast Masters, per ritornare a quel pop-rock-elettronico che tanto aveva impressionato ai tempi di Days before the day.
Le atmosfere tornano ad essere dolci e sognanti, avvolgono l'ascoltatore e un po' fanno venir voglia di chiudere gli occhi e lasciarsi trasportare dalle melodie tutt'altro che banali.
Pezzi come la title-track Fragile forest o Yellow hills sono, forse, quelli che in un primo momento più lasciano il segno, ma i successivi ascolti rendono imprescindibili tutte le tracce.
La coda di Summer afternoon, poi, è qualcosa di raro e prezioso, semplicemente da sentire a tutto volume e da godere.
Insomma, un grande ritorno per una band che oggi dimostra di essere maturata e di poter fare quel salto di qualità che ci si attendeva... ascoltare per credere!
Per scaricare/acquistare l'album nelle forme e nelle modalità che si preferiscono, basta raggiungere il sito della band (http://www.yuppieflu.net/), anche cliccando sulla copertina qui in basso.