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Laurea!

June 14, 2009 18:57 by iTch
LAUREA: il nuovo rivoluzionario prodotto che ha
cambiato volto al mondo dell'igiene personale!

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Un master è per sempre!

May 12, 2008 12:43 by iTch

Ieri sera, prima di addormentarmi, mi sono ritrovato a guardare parte del programma di Rai3 Tatami, condotto da Camila Raznovich.

Si parlava di lavoro e in studio era ospite una ragazza disoccupata: laureata con 110 e lode, due master e due stage all'attivo, raccontava di come ancora non è riuscita a trovare un lavoro, al di là di qualche collaborazione gratuita e di piccole occupazioni come cameriera ecc.

Il mio primo pensiero è stato: "Cavolo, se non trova lavoro lei con un curriculum del genere, io che mi presento a fare con un misero 101 in una mediocre università, senza esperienza e senza alcun master all'attivo?!". "E fatti 'sto master e non rompere le palle", starete pensando voi, e non avete nemmeno tanto torto. Ma, ragionandoci, come mai oggi questi master hanno così tanta importanza?! Perché senza averne fatto almeno uno, pare che non ci siano speranze di inserirsi in maniera adeguata nel mondo del lavoro?!

Beh, io ci sto pensando da un po' di tempo e ne ho tratto alcune conclusioni. Di sicuro, la storia del "corso che accresce la professionalità dei laureati", delle "necessarie competenze nel mondo del lavoro di oggi", delle varie belle parole tipo "know-how" e "skills" che solo a dirle ti senti importante, puzza un po' di presa per i fondelli.

Dunque, io (o chi per me) mi diplomo, scelgo un corso di laurea, mi ci iscrivo, pago delle tasse, compro libri, seguo corsi, studio, dò esami, riempio il mio libretto e, infine, scrivo una tesi, la discuto e porto a casa il famoso pezzo di carta (il cui valore è sempre più vicino a quello della carta igienica). Perché tutto questo, come in passato, non dovrebbe bastare a darmi delle speranze di inserimento? La risposta è semplice: perché oggi, dopo tutto questo, sei solo un incompetente. È la realtà, inutile girarci intorno. Io ne sono un esempio vivente e, come me, salvo le dovute eccezioni, di esempi ce ne sono a migliaia.

 

E la colpa non è solo di chi studia, ma di un'università che forma il nulla, che ti insegne delle "parole" scritte su dei libri, che probabilmente non ti serviranno mai. È la qualità degli atenei ad essere pessima e lo dimostrano i confronti con il resto del mondo, nelle classifiche quasi non esistiamo: tre sole università italiane fra le prime 500, lo 0,6 %!

Così, se vuoi migliorarti entra in gioco il famoso master, la medicina per tutti i mali dell'istruzione italiana.

Una bella "pillola" di conoscenza che, però, non tutti possono permettersi. Ne prendo 4 a caso, tra quelli che potrebbero fare al caso mio:

1) Master SDA Bocconi School of Management: costo totale 28.500 €

2) Fondazione Istud - Master in Marketing Management: 10.000 € + IVA 20 % = 12.000 €

3) Master SDOA in Direzione d'impresa: quota di partecipazione 18.000 €

4) Master Publitalia in Marketing, Comunicazione e Sales Management: "solo" 11.000 € (IVA compresa, che culo!)

Prezzi al di là di ogni possibilità per una qualsiasi famiglia normale d'Italia! O sei milionario, e allora ti puoi togliere lo "sfizio", oppure hai da sudare sangue.

Guardacaso, poi, dietro ognuno di questi master ecco comparire, tra i nomi dei partner, anche quello di almeno una banca, attraverso la quale effettuare il bonifico per il pagamento e che spesso offre pure un bel finanziamento per chi proprio ci tiene ad iscriversi! Eccola qui, allora, la chiave di volta: vuoi vedere che tutto questo giro d'affari è solo l'ennesima trovata per arricchire questi onnipotenti istituti?! Vuoi vedere che tutta questa necessità di "formarsi" e "accrescere le proprie competenze" è uno dei tanti trucchetti per far circolare il soldo là dove deve circolare?! Quanto porteranno a casa le care banche in questo modo?!

Cazzo, perché se "mi diplomo, scelgo un corso di laurea, mi ci iscrivo, pago delle tasse, compro libri, seguo corsi, studio, dò esami, riempio il mio libretto e, infine, scrivo una tesi, la discuto e porto a casa il famoso pezzo di carta", l'università non può darmi una preparazione decente?! Io sono uno che pensa sempre al peggio, ma resto dell'idea che la cosa puzza e non poco!

Resto di quest'idea e penso: "Povero me!"


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Attenzione agli integratori vitaminici!

April 18, 2008 11:39 by iTch

E' iniziata a circolare ieri una preoccupante notizia riguardante una ricerca condotta da studiosi danesi sugli integratori vitaminici che, non solo non apporterebbero benefici ma sarebbero addirittura pericolosi per la salute. In realtà, cercando in rete qualche approfondimento da pubblicare su queste pagine, ho trovato la stessissima notizia sul blog di Alimentazione e Nutrizione, datata addirittura 26 aprile 2007... mi chiedo come mai nessun giornale, tv, radio, ecc. ne abbia parlato prima!

