(21 settembre 2010)
Le bombe continuano a cadere su Kabul. Si muore a gruppi di centinaia, come formiche di cui nessuno conosce nomi, volti, storie e speranze.
Le Borse europee crollano, qualsiasi cosa ciò significhi, tra le urla esagitate di compravenditori di oscure sigle e percentuali enigmatiche.
Il petrolio inquina mari, stermina animali e muove automobili, camion, scooter, motocicli, aerei, mezzi multiruote di ogni dimensione e prezzo. Un’automobile è, per gli umani, fonte di incredibili gioie, altro che stupidi fenicotteri annegati.
I prati sono risucchiati da cemento denso, gli alberi abbattuti da ruspe muscolose, i fiumi mutano colore, le piogge cadono sempre uguali a se stesse, ignare della propria velenosa acidità.
La televisione parla. La televisione racconta che tutto va male ma va tutto bene, che si muore per pochi euro al mese ma è l’estate delle zeppe e delle soubrette incinte e con le tette a canotto.
Un Presidente minaccia i Presidenti che non la pensano come lui e che a loro volta lo minacciano perché lui non la pensa come loro. Giocano a tennis con una bomba atomica e, se questa tocca terra... Bum!
Le opinioni sono denaro. Le azioni sono denaro. Il denaro è denaro e in quanto tale ha diritto di precedenza, è l’unica vera droga che infetta il sangue di questi strani esseri umani. Il denaro trasforma le persone in violenti assassini, pazzi, sfruttatori, sadici, arrivisti, leccaculo…
Una giovane mamma strangola il suo neonato perché piange, mentre un figlio voglioso di bianca e zuccherosa coca pugnala i propri genitori.
Onorevoli incravattati stringono mani mafiose e insanguinate in ville di stile hollywoodiano, chiudono affari, condannano a morte.
I farmaci fanno bene, anche quando curano malattie immaginarie. Il sesso fa bene, anche quando è merce e oggetto di lussurioso baratto.
Lembi di terra tremano da un angolo all’altro del pianeta, vulcani sputano fiumi di lava incandescente, piogge torrenziali allagano e distruggono regioni sconosciute, fiamme alte come palazzi avvolgono ettari di boschi, l’intero globo terrestre è disseminato di sciagure ad elevato potenziale di share televisivo.
Tutto si muove, ogni cosa cerca nuovi modi per sorprendere e stupire, ma, per quanto si impegni, non è che ripetizione su ripetizione di film già visti e recitati a memoria negli anni trascorsi e ormai messi a marcire nei cassetti.
Ma tu, che su una panchina mi stringi a te offrendomi le tue soffici labbra, dei monotoni copioni di questo pianeta avido e vanitoso ne fai coriandoli. Colorati e irregolari. Microscopici. Infinitesimali.
Coriandoli leggeri soffiati via dal vento. Il soffio del vento.
Nulla più esiste.
E nulla può più sfiorarmi .