Neppure a colpi di lacrimogeni e bombe a mano

Non basteranno i caschi e i manganelli, gli scudi e gli stivali. Non basteranno i muscoli, la forza, i colpi vili alle spalle, né i pugni nello stomaco, gli sputi in viso e i calci in faccia.
Pensieri facinorosi continueranno ad aggirarsi tra le strette strade di una periferia già da troppo tempo abbandonata a se stessa e a seminare la loro violenta ira sul corso illuminato e negli angoli nascosti tra il kebab e i tubi del gas.
E distruggeranno vetrine encefaliche a colpi di ricordi strappati dai bordi dei marciapiedi sporchi, sfasceranno neuroni parcheggiati in doppia fila con bastoni modellati nel più duro legno degli alberi della convinzione e della speranza, incendieranno ipotalami ingrigiti dallo smog, ipofisi imbrattate con lo spray, talami innaffiati sera dopo sera dal piscio di indifferenti cani randagi.
E partiranno ancora, come ieri, sassaiole di immagini e desideri infranti, violente come grandinate devastanti nei campi più fertili, voleranno molotov alimentate da lacrime incendiarie, esploderanno cassonetti di memorie, rimpianti, parole, gesti, sguardi.
Non basterà l’intervento delle più preparate forze di polizia in tenuta antisommossa per placare la follia distruttiva di migliaia di ansie scese in piazza.
Non ci saranno colpi in aria in grado di far dileguare una folla tormentata e rabbiosa come un fiume in piena non più contenuto dai propri deboli argini.
Non spariranno i furiosi manifestanti che stanno radendo al suolo questo cervello strappato a morsi e sputato a terra da animali invisibili e feroci.
Perché da questa testa non ne usciresti neppure a colpi di lacrimogeni e bombe a mano.
Neppure se un incendio biblico la riducesse in cenere. Neppure se l’oceano la inghiottisse senza masticarla.
Gli scontri si placheranno, forse un giorno, indeboliti dal sonno e dalla stanchezza, il vento ritornerà a soffiare sulla polvere delle vie deserte e la pioggia a cadere sulle macerie di una città straziata e senza volto.
Forse  il silenzio nell’aria gelida di febbraio suggerirà la pace, ma non ricostruirà le rovine di questa mente oggi dilaniata e spenta.