Allarme integratori vitaminici: più sicure le vitamine al naturale

Uno studio danese dimostra la pericolosità di alcune vitamine contenute in integratori se somministrate da sole o in combinazione con altri antiossidanti. Secondo l’Osservatorio Nutrizionale Grana Padano, sviluppato in collaborazione con i medici della Società Italiana di Medicina Generale (SIMG) e della Federazione Italiana Medici Pediatri (FIMP), la carenza vitaminica degli italiani – dimostrata dagli ultimi dati raccolti da pediatri e medici di famiglia - va quindi affrontata al naturale seguendo una dieta variegata. Secondo i ricercatori del Center for Clinical Intervention Research dell’Università di Copenaghen le vitamine E, A e betacarotene possono aumentare il tasso di mortalità per qualsiasi causa in media del 5 per cento. E’ questo il risultato di un’ampia meta-analisi sull’effetto che gli integratori di antiossidanti esercitano sulla salute. I ricercatori hanno preso in esame, infatti, i risultati ottenuti da sessantotto studi clinici condotti nel 2005 arrivando, quindi, a studiare i dati relativi ad un totale di ben 232.606 persone. Secondo l’articolo pubblicato su JAMA (Journal of American Medical Association) alla resa dei conti sembra che “betacarotene, vitamina A e vitamina E, somministrati da soli o in combinazione con altri antiossidanti, hanno significativamente aumentato la mortalità. Questo effetto negativo non sembrerebbe invece applicarsi ad altri antiossidanti quali la vitamina C ed il selenio. Secondo quanto ipotizzato dai ricercatori, alcuni tipi di vitamine potrebbero interferire con qualche meccanismo difensivo essenziale dell’organismo e, se si considera la diffusione sempre più capillare degli integratori di vitamine, si intuisce che le conseguenze sulla salute generale possono essere notevoli. I ricercatori hanno sottolineato che il loro studio ha preso in esame soltanto gli integratori di vitamine e non quelle contenute negli alimenti, quindi lo studio non svaluta in alcun modo la fondamentale importanza dell’apporto vitaminico garantito dalla frutta e dalla verdura. Cosa consigliare, quindi, agli utilizzatori abituali di integratori nutrizionali, in particolare degli antiossidanti citati nello studio? Una indicazione molto chiara a questo proposito proviene dal monitoraggio delle abitudini alimentari degli Italiani effettuato dall'Osservatorio Grana Padano, che ha evidenziato, su una popolazione di più di 12.000 soggetti studiati, un introito medio giornaliero con la dieta di 6,7 milligrammi di vitamina E e di 1,2 milligrammi di vitamina A. L’assunzione giornaliera raccomandata di vitamina A è di circa 0,5 milligrammi (con variazioni che vanno da 0,4 a 0,7 milligrammi a seconda dell’età considerata) mentre per la vitamina E si raccomanda un’assunzione di almeno 5 milligrammi al giorno. Nella popolazione sotto monitoraggio, si rilevano differenze tra maschi e femmine, tra bambini e adulti e tra le macroaree Nord, Centro e Sud (vedere tabella allegata Vit.A-Vit.B). Ad esempio i maschi e i bambini sono sotto la media Italia, ma pur sempre sopra i fabbisogni minimi raccomandati. Il Sud è l’area geografica che meno si avvicina alla media nazionale, in modo più evidente per quanto riguarda l’assunzione di vitamina A. Almeno dai dati dell’Osservatorio Grana Padano, e limitatamente alla popolazione campione che pur rappresenta in modo significativo quella italiana, si può constatare che la dieta da sola riesce a sopperire ai fabbisogni minimi di vitamina A ed E nella maggior parte delle persone delle varie fasce di età. Un’alimentazione equilibrata, infatti, da sola può garantire le richieste dell’organismo lasciando spazio agli integratori solo in casi speciali dove sarà il medico a deciderne l’impiego. "I risultati di questa ricerca danese – ha affermato Maria Letizia Petroni, Responsabile Nutrizione Clinica dell'Istituto Auxologico Italiano di Piancavallo (VB) e componente del Comitato Scientifico dell'Osservatorio Grana Padano - confermano in modo definitivo che l'integrazione a dosaggi elevati (quali quelli presenti in diversi preparati farmacologici o comunque commerciali) di alcune vitamine ad azione antiossidante, quali la vitamina A in forma di retinolo o di beta-carotene e la vitamina E, da sole o come parte di cocktail di antiossidanti, non solo non determina benefici alla salute, ma può ridurre l’aspettativa di vita rendendo l'organismo più vulnerabile all'azione delle malattie, probabilmente interferendo con alcuni meccanismi essenziali di difesa quali la distruzione di cellule malate e la detossificazione”. La carenza vitaminica degli italiani va quindi seguita al naturale seguendo una dieta variegata. “L'assunzione – ha continuato la Petroni - di almeno cinque porzioni al giorno di frutta e verdura, alternata per colore (verde, bianca, rossa, giallo/arancione, blu/viola) permette di coprire adeguatamente il fabbisogno della maggior parte dei vitamine ed antiossidanti. Ma non bisogna trascurare gli altri alimenti caratteristici della dieta mediterranea: un'alimentazione esclusivamente vegetariana può, ad esempio, esporre a seri deficit vitaminici, in particolare di vitamina B12. Un’alimentazione sana e corretta – ha quindi concluso - permette l'introduzione delle giuste quantità fisiologiche di vitamine ed antiossidanti, ma nessuna pillola riuscirà mai a replicarne la varietà, la ricchezza e l'equilibrio dei nutrienti e delle molecole in essa presenti. Chi utilizza gli integratori, salvo quando specificamente prescritti dal medico, come una comoda "scorciatoia" per non curare la propria alimentazione illudendosi di avere benefici miracolosi per prevenire l'invecchiamento o le malattie cronico-degenerative deve ora aprire gli occhi e prendere atto della realtà. Vincere l'inerzia di un'alimentazione disordinata o monotona è possibile, così come è possibile conciliare salute e gusto, con l'aiuto del proprio medico e delle campagne educazionali promosse dagli organi scientifici competenti".

Fonte : www.saluteeuropa.it


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