E così Big Jim, con la sua folta chioma ramata, ieri ha presentato in diretta-tg la nuova squadra di governo, quella che dovremo sopportare per i prossimi anni (spero non 5!).
Come prevedeva l'ultima legge Finanziaria approvata dal governo Prodi, sono 12 i ministri con portafoglio, ma il Berlusca, che tanto criticava l'ampiezza del governo di centrosinistra, ha saputo accontentare tutti i suoi amichetti aggiungendo 9 dicasteri senza portafoglio.
Questi i 21 fortunati che hanno vinto una prestigiosa poltrona a testa: Alfano (Giustizia), Maroni (Interni), Scajola (Attività Produttive) La Russa (Difesa) Tremonti (Economia), Frattini (Esteri), Matteoli (Infrastrutture), Prestigiacomo (Ambiente) Sacconi (Welfare e Salute), Bondi (Beni Culturali), Gelmini (Istruzione), Zaia (Politiche Agricole). Senza portafoglio: Vito (Rapporti con il Parlamento), Bossi (Riforme) Calderoli (Semplificazione) Ronchi (Politiche Comunitarie), Fitto (Affari Regionali), Brunetta (Innovazione e Funzione Pubblica), Rotondi (Attuazione del Programma), Meloni (Politiche Giovanili) e Carfagna (Pari Opportunità).
Se a saltare subito agli occhi di chi ha seguito la campagna elettorale sono le ennesime autosmentite del nuovo Presidente del Consiglio su un eventuale ministero a Stanca (10 aprile: "Lucio Stanca sarà di nuovo ministro per l'innovazione" - 7 maggio: Brunetta all'Innovazione e Funzione Pubblica, ma questo poco ci fa strappare i capelli) e sul grande numero di donne nell'esecutivo (oggi sono soltanto 4, di cui 2 senza portafoglio, contro le 6, di cui 5 senza portafoglio, del governo Prodi), è interessante andare a vedere chi sono alcuni dei nuovi ministri e che fedina penale si portano dietro.
Raffaele Fitto, ad esempio, è stato indagato nel 2006 a Bari per corruzione, falso e illecito finanziamento ai partiti, salvandosi solo perché la Camera ha respinto la richiesta di autorizzazione ad arrestarlo inoltrata dai giudici. Inoltre, nel 2007, la Procura ne ha chiesto il rinvio a giudizio per corruzione e illecito finanziamento per presunte tangenti versate da Giampaolo Angelucci, in cambio di favori illeciti per vincere un appalto da 198 milioni.
Altero Matteoli è, invece, imputato a Livorno per favoreggiamento verso l'ex prefetto della città toscana, che avrebbe avvertito di indagini e intercettazioni consentendo a lui ed altri indagati di inquinare le prove. Il processo, iniziato il 20 ottobre 2006, è stato bloccato il 17 maggio 2007 dalla Camera.
Roberto Calderoli è indagato a Milano per ricettazione nell'inchiesta sulla Bpl di Giampiero Fiorani, il quale sostiene di averlo foraggiato per garantirsi l'appoggio politico della Lega durante il suo tentativo di scalala alla Banca Antonveneta. Per i tafferugli con la polizia nella sede leghista di via Bellerio a Milano si è salvato grazie alla prescrizione, mentre è scampato al processo per attentato alla Costituzione e all'unità dello Stato e per struttura paramilitare fuorilegge con una legge appositamente emanata.
Per Roberto Maroni i giudici hanno, invece, emesso una sentenza di condanna a 4 mesi e 20 giorni di reclusione, sempre per resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale, mentre Umberto Bossi vanta una più ampia collezione di reati, che vanno dal finanziamento illecito all'istigazione a delinquere e oltraggio alla bandiera.
Infine, Elio Vito, per il quale addirittura si parlava di un possibile Ministero della Giustizia(!), vanta un bel patteggiamento a 2 anni di carcere, con tanto di "ritiro" dalla politica, durante l'inchiesta su Tangentopoli. Ovviamente, il suo ritiro è durato ben poco!
Solo (?) sei su ventuno, non male!
P.S.: La mia non è che una brevissima analisi. Molto più dettagliato è il post a riguardo pubblicato da Daniele Martinelli: vi consiglio di leggerlo. Questo il link: http://www.danielemartinelli.it/2008/05/08/litalia-in-balia-di-un-plurimputato/