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Berlusconi fu ferito

December 15, 2009 14:29 by iTch

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A due giorni dall'aggressione subita dal presidente del consiglio Berlusconi, tutto sembra procedere secondo un copione non scritto ma prevedibile.

La solidarietà di circostanza di personaggi politici e non, lo straparlare di pseudo-giornalisti e pseudo-parlamentari, le scuse dell'aggressore, il bombardamento mediatico, il probabile perdono del Berlusconi versione Santo Padre... tutto già immaginabile, dal preciso istante in cui le guglie del duomo di Milano danneggiavano il liftato volto di Berlusconi in poi.

Fortunato anche quando sanguina, geniale e protetto da qualche potente divinità, ogni qualvolta stia attraversando un momento di difficoltà personale o politica, ogni qualvolta ci sia qualche scomoda notizia da nascondere, Berlusconi ha sempre pronto il suo coup de theatre, volontario o involontario che sia, che ne salva l'immagine e offre lo spunto ai giornalisti di comodo per riempire pagine di giornali e tg con semplice aria fritta.

L'occasione, poi, è ghiotta per approfittare del clamore suscitato dall'evento e piazzare i tre-quattro colpi di grazia a chi dà fastidio e a ciò che ostacola le ambizioni di re Silvio: e così, via con gli attacchi a Di Pietro, le cui parole non di circostanza ma mai inneggianti alla violenza, vengono trasformate in istigazione all'aggressione, via con gli attacchi alla stampa non asservita, con i vari Travaglio, Santoro, Il Fatto, Repubblica, L'espresso accusati di essere addirittura mandanti del folle Tartaglia, solo perché rei di aver fatto cronaca, e ancora, via con le azioni di censura al web, approfittando del proliferare degli evitabili attestati di stima all'aggressore e, perché no, via con qualche delegittimazione del popolo viola del No B-Day e con l'acceleratore al massimo sulle norme giudiziarie pro-berlusca, ché quelle non mancano mai.

Purtroppo, però, chi oggi scaglia le sue pietre contro questo e quell'altro, chi va accusando Tizio e Caio di aver creato un presunto clima d'odio del quale Massimo Tartaglia si sarebbe fatto mano armata, dimentica di non essere "senza peccato". Chi, nelle occasioni più propizie, si trasforma in un novello Gandhi, dimentica le proprie frasi (di cui qualche esempio è riportato anche in un mio precedente post http://www.itch.it/post/2009/10/Io-posso-dirlo2c-tu-no!.aspx) inneggianti alla violenza e all'odio contro questa o quella minoranza, dimentica i propri insulti gratuiti e volgari contro coloro che non condividono le sue posizioni o che scelgono di votare per qualcun altro.

La politica italiana ancora una volta si dimostra brava a farsi bella con le chiacchiere e abilissima a manipolare l'opinione comune sfruttando i mezzi di informazione in maniera distorta. Il bombardamento mediatico non cesserà a breve e, nel frattempo, chissà quante altre sorprese ci saranno tenute nascoste sotto l'immagine del labbro gocciolante e dell'occhio perso nel vuoto di Berlusconi, il quale, a conti fatti, superato il danno fisico avrà ottenuto un beneficio politico-mediatico di gran lunga maggiore.

Staremo a vedere...

 

Brevi aggiornamenti:

- A proposito di coup de theatre, qualcuno, alla storia dell'aggressione, non ci crede e a sostegno della tesi porta argomentazioni tutt'altro che scarse.
D'altronde, un abile uomo di spettacolo sa come e quando piazzare il colpo di scena per ottenere il risultato sperato.

Lettura consigliata!

http://aceontheriver.splinder.com/post/21879844/L%27aggressione+a+Berlusconi+%C3%A8+

- Qui un po' di dichiarazioni "pacifiste" degli scandalizzati odierni, dal blog Italia senza Valori:

http://italiasenzavalori.blogspot.com/2009/12/vietato-parlare.html

http://italiasenzavalori.blogspot.com/2009/12/fomentatori-aizzatori.html

 


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Libera informazione in "non" libero Stato

May 15, 2008 11:33 by iTch

La situazione sta degenerando, c'è poco altro da aggiungere! Gli avvenimenti degli ultimi giorni stanno, infatti, mettendo in luce un preoccupante modo di agire da parte delle istituzioni e occorre che quanti più cittadini liberi, insieme, facciano sentire la propria voce.

In un post precedente già avevo detto la mia sul caso Travaglio-Schifani, ma oggi ho deciso di ritornarci proprio perché inizio a rabbrividire di fronte alla piega che sta prendendo questa vicenda, che sempre più diventa simbolo di una libertà d'informazione a dir poco "in difficoltà".

La notizia è facilmente rintracciabile: l'Agcom, Autorità garante per le comunicazioni, ha aperto un'istruttoria contro il giornalista piemontese, oltre che contro la trasmissione di Santoro, Anno Zero, "rei" di avere, il primo, "diffamato" (con fatti mai smentiti da alcuno in questi giorni!) il presidente del Senato Schifani, e, il secondo, di aver mandato in onda spezzoni del discorso di Beppe Grillo al V-Day2 dello scorso 25 aprile.

