Italia: il primo Paese occidentale a basso contenuto di libertà

Uno dei vantaggi del non avere quasi più tempo libero è quello di avere a che fare meno possibile con la Berlusco-visione e con la sua strisciante lecchineria!

Così, pur non avendo prestato particolare attenzione ai "telegiornali" degli ultimi due giorni, scommetto la testa di Sandro Bondi che nessuno abbia osato neppure per sbaglio accennare questa simpatica notiziola:

Freedom House: Italia ultima in Europa sul piano della libertà di stampa (estratto da Il Mattino http://www.ilmattino.it/articolo.php?id=56653&sez=ITALIA)

L'organizzazione americana Freedom House ha diffuso il suo rapporto annuale sull'informazione nel mondo (Freedom of the Press 2009), nel quale si afferma che l'Italia è il fanalino di coda dell'Europa in termini di libertà di stampa, in buona parte per la «situazione anomala a livello mondiale» sul piano della proprietà dei media.

Freedom House retrocede così il nostro paese e punta l'indice sul ruolo del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. «Il suo ritorno nel 2008 al posto di premier ha risvegliato i timori sulla concentrazione di mezzi di comunicazione pubblici e privati sotto una sola guida», spiega Karin Karlekar, la ricercatrice che ha guidato lo studio, presentato ieri al Newseum, il museo dell'informazione e del giornalismo a Washington. (...)

L'Italia è scesa dalla fascia alta, quella dei paesi liberi, alla fascia intermedia dei paesi "parzialmente liberi", con un rating di 32 che ne fa l'unico paese dell'Europa occidentale ad essere stato declassato. Solo la Turchia, se viene considerata come parte dell'Europa occidentale, risulta messa peggio.

eccetera eccetera eccetera...

Chi l'avrebbe mai detto?! Siamo un paese "parzialmente libero"! Ma va'... noi che abbiamo al Governo la persona, nonché editore, più liberale del mondo? Una notizia incredibile, no?

Sarà che forse non può considerarsi libero un Paese in cui se un giornalista rende noti i trascorsi mafio-amichevoli di un politico qualsiasi viene messo alla gogna per giorni interi? Sarà che non si può parlare di libertà quando un giornalista, nella sua trasmissione, parla di fatti più o meno scomodi al potere e viene processato dai più alti vertici della tv di Stato manco avesse ruttato l'inno nazionale in diretta? O sarà pure che ci sia qualcosa di strano quando un giornalista in prima linea nella lotta alla mafia viene processato per "esercizio abusivo della professione"?

E di esempi, in questo strano Paese, ce ne sono a decine!

Ma fa niente... l'importante è far felice il Padrone Onnipotente e il suo parrucchino, dire le notizie a metà (solo la metà che vuole lui però, mi raccomando!), nascondere i fatti che possano metterlo in cattiva luce ed esaltare le sue comparsate messianiche tra spazzatura, macerie e ragazzine che per lui spalancherebbero le porte delle proprie tube di Falloppio!

Ma che simpatica Nazione che siamo...

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Italia, made in tv

A volte capita di trovarsi di fronte a cose, persone o, in questo caso, a una frase, che sembrano apparirti d'avanti per qualche oscuro motivo, proprio mentre in testa avevi quelle cose, quelle persone o, come in questo caso, l'idea che si cela dietro quella frase.

A me è capitato proprio ieri, con una profetica frase dello scrittore Ennio Flaiano e, cosa ancora più assurda, è stata l'averla trovata di nuovo stamattina sul blog di Filippo Cusumano, commentata esattamente come volevo commentarla io!

Flaiano, morto nel 1972, la sapeva lunga, e lo dimostra in maniera oggi a dir poco impressionante, quando, pur non esistendo un Berlusconi, nè tutto il circo politico-mediatico che gli ronza intorno, scrive: "Fra 30 anni, l'Italia non sarà come l'avranno fatta i governi, ma come l'avrà fatta la televisione".

E forse, oggi, la tv non solo sta facendo l'Italia, ma sta creando gli stessi governi! Inquietante...

 

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