Attenzione: pericolo caduta notizie

Più di una volta ho detto e ripetuto che il sistema dell'informazione è marcio e che solo ciò che qualcuno vuole far conoscere passa attraverso i principali media. Le notizie più scomode spariscono o, nella migliore delle ipotesi, vengono relegate in un angolino, adattate alla bell'e meglio o, spesso, completamente travisate.
Capita praticamente ogni giorno in televisione, mentre radio e giornali si concedono qualche piccola libertà in più (ma non va granché meglio), probabilmente perché restano, in confronto alla tv, di gran lunga meno utilizzati dagli italiani per informarsi.
Solo il web sembra resistere a questa tendenza, grazie alla sua incontrollabilità, ma gli effetti della diffusione di notizie "senza filtro" su siti e blog non sono da considerarsi entusiasmanti.
Qualcuno dice, a ragione, che internet è il futuro dell'informazione. Ma per il presente?!

Così, pochissimi sono a conoscenza di ciò che di seguito segnalo:

Taglio dell'ICI, ecco come viene finanziato: forse tanti faranno meglio a ritappare le bottiglie di spumante estratte dal frigo per festeggiare il "grande" risparmio, ottenuto dall'estensione totale dell'eliminazione dell'imposta sulla prima casa, per osservare come "Tvemonti" abbia ottenuto le risorse. A pagare, saranno, in particolare Sicilia e Calabria, i cui amministratori locali stanno già scendendo sul campo di battaglia.
Via 84 milioni di Euro per il sistema degli attracchi al porto di Villa San Giovanni, 265 per il megalotto 3 della statale 106 Jonica-Sibari-Roseto, i 25 previsti per il megalotto 9-Crotone-Cariati e i 15 ciascuno per il megalotto 12 e la tangenziale di ReggioCalabria.
Cancellati i 43 milioni destinati a interventi per la valorizzazione e la tutela del territorio e del mare, i 165 dei fondi per trasporto locale, occupazione, rete idrica nazionale e recupero dei centri storici.
Adieu ai fondi contro la violenza contro le donne (20 milioni), a 350 milioni per il completamento della Strada Ionica, 240 per la metro leggera di Palermo, 250 per la ferrovia circum-etnea, 247 per la piattaforma logistica in Sicilia e 180 per la superstrada di Agrigento e Caltanissetta.
Ancora, via 721 milioni destinati a rafforzare il trasporto locale, pubblico e su ferrovia, nonchè i 12 per finanziare il trasporto verde nei centri storici.
L'ambiente perde 399 milioni, il Fondo Ordinario delle Università 48, la promozione dello sport di cittadinanza 95, lo sviluppo della banda larga 50 e il passaggio al digitale terrestre 20.
Tagliati, infine, i 31 milioni per il potenziamento dell'informatizzazione pubblica e i 50 del Fondo per l'inclusione sociale degli immigrati (dati pubblicati da Repubblica).
Tutto questo per un risparmio medio annuo di circa 150 euro a famiglia... forse non tutti i fondi e finanziamenti citati sono da considerarsi prioritari, ma rinunciare ad alcuni servizi e ad importanti infrastrutture, soprattutto in zone già altamente penalizzate come quelle meridionali, probabilmente non gioverà molto.
Ma di tutto questo, io nei tg non ne ho visto neppure l'ombra!

"Pianisti" sotto accusa: su questo sarò breve. Negli ultimi giorni, dai deputati dell'Italia dei Valori è partito un attacco ai colleghi "pianisti", ossia coloro che votano contemporaneamente per sé e per gli assenti. Di Pietro e  soci hanno documentato con foto e video la pessima abitudine dei nostri amministratori (peraltro abitudine già nota), ricevendo in cambio l'accusa di aver violato il regolamento parlamentare.
Così, mentre il ministro tascabile Renato Brunetta si scaglia giustamente contro i dipendenti pubblici fannulloni ed assenteisti, i primi che dovrebbero rispettare il patto con i propri elettori e svolgere il proprio dovere (peraltro ben retribuito) fanno l'esatto contrario: tanti assenti e tanti "voti truffaldini".
Io vorrei anche per questi individui il licenziamento per giusta causa!

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Meglio un uovo oggi che un mutuo domani

Il caldo di questi ultimi giorni mi sta impedendo di utilizzare quel po' di cervellino che mi rimane, ma, finché non perdo completamente i sensi, cerco di aggiungere ugualmente qualche interessante notizia su queste pagine. Per oggi mi limito a segnalare un bell'articolo pubblicato sul periodico on-line La Voce, l'ottimo sito di economia e politica al quale collaborano numerose autorevoli firme (come, tra gli altri, Pietro Ichino, Francesco Giavazzi, Tito Boeri e Massimo Bordignon).

Si tratta, in particolare, di una dura critica al tanto decantato accordo tra banche e governo, finalizzato alla rinegoziazione dei mutui a tasso variabile. La misura adottata dall'Esecutivo è stata infatti presentata da più parti come un vero e proprio toccasana per le tantissime famiglie italiane sulle quali grava l'odiosa rata mensile, soprattutto in questo periodo di dura crisi economica a livello mondiale, ma, secondo l'analisi proposta da Angelo Baglioni, le conseguenze positive non sarebbero poi tanto grandi come si era annunciato.

Di seguito lascio l'introduzione all'articolo, dal titolo "Sul mutuo la finanza si riscopre creativa" e il link attraverso il quale raggiungere la versione integrale.

Davvero le banche si sono commosse per i debitori in difficoltà con la rata del mutuo? Non sembra. Chi aderirà alla rinegoziazione avrà un beneficio immediato, ma un maggiore onere futuro. Gli istituti di credito non fanno nessuno sconto, semplicemente consentono di rinviare il pagamento di una parte degli interessi. E su quelli dilazionati matureranno altri interessi. Più conveniente cercare di sfruttare la portabilità introdotta dal decreto Bersani. Solo dalla concorrenza tra le banche si può sperare di ottenere veri e duraturi benefici per le famiglie.

http://www.lavoce.info/articoli/pagina1000430.html

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