La decisione ha dell'incredibile: come può un'Autorità, che dovrebbe garantire la libertà di stampa, ostacolare il tentativo di due giornalisti di diffondere semplicemente delle notizie?! L'Agcom contesta, in entrambi i casi, alla tv pubblica "la presunta violazione dell'articolo 4 (diritti fondamentali della persona) e dell'articolo 48 (compiti del servizio pubblico) del Testo unico della radiotelevisione, ma dimentica che "Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione" e che "La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure" (art. 21 Cost.). Fermo restando il sacrosanto diritto di chiunque di controbattere anche in un secondo momento, portando però prove e non sterili grida da censore!

Allora perché Grillo può esprimere le proprie opinioni in piazza, ma nessuno deve poterle ascoltare in tv?! Perché i fatti riguardanti il passato dell'attuale presidente del Senato possono essere raccontati in un libro ma non possono essere citati in una trasmissione RAI?!

E se la RAI offre, come dicono, un "servizio pubblico", non dovrebbe assicurare ai cittadini la possibilità di informarsi?! Forse vuole offrire un servizio "politico" più che "pubblico"?!

Semplice, perché, al contrario di quanto afferma Cicchitto, la televisione è in assoluto il mezzo più utilizzato dagli italiani per informarsi (Rapporto Eurispes 2008 da leggere  QUI o  QUI) e, finché notizie scomode restano nascoste fra le pagine di un libro o circolano soltanto in rete, la loro "pericolosità" è minima.

E chi è al potere (politico, ma non solo) questo lo sa benissimo! Sa perfettamente che attraverso lo "schermo magico" è possibile veicolare al meglio ciò che si vuole far sapere, che è possibile "convincere" una vastissima parte della popolazione che "solo quello è vero" e "solo quello esiste".

Oggi tutto questo si sta accentuando sempre di più e, come dicevo, l'unico modo per far sì che non vengano definitivamente "drogate" le menti della maggior parte degli italiani, occorre alzare la voce, occorre far sapere ciò che accade nel nostro Paese, protestare con forza contro le autorità italiane e chiedere la vigilianza da parte di quelle europee.

È l'unico modo e bisogna farlo al più presto!


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Che schif-ani!

May 12, 2008 11:45 by iTch

Stavolta è toccato a Che tempo che fa, il programma condotto da Fabio Fazio su Rai3: ospite in studio Marco Travaglio racconta con la sua solita pacatezza fatti appurati e risaputi da anni, tra cui alcuni eventi e conoscenze riguardanti il neo-presidente del Senato Renato Schifani. Niente di strano, per un Paese "normale", democratico e civile. E invece no.

Come sempre accade in questi casi nella nostra cara italietta, subito si è scatenato il putiferio! In poche ore sono piovute addosso a Travaglio, raro esempio di giornalismo indipendente e al servizio del cittadino, critiche da ogni parte.

La maggioranza difende, com'era immaginabile, il proprio esponente; l'opposizione, anziché fare il proprio dovere, attacca il giornalista reo di aver offeso una così alta carica dello Stato (come se il fatto di essere presidente di una delle due Camere ti trasformi immediatamente in un intoccabile Santo); i dirigenti Rai scendono in campo per scusarsi di aver mandato in onda, per una volta, qualcosa di intelligente; Fabio Fazio si china a 90 gradi, si copre il capo di cera e in diretta tv si distacca da quanto dichiarato durante il suo programma, così da salvare trasmissione, poltrona e stipendio (e di questi tempi Dio solo sa quanto serva un buono stipendio!).

È l'apoteosi della follia italiana! Siamo semplicemente al collasso! La libertà di stampa e di opinione è ormai morta e sepolta: nessun giornalista ha più il sacrosanto "DIRITTO" di fare il proprio mestiere come realmente andrebbe fatto. Tra ieri e oggi i nostri "dittatori occulti" vanno ripetendo che è qualcosa di impensabile parlare come ha fatto Travaglio, senza che ci fosse possibilità di contraddittorio. Come?! Dopo un'intera campagna elettorale priva di dibattiti tra candidati, ora si accorgono della necessità di controbattere? E su cosa poi?! Su fatti conclamati, che forse intendono sovvertire con la loro parlantina?

Mi auguro che quei pochi liberi pensatori e intellettuali del nostro Paese continuino per la loro strada, incuranti del marciume che li circonda e tenta di distruggerli! È l'unica speranza perché la verità non venga definitivamente cancellata da questi odiosi signori che dirigono l'intera carretta!

Una annotazione: tanto per la cronaca, in Spagna il quotidiano El Pais ha scritto le stesse cose che Travaglio ha raccontato riguardo a Schifani. Basta leggere la seconda parte dell'articolo consultabile all'indirizzo http://www.elpais.com/articulo/internacional/Schif-ani/colaborador/Berlusconi/nuevo/presidente/Senado/-italiano/elpepuint/20080429elpepuint_17/Tes. Ma che lo sappiano anche all'estero e che se ne parli al di fuori dei nostri confini, pare che poco conti!


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