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Non toccatemi la poltrona!

June 21, 2009 13:24 by iTch

Che l'Italia fosse un Paese piuttosto strano, lo si era capito già da molto. L'avro scritto chissà quante volte, eppure non passa il tempo di smaltire l'ultima sbornia post-cazzata politico-economico-scandalistico-legale che subito tocca beccarsi qualche novità.

Così, almeno per chi, spinto dallo spirito di quel vecchio comunista di Karl Marx, cerca l'informazione al di fuori della regime-visione, il leitmotiv degli ultimi giorni è il presunto scandalo di sesso, denaro, favori e candidature che coinvolge il mondo politico-imprenditoriale.

In tanti vorrebbero che fosse fatta luce sui fatti, molti chiedono che "cadano teste", che ci fossero dimissioni a volontà o, addirittura, la caduta del Governo! E figuriamoci...

Eppure nel resto del mondo, non mi stancherò mai di ripeterlo, pare che le cose vadano diversamente! Qualche notizia presa a caso:

Ottobre 2006: il Ministro della Cultura svedese, Cecilia Stego Chilo, si dimette confessando di non pagare il canone tv da 16 anni e di non aver pagato i contributi alle collaboratrici domestiche. Qualche giorno prima anche il Ministro del Commercio, Maria Borelius, aveva lasciato il proprio incarico ammettendo le stesse colpe.

Giugno 2008: il Ministro gallese Alun Cairns, si dimette per aver definito gli italiani "greasy wops" (qualcosa del tipo "immigrati untuosi").

Novembre 2000: il Ministro tedesco Reinhard Klimmt si dimette dopo esser stato condannato per aver finanziato illegalmente la squadra calcistica del cuore.

Giugno 2009: il Ministro degli Interni inglese, Jacqui Smith, travolta dallo scandalo dei rimborsi gonfiati, rassegna le dimissioni. Il marito aveva chiesto il rimborso, a spese dei contribuenti, per l'affitto di due film porno.

Febbraio 2009: il Ministro della Giustizia, Mariano Fernandez Bermejo, lascia il proprio incarico dopo essere finito nella bufera per aver trascorso un fine settimana nella stessa battuta di caccia del giudice che guida un'indagine per corruzione a carico dell'opposizione conservatrice. Bermejo, inoltre, non aveva licenza di caccia valida per quella regione.

Gennaio 2001: il Ministro del Lavoro dell'Amministrazione Bush, Linda Chavez, rinuncia alla sua nomina. La donna era finita nei guai dopo la scoperta che, per due anni, aveva tenuto in casa una domestica del Guatemala in condizioni di illegalità.

Luglio 2007: il Ministro della Difesa giapponese, Fumio Kyuma, si dimette per aver "giustificato" le bombe su Hiroshima e Nagasaki.

Dicembre 2008: il Ministro belga della Giustizia, Jo Vandeurzen, rassegna le dimissioni perché la Corte di Cassazione accusa il governo di aver fatto pressione sui giudici per impedire la cessione di Fortis a Bnp Paribas. Dopo le dimissioni del Ministro, il premier presenta quelle dell'intero governo al re Alberto II.

Febbraio 2009: il Ministro giapponese Nakagawa, accusato di essersi presentato ad una conferenza stampa del G7 ubriaco, si dimette, giustificando comunque il suo stato di confusione ai farmaci contro il raffreddore, che lo avrebbero stordito.

Maggio 2008: il Ministro degli Esteri canadese Bernier, si dimette per aver lasciato documenti confidenziali in un luogo incustodito.

Aprile 2009: il Ministro per la Sicurezza Stradale del South Australia, Tom Koutsantonis, rassegna le dimissioni a causa dello scandalo delle multe per violazione del codice stradale a suo carico (più di 30 contravvenzioni tra il 1994 e il 2008 per eccesso di velocità, mancato rispetto del rosso agli incroci, uso del cellulare alla guida).

Gennaio 2008: il Ministro della Salute malaysiano, Chua Soi Lek, si dimette dopo aver ammesso pubblicamente di essere il protagonista di un video in cui compare mentre fa sesso in una camera d'hotel con una donna non identificata.

Gennaio 1994: il Ministro dell'Ambiente britannico, Tim Yeo, si dimette dopo aver confessato di aver avuto una bambina da una relazione extraconiugale.

Sarà che le poltrone italiane sono molto più comode...


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La sicurezza... di fare i propri comodi

June 8, 2008 10:52 by iTch

Intervenendo al convegno dei giovani industriali a Santa Maria Ligure, sua Maestà Silvio IV ha annunciato quello che sarà uno dei suoi prossimi cavalli di battaglia: la lotta alle intercettazioni telefoniche. Mentre tutti i principali organi di "disinformazione" sono lì a chiedersi se e come l'Altissimo sia cambiato dopo le ultime elezioni, eccolo lì a piazzare l'ennesima stoccata alla democrazia e alla giustizia!

Cinque anni di carcere a chi le ordina, le utilizza e le diffonde, la pena da scontare. Zero condanne e zero rischi di essere beccati per chi, invece, truffa, inganna, ruba e si arricchisce. È la stessa logica che da anni accompagna la politica nostrana, la stessa logica che ha portato all'incriminazione sistematica dei magistrati che fanno il loro dovere senza guardare in faccia a nessuno e dei giornalisti che dicono la verità senza chinarsi al volere dei padroni!

Unica eccezione per le indagini che riguardano reati di mafia, camorra, 'ndrangheta e terrorismo: eh sì, perché le intercettazioni funzionano e il loro utilizzo ha permesso in più casi di scoperchiare numerosi vasi di Pandora del nostro Paese, da Calciopoli a Vallettopoli, dallo scandalo Unipol a Monnezzopoli a tante altre truffe ai danni di sfortunati cittadini. È pur vero che alla fine nessuno o pochissimi hanno pagato per le loro malefatte (ma questa è la tradizione italiana e, si sa, le tradizioni vanno rispettate!), ma ostacolare anche le indagini ed impedire che importanti prove vengano raccolte è l'ultima goccia!

Chi ha la coscienza a posto non se ne frega! Che le ascoltino pure le sue telefonate, e che ascoltino le mie... più che farsi quattro risate non otterranno altro.

Io VOGLIO essere intercettato! Ma VOGLIO che anche chi mi governa, chi ha funzioni pubbliche, chi ha in mano le sorti dell'economia del Paese in cui vivo, chi gestisce il mio denaro, chi scarica rifiuti a pochi chilometri da casa mia, chi, con le sue azioni, può danneggiare me, i miei connazionali e il mio territorio venga intercettato con me e che la giustizia possa fare il suo corso, senza impedimenti e sgambetti.

Non facciamoci fottere anche stavolta...


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